
Le Marche non sono una regione facile da raccontare a chi c’è mai stato: non hanno un’immagine-simbolo immediata come la Toscana, non hanno un capoluogo da copertina come Bologna, eppure nel raggio di pochi chilometri mettono insieme mare, grotte, borghi medievali (e una cucina territoriale molto varia). Noi ci siamo arrivati con un itinerario di sei giorni che partiva da Ancona (città sottovalutata, che quasi tutti usano come punto di transito) per poi addentrarsi nell’entroterra fino alle Grotte di Frasassi e ai borghi collinari della provincia anconetana: Genga, Corinaldo, Arcevia, Loretello.
In questo articolo raccontiamo cosa vedere nella provincia di Ancona con l’intero percorso, le tappe, i ristoranti, gli hotel e le informazioni pratiche che ci siamo segnati strada facendo. L’abbiamo suddiviso in tre parti, ciascuna delle quali può essere affrontata in due o tre giorni: la prima dedicata ad Ancona e alla baia di Portonovo, la seconda alle Grotte di Frasassi e al territorio di Genga, la terza ai borghi dell’entroterra tra Corinaldo e i castelli di Arcevia.
Se state pianificando un viaggio nelle Marche e non sapete da dove cominciare, questo è il punto di partenza giusto.
Itinerario nelle Marche in breve
| 📍 Zona | Ancona, Genga, Corinaldo e Arcevia |
| 🗓 Durata | 6-8 giorni |
| 🚗 Mezzo consigliato | Auto |
| ❤️ Ideale per | Road trip, coppie e borghi medievali |
| 🌤 Periodo migliore | Maggio, giugno e settembre |
| 🥾 Difficoltà | Facile |
| 💰 Budget | Medio |
💡 Consiglio: se avete meno tempo, potete dividere questo itinerario in 3 mini viaggi da un weekend ciascuno.
Indice dei contenuti
Itinerario alla scoperta del territorio anconetano
Prima di partire in quinta e addentrarmi nell’itinerario, potete visualizzarlo qui sotto, con tutti i posti che abbiamo visto, i ristoranti dove abbiamo mangiato, le attività che abbiamo fatto e gli hotel in cui abbiamo dormito.
Per praticità l’ho suddiviso in tre parti, a ciascuna delle quali consiglio di dedicare 2/3 giorni.
1^ parte: Ancona e la baia di Portonovo
Iniziamo subito col botto al nostro arrivo ad Ancona: siamo ospiti al SeePort hotel, che come dice il nome stesso si trova di fronte al porto con una splendida visuale che al tramonto si esalta ancora di più! La nostra camera è… una superlativa Yacht Suite Spa, con bagno turco, sauna finlandese, doccia emozionale e due vasche a idromassaggio (una interna e una esterna!). Che dire, un sogno che diventa realtà!

Nel post che dedicherò interamente ad Ancona vi parlerò più approfonditamente di questa sistemazione super top, adesso balziamo direttamente al mattino successivo, belli carichi e rilassati.
Introduzione ad Ancona
Ai viaggiatori che da secoli approdano qua o che ci arrivano per dirigersi altrove potrebbe apparire come una città di semplice passaggio, ma non è così: i resti della civiltà picena risalenti all’Età del ferro e conservati nel Museo Nazionale vanno ad impreziosire un patrimonio costituito da monumenti, edifici e testimonianze che narrano i 2400 anni di storia della città dorica, che deve il suo nome ai Greci di Siracusa che la fondarono su un promontorio a forma di gomito (=ankón in greco).
Una caratteristica rara, quest’ultima, che permette di poter osservare sia le albe che i tramonti sul mare semplicemente spostandosi da una zona all’altra di Ancona!
Il Passetto
Proprio quel mare che è linfa vitale è il nostro punto di partenza per un giro a piedi al Passetto, il quartiere probabilmente più scenografico che ti accompagna alla spiaggia più frequentata dai suoi abitanti con una signorile ed ampia scalinata o grazie all’ascensore che conduce al piano più alto al bar, ideale per una colazione o spuntino con vista.

Il litorale del Passetto è una tappa obbligatoria non solo perché camminando potrete vedere gli scogli che caratterizzano questo tratto di costa (la Seggiola del Papa su tutti) ma soprattutto per la presenza dei grottini, altrimenti chiamate le “Grotte del Passetto”, ricavate nella roccia!
Un tempo erano utilizzate dai pescatori come ricovero per le barche, oggi sono un riferimento importante della vita sociale di questa area che anima grazie ai suoi colori, alle vecchie tradizioni (come la pesca dei moscioli di cui parlerò tra poco) e alle mille storie che racchiude.
Ancona in e-bike
Dal mare ci spostiamo alla Mole Vanvitelliana, il grandioso edificio progettato da Luigi Vanvitelli nel XVIII secolo, diventato il simbolo di Ancona. Qui, oltre a una visita al cortile interno che mostra bellamente al suo centro il Tempietto di San Rocco, si trova l’Associazione Bellavista Fra di noleggio bici elettriche!
La pedalata assistita è un bell’aiuto con tutte le salite e salitelle che ci sono ad Ancona, inoltre date le distanze la bicicletta elettrica è un mezzo (ecosostenibile per giunta!) che consiglio a tutti e non solo a chi ha poco tempo a disposizione per un giro turistico.

Per adesso mi limito a elencarvi le nostre tappe:
- la chiesa di Santa Maria della Piazza (la prima chiesa romanica di una serie che vedremo nei giorni successivi) dell’XI° secolo, con gli imperdibili mosaici paleocristiani del VI° secolo recuperati nei sotterranei.
- Il Palazzo degli Anziani (attuale sede del municipio).
- La cattedrale di San Ciriaco (il Duomo), bellissima, in posizione dominante e panoramica!
- La fontana delle Tredici Cannelle.
- La chiesa di San Domenico in piazza del Papa, una delle quattro principali di Ancona.
- La chiesa di San Francesco alle Scale.
Un suggerimento: un giorno è troppo poco, dedicate ad Ancona almeno due giorni pieni! Magari seguendo l’itinerario che ho accennato qua sopra, con le giuste pause per godersi i piccoli particolari e gli estesi scenari!
Ancona vista dal mare
Il profilo di Ancona dalla barca non ve lo scorderete facilmente. La gita che abbiamo fatto a bordo di una delle imbarcazioni della Scuola di Vela Four Sailing ci ha scolpito nella mente un’immagine con alcuni dei maggiori monumenti della città (il Duomo, l’Arco di Traiano, la Mole Vanvitelliana) e ci ha regalato una piacevolissima traversata fino a Portonovo!

Nel tragitto abbiamo visto i grottini di cui parlavo sopra, la statua della Madonna che emerge dal mare e la formazione naturale del Trave di fronte alla spiaggia di Mezzavalle! Di cosa si tratta? E’ uno scoglio naturale della larghezza di circa quattro metri che si protende in mare dalla riva per un chilometro, emergendo in alcuni punti in superficie.
La baia di Portonovo
La nostra corsa si è conclusa nella baia di Portonovo, una lunga distesa di sabbia con stabilimenti e ristoranti che si affacciano sulla spiaggia. Qui, grazie al presidente della “Cooperativa del mosciolo selvatico” Sandro Rocchetti abbiamo fatto la conoscenza con una delle eccellenze di questa zona!

Il mosciolo è un mitile che si trova tra Portonovo ed Ancona (più recisamente nel tratto di mare da Pietralacroce ai Sassi Neri di Sirolo) a una profondità compresa tra i 2 e i 10 metri. Viene pescato con dei rampini che strappano il mosciolo dagli scogli (la lunghezza del bisso, cioè dello stoppino grazie al quale rimane aggrappato agli scogli è una delle sue caratteristiche fanno sì che non vengano arrecati né al mitile né allo scoglio) e cucinato in svariati modi oppure semplicemente bollito a 60°, senza alcuna aggiunta se non, volendo, una spruzzatina di limone!
Non avete idea di quale profumo abbia!!
Ah dimenticavo di dirvi che il mosciolo selvatico di Portonovo – da non confondere con le cozze d’allevamento – è un presidio Slow Food!
Dopo questo “antipasto” abbiamo assaporato il mosciolo (con l’accento sulla prima “o”) al ristorante Emilia, davanti a un mare color turchese reso ancora più inteso da dei grossi nuvoloni grigi…

Qui abbiamo mangiato i moscioli alla marinara, i moscioli arrosto, l’impepata di moscioli e gli spaghetti coi moscioli!
Assolutamente un’esperienza da provare in questo territorio!
La chiesa di Santa Maria a Portonovo
Se vi trovate nella baia di Portonovo, tra le cose da fare segnatevi una visita alla sua chiesetta, così com’è confidenzialmente chiamata da quelli del luogo.

La chiesa di Santa Maria di Portonovo è una piccola gemma di epoca medievale costruita poco dopo l’anno Mille. E’ collocata in mezzo a un boschetto a poca distanza dal mare ma le fronde degli alberi ne impediscono la vista tranne a chi passa in barca lungo la costa.
Tra le più antiche abbazie benedettine e tra le più importanti chiese romaniche delle Marche, grazie ai volontari di Europa Nostra può essere visitata gratuitamente dal mercoledì alla domenica in orario 16:30 – 19:30 (orario estivo valido fino al 15 settembre).
2^ parte: Grotte di Frasassi, Tempio di Valadier e Genga
Le Grotte di Frasassi
Semplicemente LE GROTTE PIU’ BELLE DEL MONDO!
Cosa non dire che non sia stato detto? Cosa mostrare che non sia già stato visto?
Beh, in realtà su quest’ultimo punto c’è una piccola novità: la prima delle cinque sale può essere fotografata solo da quest’anno! (In tutte le grotte è concesso fare video e scattare foto senza flash).
La bellezza di queste grotte raggiunge vette altissime; si può solo tentare di spiegare a parole quello che si prova dopo aver percorso il tunnel di raccordo di 300 metri e si mette piede nella prima sala, la più grande e maestosa, chiamata Abisso Ancona” in onore al gruppo speleologico anconetano che il 25 settembre del 1971 le scoprì. Un’emozione che paralizza e ti blocca il respiro!

Impossibile non rimanere colpiti da questi scenari,
impossibile non dedicare loro un intero articolo, infarcito da qualche decina delle millemila foto che abbiamo scattato durante la nostra indimenticabile visita.

Il percorso è lungo 1500 metri ed è facile, completamente accessibile e attrezzato, però si raccomanda ugualmente di calzare delle scarpe adeguate e per i più freddolosi di indossare un giubbotto: la temperatura in grotta è costante tutto l’anno e pari a 14°!
Biglietti e orari (aggiornati al 2026)
Il biglietto intero costa 20 €; ridotto 18 € (under 25, over 65, militari, speleologi, tesserati CAI, giornalisti e docenti con tesserino); ragazzi dai 6 ai 14 anni 14 €; gratuito per i bambini sotto i 6 anni e per i residenti nel comune di Genga.
Il biglietto si può acquistare online su tickets.frasassi.com e vi consiglio vivamente di farlo, soprattutto in alta stagione, per evitare le code in biglietteria e scegliere l’orario desiderato. In caso di acquisto online, è importante arrivare al parcheggio almeno 15 minuti prima dell’orario indicato sul biglietto e recarsi direttamente al punto bus navetta (il servizio di navetta è gratuito e incluso nel biglietto).
Quanto agli orari, le grotte sono chiuse il 4 dicembre, il 25 dicembre e dal 7 al 30 gennaio.
- Nel periodo primaverile e autunnale (marzo–ottobre) gli ingressi partono ogni ora dalle 10:00 alle 17:00;
- in estate (giugno–settembre) la biglietteria lavora a regime continuo con ingressi ogni 10-20 minuti fin dall’apertura.
- In inverno (novembre–febbraio) gli ingressi infrasettimanali si riducono alle 11:30 e 15:30, mentre sabato, domenica e festivi tornano agli orari estesi.
Un consiglio pratico: se riuscite ad agganciare il primo gruppo della mattinata o l’ultimo della giornata, troverete molti meno turisti e un silenzio davvero irreale!
Incluso nel biglietto delle Grotte c’è l’ingresso al Museo Speleo Paleontologico e Archeologico di San Vittore e al Museo Arte Storia Territorio di Genga, due musei piccoli ma molto ben curati, aperti tutti i giorni dalle 11:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Il Santuario della Madonna di Frasassi
Stento ancora a credere che ad appena 900, dico 900 metri dalle Grotte di Frasassi possa esserci un altro luogo così particolare e affascinante!
Solo di recente il Santuario della Madonna di Frasassi sta iniziando ad avere un po’ di notorietà ma siam ben lontani dagli echi che meriterebbe e la prova è che il piccolo parcheggio di poche decine di auto – che si trova all’inizio del sentiero lastricato di 700 metri che porta al sito – è raramente tutto pieno, come ci ha raccontato la bravissima guida che ci ha accompagnato nella visita di questa meraviglia incastonata nella roccia della Gola della Rossa e di Frasassi.

Dopo 10′-15′ di cammino in leggera salita si arriva ad una enorme caverna, tra l’altro teatro di un presepe vivente che dicono sia molto suggestivo e passo dopo passo ci si trova di fronte al Tempio di Valadier, una chiesetta di forma ottagonale con le pareti in travertino e la cupola in piombo che sembra incastrata sotto il soffitto della grande grotta…
La sua costruzione si deve al Papa Leone XII, originario di Genga, che nel 1828 volle che venisse eretto proprio accanto a dove si trovava, da almeno 800 anni (le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al 1029), il piccolo Eremo di Santa Maria Infra Saxa, da secoli meta di pellegrinaggi per la venerazione di un’immagine della Madonna dipinta sul legno.

All’interno delle mura del Tempio è collocata una copia di una scultura in marmo della Madonna con Bambino in braccio, eseguita dalla scuola del maestro Canova e conservata nel museo di Genga.
L’abbazia di San Vittore delle Chiuse
Il territorio di Genga ha in serbo altre sorprese a cominciare dal borgo abbaziale di San Vittore delle Chiuse, a 850 metri di distanza dalle Grotte di Frasassi!

Subito balza all’occhio l’abbazia romanica della metà dell’XI° secolo, di fronte invece si trovano la torre romanico-gotica e il ponte romano sul fiume Sentino, usciti da un libro di fiabe.

Nello stesso complesso dell’abbazia è stato allestito il museo speleo-archeologico: disposti su tre piani ci sono la sezione geologica che analizza la formazione carsica della Gola di Frasassi, la sezione paleontologica con il fossile di Ittiosauro e quella archeologica con diversi reperti di urne e vasellame ritrovati nel comune di Genga.
Valle Scappuccia
Chi ama gli scenari naturali non deve perdersi lo spettacolare forra all’ingresso della Valle di Scappuccia, nel Parco della Gola della Rossa e di Frasassi!

Potete arrivarci in auto prendendo come riferimento la mappa che ho inserito qua sopra, sulla strada provinciale che collega Genga e Arcevia, oppure a piedi, se avete tempo e vi piace il trekking, da Genga seguendo il “Sentiero del Papa” (segnato col numero 107 del Parco Gola della Rossa e di Frasassi) per una lunghezza di circa 6 km.
L’antro che ha modellato il torrente Scappuccia è allo stesso tempo magnifico e un po’ inquietante!
Genga
Infine Genga, un grazioso borgo medievale costruito sulla roccia e completamente racchiuso dentro le mura dell’antico castello sorto alla fine dell’XI° secolo. Una storia la sua strettamente legata alla famiglia dei Conti della Genga, tra i cui esponenti ci fu quel Papa Leone XII che fece erigere il Tempio di Valadier.

Non salutatelo senza prima fare un salto al museo di Genga, dove troverete la statua originale in marmo di Carrara della Madonna con Bambino di cui parlavo sopra, alcune opere su tavola tra cui il Trittico e lo Stendardo di Antonio da Fabriano e una Venere Paleolitca rinvenuta non molti anni fa nella grotta che ospira il Tempio di Valadier.
Dove mangiare nel comune di Genga
Nell’articolo sul territorio di Genga ci sarà spazio per un piccolo approfondimento, per il momento vi segnalo questi posticini che ci hanno letteralmente deliziato il palato!
Iniziamo dal ristorante Da Maria nella frazione di Pierosara, a 3,8 km dalle Grotte di Frasassi (o 2 km in linea d’aria se avete voglia di arrivarci percorrendo il borgo in salita). È una trattoria a conduzione familiare ricavata in un’ala di un vecchio monastero, con un panorama sulla Gola della Rossa che da solo giustifica la sosta. Il menu ruota attorno ai prodotti del territorio: tartufo fresco, funghi porcini, cinghiale. Tra i primi, i tagliolini al tartufo fresco meritano una menzione speciale, veramente squisiti!
I prezzi sono in linea con la qualità — fascia media, rapporto qualità/prezzo decisamente onesto. Prima di andare, è consigliabile prenotare (tel. 0732 90014), soprattutto nel weekend estivo quando chi esce dalle grotte fa rotta qui quasi inevitabilmente.

A San Vittore delle Chiuse abbiamo pranzato al ristorante La Scaletta, a pochi metri dall’ingresso dell’abbazia (il borgo è un fazzoletto, nel raggio di poche decine di metri si trovano anche le acque termali!): abbiamo mangiato uno strepitoso piatto di tagliatelle al ragù bianco di coniglio con finocchietto e un ottimo cinghiale alla cacciatora!

Vi consiglio anche il ristorante dell’hotel Le Grotte, dall’ambiente più raffinato ed elegante, con un ottimo menù a base di prodotti freschi e di zona (dai tartufi ai funghi porcini fino al principe del territorio, il cinghiale!).
Dove dormire vicino alle Grotte di Frasassi
Abbiamo trascorso due notti all’hotel Le Grotte 4 stelle, due notti in mezzo allo scenario della Gola della Rossa e di Frasassi, circondati dal verde e dalle formazioni rocciose che si stagliano in cielo. Sicuramente una sistemazione di alto livello e comodissima per esplorare la zona, a 3,5 km dall’ingresso delle Grotte di Frasassi!
La nostra camera da letto, della grandezza di un mini appartamento, aveva due terrazzi con una bellissima visuale 😊.

Ottima colazione e assolutamente da provare la SPA, un centro benessere a uso esclusivo (e obbligo di prenotazione) con sauna, bagno turco, vasca idromassaggio cromoterapica e riscaldata, sauna finlandese, docce emozionali aromatiche e tanto altro (anche la possibilità di concedersi un massaggio!).
3^ parte: Corinaldo e i castelli di Arcevia
Ed eccoci alla terza e ultima parte di questo itinerario che ci ha entusiasmato dall’inizio alla fine!
Per non appesantire questo articolo ne ho scritti altri 2, uno su Corinaldo e uno su 2 castelli di Arcevia:
→ Cosa vedere a Corinaldo, bellissimo borgo delle Marche!
→ Cosa vedere ad Arcevia e al castello di Loretello
Se volete i riassunti… eccoli qui:
Corinaldo, il “paese dei matti” e uno dei borghi più belli d’Italia, è un gioiellino medievale delle Marche visitabile in un giorno, ma se avete tempo vi consiglio di prendervela con calma e dedicargli almeno un paio di giorni.
Cosa vedere a Corinaldo?
Premettendo che vi raccomando di leggere l’articolo per un itinerario dettagliato, queste sono le tappe imprescindibili:
- La Piaggia, la maestosa scalinata di 109 gradini con al centro il celebre Pozzo della Polenta, protagonista di una leggenda divertentissima sul contadino che cadde nel pozzo mentre recoverava la farina caduta.
- Salendo, attraversate il Corridoio dei Landroni, un suggestivo camminamento coperto di 114 metri lungo le mura rinascimentali ben conservate (900 metri, in gran parte percorribili) che includono la Torre della Rotonda, con vista a 360°.
- Nel cuore del borgo, visitate il Santuario diocesano di Santa Maria Goretti e la sua casa natale (nata nel 1890), luogo intimo di pellegrinaggio con la reliquia dell’ulna. Il Santuario è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00; la Casa Natale dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00. L’ingresso è gratuito con offerta libera.
- Poco distante, la Civica Raccolta d’Arte “Claudio Ridolfi” custodisce capolavori seicenteschi e la Tomba del Principe Piceno del VII secolo a.C.. e il Teatro Goldoni del 1847, piccola bomboniera neoclassica per 250 spettatori con soffitti affrescati.
- Le chiese del centro storico (Chiesa dell’Addolorata, Chiesa di San Francesco) sono aperte tutti i giorni dal mattino fino alle 19:00 circa in estate e alle 18:00 circa in inverno, senza costi di ingresso.
- Una tappa di cui vi parlano in pochi ma che merita? La Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari, dove sono esposti i costumi rinascimentali della Contesa del Pozzo della Polenta (in scena ogni terza domenica di luglio), la più antica rievocazione storica della provincia di Ancona.
Per musei, teatro e sale espositive del borgo esiste una card unica al costo di 5 €, gratuita per i minori di 14 anni, acquistabile presso l’Ufficio IAT in Via del Corso 2 (tel. 071 7978636). Gli orari estivi sono: lunedì–domenica 10:00–12:30 e 15:30–19:00; in inverno sabato e domenica 10:00–12:00 e 16:00–18:00. La card include: la Civica Raccolta d’Arte “Claudio Ridolfi” con la sezione archeologica (la Tomba del Principe Piceno del VII sec. a.C.), la Raccolta di Ceramiche d’Arte Contemporanea “G.C. Bojani”, il Teatro Comunale “Carlo Goldoni” e la Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari.

Nel comune di Arcevia abbiamo fatto un giro a piedi tra alcune delle bellezze del paese prima di raggiungere il paese dell’amore, Loretello! Uno dei 9 castelli del territorio arceviese.
Arcevia, nel verde della campagna marchigiana e protetta dai Monti Marchigiani, è una tappa obbligata del territorio anconentano. La città sorge su Monte Cischiano ed è famosa per la sua atmosfera autentica e i nove castelli circostanti, i “castelli di Arcevia”.
Se non avete più di un paio di giorni a disposizione per vederli tutti, non perdetevi almeno Arcevia e Loretello.
Cosa vedere ad Arcevia?
- Nel cuore del centro storico, visitate la maestosa Collegiata di San Medardo, chiesa-museo barocca con capolavori assoluti: il Polittico di San Medardo e il Battesimo di Cristo di Luca Signorelli (1507-1508), il dossale in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia (1510-1513) e opere di Ercole Ramazzani e Simone Cantarini.
- Poco distante, il Teatro Misa, gioiello neoclassico costruito tra il 1840 e il 1845 nel Palazzo dei Priori, vi incanterà con la sua architettura elegante.
- Uno dei miei posti preferiti è stato il Giardino Leopardi, punto panoramico sulle colline circostanti raggiungibile salendo via delle Mura fino all’ex convento dei Cappuccini.
- Il Museo Archeologico Statale, ospitato nel complesso di San Francesco, conserva preziosi reperti dal territorio, mentre l’Archivio Storico con circa 1.800 pergamene del XIII-XVI secolo è tra i più importanti delle Marche.
Il Castello di Loretello
A 16 chilometri di distanza (circa 20′ d’auto), il Castello di Loretello è stata la perfetta conclusione del nostro itinerario pieno di sorprese.

È il castello più antico del territorio (risale al 1072), con mura in laterizio perfettamente conservate e un’atmosfera romantica unica sulle colline. Il borgo si visita in poco tempo e sono sicuro che vi stupiranno il suo ponte di accesso a tre arcate del XV secolo e il grande torrione circolare quattrocentesco con feritoie ancora visibili. Oltre al magnifico panorama di cui si gode dalla piazza:

FAQ — Domande frequenti sull’itinerario nelle Marche
➞ Quanti giorni servono per visitare Ancona, le Grotte di Frasassi e i borghi dell’entroterra?
L’itinerario completo che descriviamo si sviluppa in 6 giorni: 2 per Ancona e Portonovo, 2 per il territorio di Genga e Frasassi, 2 per Corinaldo, Arcevia e Loretello. Se avete meno tempo, potete concentrarvi su una sola delle tre aree: anche un weekend lungo permette di combinare le Grotte di Frasassi con uno dei borghi dell’entroterra.
➞ Quanto costa il biglietto per le Grotte di Frasassi?
Il biglietto intero costa 20 €, il ridotto (under 25, over 65, militari, speleologi, tesserati CAI) 18 €, i ragazzi dai 6 ai 14 anni pagano 14 €. I bambini sotto i 6 anni entrano gratis. Inclusi nel biglietto ci sono i due musei dell’area di Genga. Conviene acquistare online su tickets.frasassi.com per evitare code e bloccare l’orario preferito.
➞ Quanto dura la visita alle Grotte di Frasassi?
Il percorso turistico standard dura circa 1 ora e 15 minuti, su un tracciato di 1.500 metri completamente accessibile e attrezzato. Per chi vuole di più, esistono percorsi speleologici avanzati da 2 e 3 ore su prenotazione (40 € e 50 € rispettivamente).
➞ Le Grotte di Frasassi sono adatte ai bambini?
Sì: il percorso è privo di ostacoli, adatto a qualsiasi età e anche a chi ha difficoltà motorie. L’unica cosa da sapere è che la temperatura interna è sempre 14°, quindi è utile avere un giubbotto anche d’estate.
➞ È necessario prenotare le Grotte di Frasassi?
Non è obbligatorio, ma in alta stagione è fortemente consigliato prenotare online per evitare code e assicurarsi l’orario voluto. Se i biglietti online risultano esauriti, è comunque possibile acquistarli in biglietteria il giorno stesso: l’ingresso è sempre garantito.
➞ Quando è meglio visitare le Marche?
Maggio, giugno e settembre sono i mesi ideali: il clima è mite, le spiagge del Conero non sono ancora sovraffollate, i borghi dell’entroterra si visitano comodamente e le Grotte di Frasassi hanno orari estesi senza i picchi di agosto. Luglio e agosto sono ottimi per chi combina mare e entroterra, ma la zona delle grotte si riempie: meglio arrivare alla prima apertura del mattino.
➞ Come si arriva alle Grotte di Frasassi?
In auto è la soluzione più comoda: le grotte si trovano nel comune di Genga (AN), raggiungibili dalla SS76 uscita Genga/San Vittore. Il parcheggio è a San Vittore delle Chiuse; da lì parte il bus navetta gratuito incluso nel biglietto. In treno si arriva alla stazione di Genga-San Vittore Terme (linea Fabriano–Ancona), a circa 2 km dal sito.
➞ Cosa si mangia nelle Marche dell’entroterra?
Il territorio anconetano è un territorio di tartufo nero, funghi porcini, cinghiale e pasta fresca all’uovo. Da non perdere i tagliolini al tartufo, le pappardelle al cinghiale, i passatelli con pecorino di fossa. Sulla costa, il piatto simbolo è il mosciolo selvatico di Portonovo, un mitile presidio Slow Food, da non confondere con le cozze d’allevamento.
➞ Vale la pena fermarsi ad Ancona o è solo una città di passaggio?
Assolutamente sì. Ancona ha 2.400 anni di storia, una posizione geografica unica (si vedono sia l’alba che il tramonto sul mare spostandosi da un quartiere all’altro), un lungomare suggestivo al Passetto con i famosi grottini scavati nella roccia, e un patrimonio romanico spesso sottovalutato. Meriterebbe almeno due giorni.
➞ Corinaldo è davvero tra i borghi più belli d’Italia?
Fa parte ufficialmente del circuito dei Borghi più Belli d’Italia e vanta anche la Bandiera Arancione del Touring Club. Le mura rinascimentali di 900 metri, il Pozzo della Polenta con la sua leggenda, e il fatto di essere luogo di nascita di Santa Maria Goretti lo rendono una tappa che combina storia, folklore e spiritualità in meno di un chilometro quadrato.
➞ Cosa vedere ad Arcevia e Loretello in un giorno?
Con una giornata piena si riesce a fare entrambe. Se avete solo poche ore ad Arcevia non perdetevi la Collegiata di San Medardo con il Signorelli e il Giardino Leopardi, il migliore punto panoramico. Loretello dista 16 km da Arcevia (20 minuti d’auto): il castello risale al 1072, si visita in un’ora, il panorama dalla piazza è uno dei più belli del territorio anconetano.
➞ C’è un posto dove mangiare vicino alle Grotte di Frasassi?
Il ristorante Da Maria a Pierosara (3,8 km dalle grotte) è il più noto e apprezzato della zona, primo (su Tripadvisor e non solo) per il comune di Genga. Cucina marchigiana di territorio, tartufo fresco e cinghiale sono i punti di forza. Prenotazione consigliata, soprattutto nel weekend. A San Vittore delle Chiuse, a 850 metri dall’abbazia, c’è anche il ristorante La Scaletta, più rustico, con tagliatelle al ragù bianco di coniglio che vi raccomando.
➞ Si può fare questo itinerario senza auto?
In parte. Ancona si visita bene a piedi o in e-bike. Per le Grotte di Frasassi si arriva in treno (stazione di Genga-San Vittore Terme, linea Fabriano–Ancona) e poi a piedi o con taxi locale. I borghi dell’entroterra – Corinaldo, Arcevia, Loretello – sono di fatto raggiungibili solo in auto: i collegamenti bus esistono ma sono rari e poco pratici per un itinerario turistico.
➞ Il Tempio di Valadier si paga?
Sì: l’accesso al Santuario della Madonna di Frasassi (che comprende il Tempio di Valadier e l’Eremo di Santa Maria Infra Saxa) costa 6 € intero, 4 € ridotto, 2 € per i ragazzi dai 6 ai 14 anni. Chi è già in possesso del biglietto delle Grotte di Frasassi ha diritto al prezzo ridotto. Gli orari variano per stagione: in estate (luglio–agosto) aperto dalle 9:00 alle 19:00.
➞ Cosa fare se piove durante il viaggio nelle Marche?
Le Grotte di Frasassi sono la risposta perfetta a qualsiasi capriccio del tempo: sono completamente al coperto e la visita è ugualmente interessante con qualsiasi condizione meteo. Anche i borghi dell’entroterra come Corinaldo e Genga si visitano bene sotto la pioggia: le mura medievali, i musei, le chiese e le trattorie che servono tartufo caldo non hanno controindicazioni stagionali 😅.
Per ulteriori approfondimenti sui posti che abbiamo visitato vi consiglio di consultare:
www.destinazionemarche.it il blog ufficiale sul Turismo della Regione Marche e www.turismo.marche.it/ il sito del Turismo della Regione.
Un grazie speciale a tutto il Social Media Team che ci ha supportato in questo viaggio.
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