Le stragi di Utoya ed Oslo in Norvegia dello scorso 22 luglio e le prime notizie che parlavano di atti terroristici di stampo estremistico internazionale (poi rivelatisi infondate) avevano indotto lo stato scandinavo come prima misura cautelare a ripristinare i controlli alla frontiera.
Un provvedimento tuttora in vigore, come si legge sulla pagina degli avvisi di Viaggiare Sicuri.
Chi si è recato in Norvegia in questi giorni o lo farà nei prossimi, sarà quindi costretto ad esibire un documento di riconoscimento valido (carta d’identità valida per l’espatrio o passaporto). In altre parole è stato temporaneamente sospeso il Trattato di Shengen.
? E cosa comporta?
Di cosa si tratta e quali stati coinvolge
IL TRATTATO O CONVENZIONE DI SHENGEN
Il suo nome deriva dalla piccola città del Lussemburgo dove nel 1985 venne stipulato un accordo tra i primi stati firmatari.
Al momento (luglio 2011) fanno parte del cosiddetto “Spazio Shengen” 28 stati europei (il Vaticano e San Marino ne fanno parte tramite l’Italia e lo stesso dicasi del Principato di Monaco tramite la Francia) di cui quattro (Cipro, Romania, Bulgaria e Liechtenstein) in forma provvisoria.
Norvegia, Svizzera ed Islanda mantengono invece il controllo doganale sulle merce e l’Iva.
COSA SIGNIFICA FAR PARTE DELL’AREA SHENGEN?
Al di là della diversa distribuzione delle forze di polizia all’interno dei singoli stati, della cooperazione tra gli accordatari e del rafforzamento dei confini esterni al Trattato, coloro che transitano da uno stato all’altro dello Spazio Shengen lo possono fare liberamente senza che vengano effettuati controlli alle frontiere comuni.
