I premi in palio per le migliori combinazioni senso-città sono davvero invitanti (leggi qui) ed hanno scatenato una vera bagarre! Tantissimi blogger sono stati coinvolti ed anch’io sono stato nominato dalla sig.ra Trippando (alias Silvia Ceriegi) a cimentarmi in questo gioco. Potevo forse sottrarmi a un cotal esercizio ludico? Giammai!
FIRENZE <-> TATTO->
Spirito libero, sto contento quando mi balli dentro. Libero Spirito. Sto contento quando mi parli dentro.
Firenze è la mia città e per me rappresenta tutti e cinque i sensi. Tra tutti scelgo il tatto, per il suo eterno conflitto tra la bellezza ideale del passato e l’irrisolta tangibile realtà del presente. Sempre in equilibrio tra cio’ che è stato e cio’ che vorrebbe essere.
NAPOLI <-> UDITO->
Jamme, jamme, ‘ncoppa jamme jà… Jamme, jamme, ‘ncoppa jamme jà…Funiculí, funiculá, funiculí, funiculá! Jamme jamme ja, funiculì funiculà!
Premetto. A Napoli non sono mai stato… nella mia fantasia stereotipata me la immagino un po’ come nel film “Operazione San Gennaro“, guascona e verace, con le voci che rimbalzano da un terrazzo all’altro ed il sottofondo delle canzoni del Festival di Napoli.
ROMA <-> GUSTO->
Ce piaceno li polli, l’abbacchi e le galline. Perché sò senza spine, nun sò com’er baccalà.
Verso meno famoso di Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta, si l’oste ar vino cià messo l’acqua della canzone popolare “La società de li magnaccioni”.
MILANO <-> VISTA->
Luci a San Siro di quella sera, che c’è di strano siamo stati tutti là. Ricordi il gioco dentro la nebbia?
Un Vecchioni malinconico ma in piena forma mi ricorda la prima trasferta allo stadio Meazza, il campo verde e i colori dei fumogeni… Il caso ha voluto che l’ultima volta che sono stato a Milano ci fosse il LED, misteriosamente scomparso dal tabellone degli eventi del 2011 nonostante il successo dell’anno precedente, quando fantasiose installazioni artistiche illuminarono la città, da Corso Buenos Aires al Palazzo Sforzesco. Altre luci, diversi stati d’animo, ma pur sempre emozioni.
VENEZIA <-> OLFATTO->
Venezia mi ricorda istintivamente Istanbul, stessi palazzi addosso al mare, rossi tramonti che si perdono nel nulla.
A Istanbul, nel mio ultimo viaggio, i versi di Battiato scorrevano come sottotitoli a margine delle immagini. E ho trovato molte delle analogie della canzone. Ma gli odori no. Quelli sono completamente differenti. Ti accorgi di essere a Venezia appena esci dalla stazione di Santa Lucia o metti piede al Piazzale Roma. Quell’umidità mescolata agli effluvi che si alzano dai canali ti penetrano in testa e non ti lasciano più andar via.
The End….
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Dimenticavo i 5 bloggers!!!
- Leo & Vero di Life in Travel
- Valentina Dainelli di Too Much Tuscany
- Chris & Marta di Blog di Viaggi
- Alessandro della Bella di In viaggio con Charlie
- Lorenzo Petrarca di Special Weekend
