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	<title>borghi d&#8217;Italia &#8211; Girovagate</title>
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	<title>borghi d&#8217;Italia &#8211; Girovagate</title>
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		<title>Cosa vedere a Corinaldo in un giorno: itinerario con mappa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Girovagate]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 16:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[idee weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa vedere a Corinaldo in un giorno seguendo un percorso a piedi con mappa dove sono segnate tutti i principali punti d'interessi del borgo marchigiano noto come il paese dei matti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="669" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corinaldo_1200-1-1024x669.jpg" alt="Cosa vedere a Corinaldo" class="wp-image-8616" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corinaldo_1200-1-1024x669.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corinaldo_1200-1-300x196.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corinaldo_1200-1-768x502.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corinaldo_1200-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Il nostro itinerario nel territorio della provincia di Ancona prosegue a&nbsp;<strong>Corinaldo</strong>, &#8220;il paese più bello del mondo&#8221; secondo i suoi abitanti altresì detto &#8220;il borgo delle cento scale&#8221; ed anche&#8230; &#8220;<strong>il borgo dei matti</strong>&#8220;! Non per la follia ma per ingegno sfrontato. Lo raccontano le leggende: un contadino caduto nel pozzo della polenta, un calzolaio che costruì solo la facciata di casa per fregare il figlio in America, i soldati che costruirono un cannone di fico convinti di poter vincere una battaglia <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Scoprirete tutto in questo articolo, dove oltre a cosa vedere troverete tante utili informazioni.</p>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h3>Indice dei contenuti</h3><nav><ul><li class=""><a href="#corinaldo-il-paese-piu-bello-del-mondo">Corinaldo, il paese più bello del mondo!</a></li><li class=""><a href="#itinerario-a-piedi-a-corinaldo">Itinerario a piedi a Corinaldo</a></li><li class=""><a href="#cosa-vedere-a-corinaldo">Cosa vedere a Corinaldo?</a><ul><li class=""><a href="#la-piaggia">La Piaggia</a></li><li class=""><a href="#la-casa-di-scuretto">La casa di Scuretto</a></li><li class=""><a href="#la-sala-del-costume-e-delle-tradizioni-popolari">La Sala del costume e delle tradizioni popolari</a></li><li class=""><a href="#santuario-di-santa-maria-goretti">Il Santuario diocesiano di Santa Maria Goretti</a></li><li class=""><a href="#la-cinta-muraria">La cinta muraria</a></li><li class=""><a href="#il-corridoio-dei-landroni">Il Corridoio dei Landroni</a></li><li class=""><a href="#teatro-goldoni">Il Teatro Goldoni</a></li><li class=""><a href="#la-pinacoteca-comunale">La Civica Raccolta d&#8217;arte Ridolfi</a></li><li class=""><a href="#la-collegiata-di-san-francesco">La Collegiata di San Francesco d&#8217;Assisi</a></li><li class=""><a href="#altre-cose-da-vedere-a-corinaldo-se-avete-piu-tempo">Altre cose da vedere o fare a Corinaldo se avete più tempo</a></li></ul></li><li class=""><a href="#dove-mangiare-a-corinaldo-il-ristorante-ai-9-tarocchi">Dove mangiare a Corinaldo: il ristorante Ai 9 Tarocchi!</a></li><li class=""><a href="#cosa-fare-a-corinaldo-visitare-le-attivita-locali">Cosa fare a Corinaldo: visitare le attività locali</a><ul><li class=""><a href="#lantico-molino-patregnani">L’antico molino Patregnani</a></li><li class=""><a href="#visita-alle-aziende-locali">Visita alle aziende locali</a></li></ul></li><li class=""><a href="#faq-domande-frequenti-su-corinaldo">FAQ &#8211; Domande frequenti su Corinaldo:</a></li></ul></nav></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="corinaldo-il-paese-piu-bello-del-mondo"><strong>Corinaldo, il paese più bello del mondo</strong>!</h2>



<p>L’etimologia del suo nome, “Cor-in-altum”, ci proietta nella mente l’immagine di un cuore che lievita e si innalza leggero sopra tutto ed è così che il giornalista, scrittore e fotografo corinaldese Mario Carafoli iniziava le sue argomentazioni nel libro “<em>Ricerca del paese più bello del mondo</em>” per giungere alla conclusione che la risposta era lì, sotto i suoi occhi, nel borgo natio. Non uno slancio d’amore ma un risultato scientifico condito con ironia che non può non trovare il consenso di tutti coloro che mettono piede in questo che è uno dei <strong>Borghi più belli d’Italia</strong>, oltre che <strong>Bandiera Arancione del Touring Club Italiano</strong>&#8230; Perché è impresa ardua non venire conquistati dalla bellezza di Corinaldo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8KJSnS0DW2oSP6w20Egf5m30U2YGWL04e5aop7F8wkM57qSAuCcp9JYj_0typXBIBVLvVegFV27LOI4xDhlxnbi8hZbj0_M8WJ1-IojjIQTTxVLoIagmmzoZrmOJ901Lwe3Yaq4tR4Sk/s1044/Corinaldo+panorama.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi8KJSnS0DW2oSP6w20Egf5m30U2YGWL04e5aop7F8wkM57qSAuCcp9JYj_0typXBIBVLvVegFV27LOI4xDhlxnbi8hZbj0_M8WJ1-IojjIQTTxVLoIagmmzoZrmOJ901Lwe3Yaq4tR4Sk/s16000/Corinaldo+panorama.jpg" alt="cosa vedere corinaldo panorama" title="panorama di Corinaldo"/></a></figure>



<p></p>



<p>Il nostro soggiorno purtroppo è stato troppo breve e già pensiamo di tornarci per assaporarlo con più lentezza, magari nella prossima edizione della “<strong>Contesa del Pozzo della Polenta</strong>” (la terza domenica di luglio) o chissà, in un weekend d’autunno, quando i vigneti che compongono il paesaggio lo arricchiranno di altre tonalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="itinerario-a-piedi-a-corinaldo">Itinerario a piedi a Corinaldo</h2>



<p>Un possibile percorso a piedi nel centro storico:</p>



<p>Casa di Scuretto<strong>➞ </strong>La Piaggia (scalinata) <strong>➞</strong> Civica Raccolta d&#8217;arte &#8220;Claudio Ridolfi&#8221; <strong>➞</strong> Santuario di Santa Maria Goretti <strong>➞</strong> Mura di Corinaldo <strong>➞</strong> Teatro Goldoni <strong>➞</strong> Chiesa dell&#8217;Addolorata <strong>➞</strong> Chiesa del Suffragio <strong>➞</strong> Collegiata di San Francesco</p>



<iframe src="https://www.google.com/maps/d/u/0/embed?mid=1ZS_Ih1eBEMeZXKCk8dnHEjJinA-ZLQo&#038;ehbc=2E312F" width="100%" height="500"></iframe>



<p></p>



<p class="has-background" style="background-color:#abd2d8"><strong>→&nbsp;</strong>La prima parte del nostro itinerario nelle Marche:&nbsp;<strong><u><a href="https://www.girovagate.com/2020/08/Itinerario-di-viaggio-tra-Ancona-Frasassi-e-i-borghi-romantici-in-collina.html">da Ancona alle Grotte di Frasassi e il Tempietto di Valadier (e non solo!)</a></u></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-vedere-a-corinaldo">Cosa vedere a Corinaldo?</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-piaggia">La Piaggia</h3>



<p>Una visita a Corinaldo ovviamente non può prescindere dalla principesca&nbsp;<strong>scalinata di 109 gradini detta “la Piaggia”</strong>, a metà della quale si trova quel pozzo&nbsp; protagonista della storiella che ha dato origine al Palio a cui accennavo prima: in breve, l’episodio narra di un contadino che stava salendo con un sacco di farina in spalla e si fermò al pozzo per riposarsi, appoggiandovi sopra il pesante fardello; il sacco però era scucito e la farina cadde giù! </p>



<p>L’uomo si disperò e per cercare di recuperare il possibile si gettò nel pozzo! Le donne del paese, non vedendolo riemergere, diffusero la voce che il contadino stesse mangiando la polenta in fondo al pozzo e alcune dissero addirittura di averlo visto gettare anche delle salsicce! Da lì nacque la fama dei corinaldesi come “mangia-polenta”&nbsp;<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.</p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background"><em>Un’altra versione della leggenda ha un diverso finale: dopo che la farina cadde nel pozzo iniziò a emergere polenta e i corinaldesi ne mangiarono per giorni!</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1uKFHk5ec5ajMMF67mXUs1856-RxvosypCLj0zOWiDMQ7YAi_7Cv8nBjTYhxrfWXERR4UTEfpsAQ09W2VMhBQ9ALv7CWlEj6XocFICQsBAVAKE5zXWRcPVs2wvCO624ukaOELW5JfanY/s800/Corinaldo+Piaggia+02.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1uKFHk5ec5ajMMF67mXUs1856-RxvosypCLj0zOWiDMQ7YAi_7Cv8nBjTYhxrfWXERR4UTEfpsAQ09W2VMhBQ9ALv7CWlEj6XocFICQsBAVAKE5zXWRcPVs2wvCO624ukaOELW5JfanY/s16000/Corinaldo+Piaggia+02.jpg" alt="cosa vedere corinaldo scalinata piaggia" title="Corinaldo, la Piaggia"/></a></figure>



<p></p>



<p>Il pozzo venne costruito a metà del XV° dal tiranno Attaccabrighe (un nome piuttosto adatto per il ruolo che ricopriva!) e venne interrato per la costruzione della scalinata nel ‘900 ma poi fu “riesumato” per dare vita alla mitica Contesa!</p>



<p>A proposito di polenta….. vi consiglio un posticino dove mangiarla, in ogni stagione! Il ristorante Ai 9 tarocchi (leggete la nostra esperienza la trovate qui sotto).</p>



<p class="has-background" style="background-color:#abd2d8">Volete scoprire altre bellezze del territorio di Ancona? →&nbsp;<strong><a href="https://www.girovagate.com/2020/08/Itinerario-di-viaggio-tra-Ancona-Frasassi-e-i-borghi-romantici-in-collina.html">Itinerario da Ancona al territorio di Genga!</a></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-casa-di-scuretto">La casa di Scuretto</h3>



<p>Quella del Pozzo della Polenta è una delle&nbsp;<strong>tante, grottesche e divertenti storielle che vede come protagonisti gli abitanti di quello che nelle Marche è simpaticamente chiamato “Il paese dei matti”</strong>.</p>



<p>Una facezia molto nota è quella della Casa del simpatico bevitore Scuretto, che fece innalzare un muro con le finestre e ci si fece fotografare davanti per far credere al figlio, emigrato all’estero, che i soldi gli chiedeva in continuazione erano impiegati per la costruzione di una casa… Per sua sfortuna però il giovane era piuttosto sveglio e non cadde nel fantasioso stratagemma ordito dal padre.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3dDo15QhIDZ7b-ZaS9YTZE7Tsl7ailZjZz4dTxSM2KluORxdDlU9Cgg4yjFsVc0ZrnfiUXpR90XvzZWmbPpEih8J8a-wVART2TYg5dSYni0KwDIVBwuLQWyWMXu5nOEsU4oLrKsYA8Vg/s1303/Corinaldo+Casa+Scuretto.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3dDo15QhIDZ7b-ZaS9YTZE7Tsl7ailZjZz4dTxSM2KluORxdDlU9Cgg4yjFsVc0ZrnfiUXpR90XvzZWmbPpEih8J8a-wVART2TYg5dSYni0KwDIVBwuLQWyWMXu5nOEsU4oLrKsYA8Vg/s16000/Corinaldo+Casa+Scuretto.jpg" alt="casa Scuretto cosa vedere Corinaldo" title="La casa di Scuretto, Corinaldo"/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-sala-del-costume-e-delle-tradizioni-popolari">La Sala del costume e delle tradizioni popolari</h3>



<p>Non c’è dubbio che ci ricorderemo a lungo di Corinaldo grazie soprattutto all’accoglienza che ci ha riservato l’<strong>Associazione Pozzo della Polenta</strong>! Ad attenderci alla Sala del costume e delle tradizioni popolari, di fianco al Palazzo del Municipio, c’erano infatti alcuni figuranti del corteo storico e addirittura il sindaco in persona nelle vesti del Duca di Urbino insieme alla Duchessa!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDZHc3a-aEVt3v-kBwV8SMywG7jzJBU7Pph-yXIucWc9yBOtPsLKGyMN0DOf8jL526MJuyOk-MR-jwjdUt6gbIsYUQEDb7m58_0FtLB9fdiAeenTE3liBDk9vP_Fs9ZVd-8iXGPIUu5GA/s800/Corinaldo+sindaco.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDZHc3a-aEVt3v-kBwV8SMywG7jzJBU7Pph-yXIucWc9yBOtPsLKGyMN0DOf8jL526MJuyOk-MR-jwjdUt6gbIsYUQEDb7m58_0FtLB9fdiAeenTE3liBDk9vP_Fs9ZVd-8iXGPIUu5GA/s16000/Corinaldo+sindaco.jpg" alt="sindaco corinaldo costumi rinascimentali" title="Il sindaco di Corinaldo in costumi rinascimentali"/></a></figure>



<p></p>



<p>Sono stati così carini che, quasi senza che ce ne accorgessimo, le signore Virginia e Annunziata, volontarie e memoria storica del Palio, in un battibaleno hanno vestito Sara in abiti rinascimentali!!!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiiV1fTfbxnyLZyYOWkpjg8le1ysHK90PJsO_JfANpXRo88zkdwNmnv8K2d2PW4mqEXcO1C5xsinLl4fmFzj25mWQsnKLXIZi7ngftCDrtizLaFlnD7Cz2THYvfKxXzGp5E33LhflTmTVA/s1242/Corinaldo+sala+dei+costumi+03.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiiV1fTfbxnyLZyYOWkpjg8le1ysHK90PJsO_JfANpXRo88zkdwNmnv8K2d2PW4mqEXcO1C5xsinLl4fmFzj25mWQsnKLXIZi7ngftCDrtizLaFlnD7Cz2THYvfKxXzGp5E33LhflTmTVA/s16000/Corinaldo+sala+dei+costumi+03.jpg" alt="Corinaldo sala costumi tradizionali" title="Sara in costumi rinascimentali!"/></a></figure>



<p></p>



<p>Il museo espone i&nbsp;<strong>costumi utilizzati ogni anno durante la rivisitazione storica</strong>, realizzati dalle sartorie dei vari rioni corinaldesi e ispirati fin nel minimo dettaglio a quelli della fine del XV° secolo. Ci sono inoltre armature medievali ricostruite fedelmente e strumenti per la tessitura e filatura delle stoffe, drappi (i Palii, parola che deriva dal latino Pallium = coperta, ampio velo), stendardi e alabarde.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhrJKUA1_xgHeavJ-keJUNougQKk3kpI9nTGH5Z7BEsuG5vD2AO9xlrQXucUbkgVS6sVyQaVR6rYFoVeIahp7KakuvD0gER1haLgs5lhOeX6dW93AANw43rC25k76qYZuACK_tSx3w5FM/s800/Corinaldo+sala+dei+costumi+01.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhrJKUA1_xgHeavJ-keJUNougQKk3kpI9nTGH5Z7BEsuG5vD2AO9xlrQXucUbkgVS6sVyQaVR6rYFoVeIahp7KakuvD0gER1haLgs5lhOeX6dW93AANw43rC25k76qYZuACK_tSx3w5FM/s16000/Corinaldo+sala+dei+costumi+01.jpg" alt="corinaldo sala costumi tradizioni popolari" title="Sala del costume e delle tradizioni popolari"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiR-o5gvzdtgbuU_qpU4LlTZEL761q3aOmB92DNG5ZbhN31nE96m2cR-PjF1bv1I2Jk455HG04OI2jBmgXY05exyFGS2hD66g72cPfypkkGP66YvCF4izJn0HtMmcf09c_dkRBfVYJqulU/s800/Corinaldo+sala+dei+costumi+02.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiR-o5gvzdtgbuU_qpU4LlTZEL761q3aOmB92DNG5ZbhN31nE96m2cR-PjF1bv1I2Jk455HG04OI2jBmgXY05exyFGS2hD66g72cPfypkkGP66YvCF4izJn0HtMmcf09c_dkRBfVYJqulU/s16000/Corinaldo+sala+dei+costumi+02.jpg" alt="corinaldo sala costumi tradizioni popolari" title="Sala del costume e delle tradizioni popolari"/></a></figure>



<p></p>



<p>Senza dimenticare lo storico “<strong>cannone di fico</strong>” che fa bella mostra di sé all’ingresso e rimanda a una storiella che si riallaccia alla rivalità tra Corinaldo e il vicino paese di Montenovo (l’odierna Ostra Vetere): la leggenda narra che i corinaldesi costruirono un cannone da un tronco di albero di fico e lo puntarono, dall’alto delle mura del borgo, verso l’avversario… al primo colpo il frastuono fu impressionante e caddero a terra i sette ragazzi che lo stavano reggendo. “<em>Se qui ne sono morti sette chissà quante vittime avrà fatto a Montenovo!</em>” fu la sconcertante reazione del capitano.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDmQZ6uq8fNtULmFoCOi1IMMz1W1qCmbRuPWtCt-A82tEWaXCsjdPfHKmjDF2N14EtJ4tXk7xDPesaNgyro_joeGH8YKgeuqI6ji5uo-5U8-XGEP6dpF0cEWgb4CrGUNHhyphenhyphenP-oeofR2ok/s1200/Il+cannone+di+fico+Corinaldo.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDmQZ6uq8fNtULmFoCOi1IMMz1W1qCmbRuPWtCt-A82tEWaXCsjdPfHKmjDF2N14EtJ4tXk7xDPesaNgyro_joeGH8YKgeuqI6ji5uo-5U8-XGEP6dpF0cEWgb4CrGUNHhyphenhyphenP-oeofR2ok/s16000/Il+cannone+di+fico+Corinaldo.jpg" alt="cannone di fico corinaldo" title="Il cannone di fico!"/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="santuario-di-santa-maria-goretti">Il Santuario diocesiano di Santa Maria Goretti</h3>



<p>C&#8217;è qualcosa di inaspettatamente intimo nel trovare un santuario così raccolto proprio nel cuore di Corinaldo, in Contrada Pregiagna. Quello che colpisce è la misura umana di questo luogo dedicato a <strong>Maria Goretti</strong>, che qui nacque nel 1890, in una famiglia contadina come tante.</p>



<p>La <strong>casa natale</strong>, annessa al santuario, è ancora lì con le sue mura semplici, gli arredi di un&#8217;altra epoca, il silenzio di chi ha vissuto tra fatica e devozione senza mai considerare straordinaria la propria vita. Eppure straordinaria lo era, come il destino di quella bambina canonizzata e venerata in tutta Italia.</p>



<p>Al piano terra ci sono i resti di quella che era la stalla e di una piccola cappella ricavata dalla vecchia cantina. Al piano superiore, la cucina con camino e le camere, essenziali, con gli arredi originali, tra questi il letto e il telaio della madre. La stanza in cui nacque “Marietta&#8221; è conservata com’era allora e mostra lettere e oggetti personali della santa.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1000" height="702" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Santuario-diocesiano-Santa-Maria-Goretti-Corinaldo.jpeg" alt="santuario santa maria goretti corinaldo" class="wp-image-8593" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Santuario-diocesiano-Santa-Maria-Goretti-Corinaldo.jpeg 1000w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Santuario-diocesiano-Santa-Maria-Goretti-Corinaldo-300x211.jpeg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Santuario-diocesiano-Santa-Maria-Goretti-Corinaldo-768x539.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p></p>



<p>Nel <strong>Santuario</strong>, una navata unica con cupola, si trovano la statua con reliquia di Maria Goretti &#8211; l&#8217;ulna del braccio destro della santa custodita all&#8217;interno di un reliquiario d&#8217;argento &#8211; le tombe della madre Assunta e di Alessandro Serenelli, oltre a opere d’arte barocche, affreschi, un antico crocifisso e un organo settecentesco.</p>



<p>Se capitate a Corinaldo il 6 luglio, troverete il borgo completamente trasformato dalla festa patronale: una processione con la reliquia, canti e fedeli arrivati da ogni angolo d&#8217;Italia! Nel resto dell&#8217;anno rimane comunque una meta di pellegrinaggio.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-cinta-muraria">La cinta muraria</h3>



<p>Ai piedi della Piaggia si trova uno dei tre varchi di ingresso, la&nbsp;<strong>Porta di Santa Maria del Mercato</strong>&nbsp;(costruita nel 1340) a ridosso della quale venne eretto un baluardo con una seconda porta a difesa della prima e un ponte levatoio di cui sono sopravvissuti solo alcuni resti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5Pp1aCJUjigJK50DKKBv57z4c_8ZPRcw9WFOsibBS56DqVatqpkqi6gpHVDIKND9oQLDEH5EuCmbfI_JBxH1ig9EFTMrpt1UWpm-wYDaHopMA-terGMxDPHUmAI4r-m4aBYo9z5LDItc/s999/Corinaldo+Piaggia+01.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg5Pp1aCJUjigJK50DKKBv57z4c_8ZPRcw9WFOsibBS56DqVatqpkqi6gpHVDIKND9oQLDEH5EuCmbfI_JBxH1ig9EFTMrpt1UWpm-wYDaHopMA-terGMxDPHUmAI4r-m4aBYo9z5LDItc/s16000/Corinaldo+Piaggia+01.jpg" alt="cosa vedere Corinaldo Piaggia" title="Corinaldo, la Piaggia"/></a></figure>



<p></p>



<p>Da qui, salendo i gradini fino al camminamento di ronda, può partire la visita alle&nbsp;<strong>Mura di Corinaldo</strong>, molto ben conservate, che abbracciano il centro storico.</p>



<p>Sui suoi 900 metri circa potete visitare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la&nbsp;<strong>Torre della Rotonda</strong>, una sentinella rinascimentale alta 24 metri che domina il borgo marchigiano con la sua cupola ottagonale. Fu costruita nel 1534 a scopo difensivo ed oggi, salendo 100 stretti scalini regala uno dei panorami più belli, a 360°, di cui si possa godere a Corinaldo, spaziando dalle valli del Nebro fino al mare Adriatico.</li>



<li>La&nbsp;<strong>Porta di San Giovanni</strong>, la porta medievale che ospitava il Bargello e il corpo di guardia. Presenta elementi difensivi come la “bianchetta” e tracce di ponte levatoio</li>



<li><strong>Porta Nova</strong>, l&#8217;ultima porta rinascimentale (periodo 1484-1490), con torrione cilindrico e beccatelli, che venne parzialmente interrata nel 1850.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJofZv1t0OZdNs_FrcMfxqjS-x3XlDdYt7Jui7Hzx0DJr5t8MmbGLbZj5FMSRo0pY70EEh2_luOx7Jig3uYqrs6u5lOCPSEaEWAQ7ne5Jc7PY6UluDad2rVuGjko4htY1oubw5i-wcbMc/s800/Corinaldo+mura+di+cinta.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJofZv1t0OZdNs_FrcMfxqjS-x3XlDdYt7Jui7Hzx0DJr5t8MmbGLbZj5FMSRo0pY70EEh2_luOx7Jig3uYqrs6u5lOCPSEaEWAQ7ne5Jc7PY6UluDad2rVuGjko4htY1oubw5i-wcbMc/s16000/Corinaldo+mura+di+cinta.jpg" alt="cosa vedere corinaldo cinta muraria" title="La cinta muraria di Corinaldo"/></a></figure>



<p></p>



<p>Noi purtroppo abbiamo ammirato quest’imponente opera, alta fino a 18 metri, solo da fuori, ma raccomandiamo caldamente di seguire il percorso panoramico.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-corridoio-dei-landroni">Il <strong>Corridoio dei Landroni</strong></h3>



<p>Il <strong>Corridoio dei Landroni</strong> è uno dei segreti meglio custoditi di Corinaldo, un porticato suggestivo lungo le mura rinascimentali che collega la maestosa Torre della Rotonda a Porta Nova. Alto oltre 5 metri, questo <strong>camminamento coperto</strong> <strong>di 114 metri</strong> era un tempo usato dai contadini (&#8220;landroni&#8221; in dialetto) per trasportare merci al riparo, offrendo oggi un colpo d&#8217;occhio unico sul fossato e il paesaggio circostante.</p>



<p>Le arcate in mattoni, con vista sulle porte storiche, evocano &#8211; senza esagerare &#8211; un&#8217;atmosfera da fiaba medievale ed il nostro consiglio, se avete tempo, è di inserirlo come tappa di un trekking urbano in cui, lungo il percorso, potete osservare le feritoie delle mura e i resti degli antichi camminamenti di ronda, che raccontano la difesa del borgo dal XVI secolo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="670" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corridoio-dei-Landroni-Corinaldo.jpg" alt="Corridoio dei Landroni Corinaldo" class="wp-image-8601" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corridoio-dei-Landroni-Corinaldo.jpg 1000w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corridoio-dei-Landroni-Corinaldo-300x201.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Corridoio-dei-Landroni-Corinaldo-768x515.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="teatro-goldoni"><strong>Il Teatro Goldoni</strong></h3>



<p>Tra le mura rinascimentali che cingono il &#8220;paese più bello del mondo&#8221;, spicca il <strong>Teatro Goldoni</strong>, un capolavoro neoclassico del 1847 che accoglie appena 250 spettatori in platea, creando un&#8217;intimità unica che lo rende davvero una piccola bomboniera. Costruito su progetto dell&#8217;architetto Andrea Vici, il teatro è un esempio perfetto di architettura ottocentesca nelle Marche, con soffitti affrescati, lampadari di cristallo e un&#8217;acustica che dicono sia eccezionale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="757" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Teatro-Carlo-Goldoni-Corinaldo.jpeg" alt="Teatro Goldoni Corinaldo" class="wp-image-8602" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Teatro-Carlo-Goldoni-Corinaldo.jpeg 1000w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Teatro-Carlo-Goldoni-Corinaldo-300x227.jpeg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Teatro-Carlo-Goldoni-Corinaldo-768x581.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p></p>



<p>Cosa vedere al Teatro Goldoni di Corinaldo? Oltre agli spettacoli di prosa, opera e danza della stagione invernale ci sono le <strong>visite guidate </strong>al teatro, che rivelano aneddoti sul Goldoni e i restauri recenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-pinacoteca-comunale">La <strong>Civica Raccolta d&#8217;arte Ridolfi</strong></h3>



<p>Ubicata nel Convento degli Agostiniani in via del Corso, la <strong>Civica Raccolta d&#8217;arte &#8220;Claudio Ridolfi&#8221;</strong> è una sorta di forziere rinascimentale che raccoglie dipinti e sculture del Seicento, con capolavori del pittore veronese Claudio Ridolfi (che visse a Corinaldo) ma anche opere di altri maestri umbri e veneti, maioliche locali, presepi artistici e, dal 2018, la <strong>Tomba del Principe Piceno</strong> risalente al VII secolo a.C. con ben 12 reperti.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-collegiata-di-san-francesco">La <strong>Collegiata di San Francesco</strong> d&#8217;Assisi</h3>



<p>A due passi da piazza del Duca, la <strong>Collegiata di San Francesco</strong> a Corinaldo è un&#8217;elegante sentinella nel centro storico del borgo marchigiano, con il suo campanile slanciato che svetta tra i tetti rossi. Ricostruita nel XVIII secolo in stile rococò, questa chiesa presenta una facciata barocca ornata da statue e un ricco interno barocco, dove stucchi, marmi policromi e affreschi narrano storie di santi e miracoli. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Chiesa_di_San_Francesco_dAssisi_3-1024x682.jpg" alt="collegiata san francesco corinaldo" class="wp-image-8611" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Chiesa_di_San_Francesco_dAssisi_3-1024x682.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Chiesa_di_San_Francesco_dAssisi_3-300x200.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Chiesa_di_San_Francesco_dAssisi_3-768x512.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Chiesa_di_San_Francesco_dAssisi_3-750x500.jpg 750w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2020/09/Chiesa_di_San_Francesco_dAssisi_3.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Se avete tempo salite sul campanile per godere della <strong>vista panoramica</strong> sul paese e sulle colline marchigiane.<a href="https://untrolleyperdue.it/corinaldo-cosa-vedere-nel-borgo-dei-matti-e-delle-streghe-delle-marche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="altre-cose-da-vedere-a-corinaldo-se-avete-piu-tempo">Altre cose da vedere o fare a Corinaldo se avete più tempo</h3>



<p>➞ <strong>Il Palazzo Comunale</strong></p>



<p>Salendo la Piaggia fino in cima, si apre davanti Largo XVII Settembre 1860 e appare il Palazzo Comunale appare con il suo loggiato neoclassico. Lo progettò Francesco Maria Ciaraffoni nella seconda metà del Settecento con un&#8217;architettura sobria e proporzionata. </p>



<p id="chiesa-dell-addolorata">➞ <strong>La Chiesa dell&#8217;Addolorata e la Chiesa del Suffragio</strong></p>



<p>Sulla Piazza del Cassero si fronteggiano due chiese che non potrebbero essere più diverse: la Chiesa dell&#8217;Addolorata, barocca e ornamentale, e la vicina chiesa del Suffragio, dalle forme ellittiche ispirate a Michelangelo.</p>



<p id="chiesa-della-madonna-del-piano">➞ <strong>La Chiesa della Madonna del Piano</strong></p>



<p>Per trovarla bisogna uscire dal centro storico, in località Madonna del Piano. E&#8217; la più antica testimonianza di architettura religiosa di Corinaldo, prima ancora delle mura, del teatro e di tutti gli altri edifici storici. </p>



<p id="chiesa-di-san-giovanni-battista-e-convento-dei-cappuccini">➞ <strong>La Chiesa di San Giovanni Battista e il convento dei Cappuccini</strong></p>



<p>Un luogo sacro che esiste, in una forma o nell&#8217;altra, da prima del Duecento. La chiesa fu costruita agli inizi del Seicento dove dal XII secolo sorgeva già un edificio dedicato al Battista. L&#8217;interno conserva opere di Claudio Ridolfi, Ercole Ramazzani e Filippo Ricci.</p>



<p id="santuario-della-madonna-dell-incancellata">➞ <strong>Il Santuario della Madonna dell&#8217;Incancellata</strong></p>



<p>In località Casalini, lontano dai percorsi segnalati, c&#8217;è un piccolo santuario che custodisce un&#8217;immagine della Vergine che allatta il Bambino. È un luogo di devozione popolare nel senso più autentico: non è una meta di pellegrinaggio ma un posto dove la gente del posto continua ad andare da generazioni.</p>



<p id="il-cedro-dell-himalaya">➞ <strong>Il Cedro dell&#8217;Himalaya</strong></p>



<p>Nei pressi di Piazza San Pietro cresce un albero di 43 metri piantato al posto della chiesa di San Pietro, abbattuta perché pericolante. Dell&#8217;edificio rimane solo il campanile, ancora in piedi accanto all&#8217;albero, e un&#8217;epigrafe murata sulla parete.</p>



<p id="i-percorsi-ciclopedonali">➞ <strong>Percorsi ciclopedonali a Corinaldo</strong></p>



<p>Attorno al borgo si snodano cinque percorsi ciclopedonali per oltre 21 chilometri, percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo. Attraversano la campagna corinaldese con viste sulle valli del Nevola e, nelle giornate limpide, fino alla costa adriatica. Alcuni itinerari partono dall&#8217;interno delle mura e escono fuori, mescolando il borgo con i dintorni.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="dove-mangiare-a-corinaldo-il-ristorante-ai-9-tarocchi">Dove mangiare a Corinaldo: il ristorante Ai 9 Tarocchi!</h2>



<p>Il 5 agosto ha tutta l’aria di non essere un giorno in cui un bel piatto di polenta calda è in cima ai desideri eppure…. vi garantisco che noi lo abbiamo mangiato in un locale lungo le mura sul viale Dietro le Monache al n° 8. “<strong>Ai 9 Tarocchi</strong>” è un ristorante rustico con un menù tradizionale e un ottimo rapporto qualità/prezzo (qualche esempio: gnocchi o tagliatelle all’anatra 8 €, agnello scottadito marchigiano 14 €).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDLb6q0fyyZOtbEnrdHA379Pz1FIQ9BTINj0G3BVZI4EKmdcrEabvmRDIou7HUKFZrkHoee-gjSQfgY7KbzeXytI77zQ2LW2BtEhMn5FgnVaVX7LFszzKnZlUj2htw2TgZr9JmpfV7SOo/s800/Ristorante+ai+9+tarocchi+01.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDLb6q0fyyZOtbEnrdHA379Pz1FIQ9BTINj0G3BVZI4EKmdcrEabvmRDIou7HUKFZrkHoee-gjSQfgY7KbzeXytI77zQ2LW2BtEhMn5FgnVaVX7LFszzKnZlUj2htw2TgZr9JmpfV7SOo/s16000/Ristorante+ai+9+tarocchi+01.jpg" alt="ristorante ai 9 tarocchi corinaldo" title="Polenta con salsiccia, ristorante Ai 9 Tarocchi"/></a></figure>



<p></p>



<p>Il nostro pranzo:&nbsp;<strong>polenta con salsiccia</strong>&nbsp;preceduta da un abbondante&nbsp;<strong>tagliere conviviale</strong>&nbsp;(per due) con affettati e formaggi locali, erbe cotte, verdure in agrodolce, frutta e una strepitosa crescia sfogliata fatta in casa!</p>



<p>Abbiamo anche assaggiato i tipici&nbsp;<strong>vincisgrassi</strong>, che in queste zone sono quasi un obbligo da ordinare a tavola, accompagnate ovviamente da un buon bicchiere di vino! La lista dei vini è abbastanza fornita e comprende Verdicchio dei castelli di Jesi, Bianchello del Metauro, Pecorino doc bio, Passerina e tanti altri, non solo regionali.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhw04LL6VObKymBT6qBVM6yO-_bpq9d2izn_mEURWHhUFnDLxw5LM3JYyata1EplsutzLVtlQRMnwRdHTxNDF7ypLLMrry_0c-Fv-0Hy0MLX_Ekc7nlqPCAOvLyTiXSUncwxKE9PlQGDgI/s800/Ristorante+ai+9+tarocchi+02.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhw04LL6VObKymBT6qBVM6yO-_bpq9d2izn_mEURWHhUFnDLxw5LM3JYyata1EplsutzLVtlQRMnwRdHTxNDF7ypLLMrry_0c-Fv-0Hy0MLX_Ekc7nlqPCAOvLyTiXSUncwxKE9PlQGDgI/s16000/Ristorante+ai+9+tarocchi+02.jpg" alt="ristorante ai 9 tarocchi corinaldo" title="Vincisgrassi, ristorante Ai 9 Tarocchi"/></a></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-fare-a-corinaldo-visitare-le-attivita-locali">Cosa fare a Corinaldo: visitare le attività locali</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="lantico-molino-patregnani">L’antico molino Patregnani</h3>



<p>I primi decenni del 1900 ci appaiono lontanissimi eppure stiamo parlando della generazione dei nostri nonni o dei loro padri. Le abitudini, i metodi di lavoro, i ritmi di vita sono completamente cambiati e nel corso dell’ultimo secolo tante cose sono state stravolte. </p>



<p>A raccontarci com’era l’Italia appena 100 anni fa e in particolare com’era la quotidianità rurale di Corinaldo ci pensa il&nbsp;<strong>museo dell’Antico Molino Patregnani</strong>, dove, all’interno dei locali di un edificio storico appartenente alle famiglie Patregnani e Sabbatini dagli inizi del XX secolo, alcune stanze sono state allestite con gli oggetti, gli utensili e i macchinari dell’epoca grazie al grande lavoro di raccolta, di recupero e di documentazione di Francesco Ferroni.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh47aAYr8nEpgho-R4oxmHpzQtHlj4ezQk5BAZjgHrWHHa_hd_cKNM178QNXnqjPACdkgT2kUciDFCbE3zXLE2s_eo-ShYN9kLvjB6NC7ysYbY4-qR-HbFG_pMLPUTXRUEsEKHxd2iBRaE/s800/Corinaldo+Antico+Molino+Patregnani+01.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh47aAYr8nEpgho-R4oxmHpzQtHlj4ezQk5BAZjgHrWHHa_hd_cKNM178QNXnqjPACdkgT2kUciDFCbE3zXLE2s_eo-ShYN9kLvjB6NC7ysYbY4-qR-HbFG_pMLPUTXRUEsEKHxd2iBRaE/s16000/Corinaldo+Antico+Molino+Patregnani+01.jpg" alt="Corinaldo Antico Molino Patregnani" title="Corinaldo, Antico Molino Patregnani"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghLxrixa8nIPcqCI6pVqhVkcnoYdIY0GuJ_AQaH5VGW74GMvkrM-8YNN_GGsWft2f9aAw1ZR4WOeKs4WH8FfmqMihcDMNerEhdfQrmb_LlMYqTjWdKVYGNQfc-sW30daHsoCOUHWalmDU/s800/Corinaldo+Antico+Molino+Patregnani+02.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghLxrixa8nIPcqCI6pVqhVkcnoYdIY0GuJ_AQaH5VGW74GMvkrM-8YNN_GGsWft2f9aAw1ZR4WOeKs4WH8FfmqMihcDMNerEhdfQrmb_LlMYqTjWdKVYGNQfc-sW30daHsoCOUHWalmDU/s16000/Corinaldo+Antico+Molino+Patregnani+02.jpg" alt="Corinaldo Antico Molino Patregnani" title="Corinaldo, Antico Molino Patregnani"/></a></figure>



<p></p>



<p>Nella&nbsp;<strong>sezione dedicata all’olio</strong>&nbsp;si possono vedere anche delle macine in pietra del frantoio – azionate con la forza dell’acqua – che risalgono al Medioevo (i primi molinari della zona ci furono circa 900 anni fa!) e si apprende la tradizionale tecnica di produzione con il sistema a freddo costituita da due spremiture; poi ci sono le&nbsp;<strong>stanze del vino e della farina</strong>&nbsp;con i recipienti di allora (fino al 1990 non esistevano in acciaio inossidabile), le bascule (le bilance del tempo), le casse di deposito della raccolta dell’uva e delle olive e altri strumenti utilizzati “fino all’altro ieri”.</p>



<p>A chi ha qualche ora di tempo consiglio una visita alle specie arboree piantate intorno al Molino e una passeggiata sul sentiero ciclo-pedonale che passa da qui e si snoda nella campagna corinaldese.</p>



<p>Trovate l’<a href="http://www.girovagate.com/www.anticomolinopatregnani.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">antico Molino Patregnani</a>&nbsp;in località Madonna del Piano al n° 112.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="visita-alle-aziende-locali">Visita alle aziende locali</h3>



<p>Il vino e l’olio sono due eccellenze del territorio marchigiano praticamente da sempre. Persino gli antichi Romani conoscevano la bontà del&nbsp;<strong>Verdicchio</strong>, vino a bacca bianca patrimonio regionale mentre occorre tornare indietro al XIII° secolo per trovare dei documenti che attestano l’<strong>olio extra vergine d’oliva delle Marche</strong>&nbsp;tra i più buoni in Italia e protagonista dei commerci con Venezia.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDHxWpzzglhyphenhyphenqJvDEPAMRd0jN5nFD0_IoR2Tor5UC1RB3OhJ9jV_9Nh66RkulyUmnQ9YWOhoJS0oMF115vA1K7LilzbmADPvw95hXpYYX1mGx5V0nF7-YO8DrDkCq8g-bdTDRtDZ4ZMIM/s1200/Corinaldo+Vini+Mencaroni+03.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDHxWpzzglhyphenhyphenqJvDEPAMRd0jN5nFD0_IoR2Tor5UC1RB3OhJ9jV_9Nh66RkulyUmnQ9YWOhoJS0oMF115vA1K7LilzbmADPvw95hXpYYX1mGx5V0nF7-YO8DrDkCq8g-bdTDRtDZ4ZMIM/s16000/Corinaldo+Vini+Mencaroni+03.jpg" alt="vini mencaroni corinaldo" title="Azienda vini Mencaroni"/></a></figure>



<p></p>



<p>A portare avanti la tradizione ci sono oggi aziende che all’esperienza e alla conoscenza del passato hanno abbinato passione e innovazione, tra queste abbiamo avuto il piacere di conoscere “<strong>Federico Mencaroni vini</strong>“, alla quarta generazione di viticoltori a Corinaldo, e il “<strong>Frantoio Brignoni</strong>” che da tre generazioni produce olio extra vergine di oliva di qualità. Aziende familiari entrambe che esportano i loro prodotti nel mondo, vendono al dettaglio e organizzano degustazioni e attività varie.</p>



<p>Dopo pochi minuti d’auto dal centro storico di Corinaldo siamo giunti da Federico Mencaroni vini, splendidamente circondata dai suoi vigneti autoctoni! Qui abbiamo visitato la cantina e le altre diverse aree del complesso dell’azienda agricola dove nonostante la presenza della tecnologia, ad esempio nei processi d’imbottigliamento e tiraggio, si parla ancora di&nbsp;<strong>produzione artigianale del vino</strong>, dal Verdicchio dei Castelli di Jesi agli spumanti Brut, Brut nature ed extra Brut.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjOtyaqxXf9n0AKlC0D80g0ec_0l92vGbqncYrW7Ap00gafr-Ga0RvjOOctRvheMF9_R_qlMmOEH7ldCcP3sre-BS00C0T7N_BcQ44yMKcevvTJt45ghSbA-BzFd8tTKw0gjPOcMHVhRzA/s800/Mencaroni+vini+01.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjOtyaqxXf9n0AKlC0D80g0ec_0l92vGbqncYrW7Ap00gafr-Ga0RvjOOctRvheMF9_R_qlMmOEH7ldCcP3sre-BS00C0T7N_BcQ44yMKcevvTJt45ghSbA-BzFd8tTKw0gjPOcMHVhRzA/s16000/Mencaroni+vini+01.jpg" alt="Federico Mencaroni vini Corinaldo" title="Federico Mencaroni vini, Corinaldo"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh5FcwGpo7NgTVYvzfz2MzSDQCL8XtX-wkiUjL02eRFhpT1WF-K0XBLPBxHtzsUtDPGk84HJQ1oEQTXC3EqkjJQV5-J_Rv3M-fI7sfXFV4YCyk7eEc6NVaV1v_s3pyALMXyaMYiQXTsuJQ/s1217/Corinaldo+Vini+Mencaroni+02.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh5FcwGpo7NgTVYvzfz2MzSDQCL8XtX-wkiUjL02eRFhpT1WF-K0XBLPBxHtzsUtDPGk84HJQ1oEQTXC3EqkjJQV5-J_Rv3M-fI7sfXFV4YCyk7eEc6NVaV1v_s3pyALMXyaMYiQXTsuJQ/s16000/Corinaldo+Vini+Mencaroni+02.jpg" alt="vini mencaroni Corinaldo" title="Azienda vini Mencaroni"/></a></figure>



<p></p>



<p>Al Frantoio Brignoni abbiamo scoperto che la&nbsp;<strong>tecnica di spremitura a freddo</strong>&nbsp;che ci avevano spiegato all’antico Molino Patregnani è ancora praticata con successo grazie a moderni macchinari che permettono di preservare al meglio le qualità organolettiche della materia prima! Dopo il processo di frangitura dalle olive biologiche e “Marche” IGP si ottengono gli oli extra vergine Blend, Raggia, Bio e “I Condimenti” (oli aromatizzati).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhwe6Xu6JcE0Ub9-hGN83fvkvs32rkCNxxZnIoAfHi1YOEBih3gAeVKXGy6MA3SqsF1j4E6m5EUswijELeCJjD-xFHP9DGhfBocjr_k0hVI0yDYkUNLWjED5uEtMR5TVod1jijqujRi_P8/s800/Corinaldo+Frantoio+Brignoni+01.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhwe6Xu6JcE0Ub9-hGN83fvkvs32rkCNxxZnIoAfHi1YOEBih3gAeVKXGy6MA3SqsF1j4E6m5EUswijELeCJjD-xFHP9DGhfBocjr_k0hVI0yDYkUNLWjED5uEtMR5TVod1jijqujRi_P8/s16000/Corinaldo+Frantoio+Brignoni+01.jpg" alt="Frantoio Brignoni Corinaldo" title="Frantoio Brignoni, Corinaldo"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNiqyM2lRFBNqxFIg6GcOmVCEqTu6QrizwmIM-R4mgi8b3Ss-kT3BAa2BHGR3YxKXsew_BPclo9AD5NqCThg1z0evJwCIEeUxVvjWkcCJELxO3PBRojDWT0pN8eCDdT06CecC1znDmCFo/s800/Corinaldo+Frantoio+Brignoni+02.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNiqyM2lRFBNqxFIg6GcOmVCEqTu6QrizwmIM-R4mgi8b3Ss-kT3BAa2BHGR3YxKXsew_BPclo9AD5NqCThg1z0evJwCIEeUxVvjWkcCJELxO3PBRojDWT0pN8eCDdT06CecC1znDmCFo/s16000/Corinaldo+Frantoio+Brignoni+02.jpg" alt="Frantoio Brignoni Corinaldo" title="Frantoio Brignoni, Corinaldo"/></a></figure>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="faq-domande-frequenti-su-corinaldo">FAQ &#8211; Domande frequenti su Corinaldo:</h2>



<p id="1-cosa-vedere-assolutamente-a-corinaldo-in-un-gior"><strong>➞ Cosa vedere assolutamente a Corinaldo in un giorno?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background"><strong>Must-see a Corinaldo in un giorno</strong>: la&nbsp;<strong>Scalinata della Piaggia</strong>&nbsp;(109 gradini con Pozzo della Polenta), il&nbsp;<strong>Santuario di Santa Maria Goretti</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Casa Natale della Santa</strong>&nbsp;(a 1 km). Completate il giro con le&nbsp;<strong>mura medievali</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Torre dello Scorticatore</strong>. Itinerario essenziale: centro storico in 3-4 ore, ideale per un day trip nelle Marche.</p>



<p id="2-perch-corinaldo--famosa"><strong>➞ Perché Corinaldo è famosa?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background">Corinaldo,&nbsp;<strong>&#8220;Borgo più bello d&#8217;Italia 2007&#8221;</strong>, è un gioiello medievale delle Marche con un centro storico intatto, bellissime&nbsp;<strong>mura castellane</strong>&nbsp;e la <strong>Scalinata della Piaggia</strong>. Famosa soprattutto come&nbsp;<strong>città natale di Santa Maria Goretti</strong>&nbsp;(nata il 16 ottobre 1890), attrae pellegrini e amanti dei borghi autentici.</p>



<p id="3-quanto-tempo-ci-vuole-per-visitare-corinaldo"><strong>➞ Quanto tempo ci vuole per visitare Corinaldo?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background">A nostro avviso occorre dedicarle almeno una giornata anche se per il centro storico (Scalinata, mura, Torre) e la <strong>Casa Natale di Santa Maria Goretti</strong>&nbsp;potete cavarvela in mezza (ma vale la pena vedere in fretta e furia Corinaldo? Risposta breve: no). Occasioni speciali: andateci a luglio (la terza domenica) per la <strong>Contesa del Pozzo</strong>. E&#8217; una meta perfetta per un&#8217;escursione di un giorno da Senigallia (15 km).</p>



<p id="4-come-arrivare-a-corinaldo-dalle-marche-e-oltre"><strong>➞ Come arrivare a Corinaldo dalle Marche e fuori?</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-light-gray-background-color has-background">
<li><strong>Auto</strong>: A14 Ancona Nord, uscita Senigallia, SP Corinaldese (18 km, 20 min). </li>



<li><strong>Treno + bus</strong>: Stazione Senigallia (treni frequenti da Ancona/Roma), poi bus Conerobus (linea 43/44, 30 min, corse limitate).</li>



<li><strong>Coordinate GPS</strong>: 43.6625° N, 13.2500° </li>



<li><strong>Parcheggi gratuiti</strong>: appena fuori dalle mura in <strong>Via Lepri </strong>(abbastanza grande, gratuito giorno e notte), in <strong>Viale della Murata</strong> (piccolo ma molto vicino alle mura) e in <strong>Zona Via Pregiagna / area Santa Maria Goretti</strong> (un filo più decentrato ma tranquillo).</li>
</ul>



<p></p>



<p id="5-dove-si-trova-la-casa-natale-di-santa-maria-gore"><strong>➞ Dove si trova la Casa Natale di Santa Maria Goretti a Corinaldo?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background">La&nbsp;<strong>Casa Natale di Santa Maria Goretti</strong>&nbsp;è in&nbsp;<strong>Contrada Pregiagna</strong>, a&nbsp;<strong>1 km dal centro storico di Corinaldo</strong>.<br><strong>Indirizzo</strong>: Via Santa Maria Goretti 110. Usate Google Maps/Waze per trovare il parcheggio gratuito nel piazzale antistante. E&#8217; aperta con offerta libera per la visita individuale.</p>



<p id="6-qual--la-leggenda-del-pozzo-della-polenta-a-cori"><strong>➞ Qual è la leggenda del Pozzo della Polenta a Corinaldo?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background">Il&nbsp;<strong>Pozzo della Polenta</strong>, al centro della Scalinata della Piaggia (109 gradini), risale al 1450 per volere del tiranno&nbsp;<strong>Antonello Accattabriga</strong>. La leggenda: durante l&#8217;assedio del 1517 un sacco di farina cadde nel pozzo, salvando i corinaldesi dalla fame. Viene rievocata annualmente nella <strong>Contesa del Pozzo</strong>.</p>



<p id="7-quando-si-svolge-la-contesa-del-pozzo-della-pole"><strong>➞ Quando si svolge la Contesa del Pozzo della Polenta 2026?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background">La&nbsp;<strong>Contesa del Pozzo della Polenta</strong>&nbsp;rievoca la battaglia del 1517 (un assedio di oltre 20 giorni vinto dai corinaldesi). Si tiene a&nbsp;<strong>luglio</strong>&nbsp;(date 2026: 18-20 luglio, verificate sul sito ufficiale). Eventi in programma: palio arcieri, giostra cavalli, sfilate in costume, gare contrade, stand enogastronomici.</p>



<p id="8-quali-sono-i-prodotti-tipici-di-corinaldo-e-marc"><strong>➞ Quali sono i prodotti tipici di Corinaldo e dintorni?</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-light-gray-background-color has-background">
<li>Il <strong>Verdicchio dei Castelli di Jesi</strong>: vino bianco DOCG da vigneti locali.</li>



<li>L&#8217;<strong>Olio EVO</strong>: dei frantoi intorno a Corinaldo.</li>



<li>La <strong>Lacrima di Morro d&#8217;Alba</strong>, un vino rosso DOCG autoctono della zona.<br>Da assaggiare:</li>



<li>I <strong>Vincisgrassi</strong>, i <strong>Passatelli</strong> (ve li consiglio in brodo), il <strong>Coniglio in porchetta</strong> (aromatizzato con finocchio selvatico), il <strong>Salame di Fabriano</strong>, la <strong>Casciotta d&#8217;Urbino</strong> (un formaggio morbido e delicato), la <strong>Visciolata</strong> (confettura di visciole).</li>
</ul>



<p></p>



<p id="9-cosa-fare-nei-dintorni-di-corinaldo-in-un-giorno"><strong>➞ Cosa fare nei dintorni di Corinaldo in un giorno?</strong></p>



<ul class="wp-block-list has-light-gray-background-color has-background">
<li><strong>Mare</strong>: Senigallia (15 km, 20 min, spiagge sabbiose).</li>



<li><strong>Borghi</strong>: Mondavio, Ostra, Mondolfo, Pergola (tutti &lt;30 km).</li>



<li><strong>Natura</strong>: le <a href="https://www.girovagate.com/2020/08/Itinerario-di-viaggio-tra-Ancona-Frasassi-e-i-borghi-romantici-in-collina.html">Grotte di Frasassi</a> (40 min, 45 km). Ideale per itinerari green tra le Marche collinari e la costa.</li>
</ul>



<p></p>



<p id="10-la-visita-a-corinaldo--gratuita"><strong>➞ La visita a Corinaldo è gratuita?</strong></p>



<p class="has-light-gray-background-color has-background">Sì, tutte queste sono attività gratuite: una <strong>passeggiata</strong> nel centro storico,&nbsp;la <strong>Scalinata della Piaggia</strong>, le mura e la Torre. La&nbsp;<strong>Casa Natale Santa Maria Goretti</strong> è a ingresso libero con offerta; il custode volontario racconta la vita della Santa. Nessun biglietto per attrazioni principali – budget-friendly per famiglie e pellegrini.</p>



<p>Per approfondimenti potete consultare:</p>



<p>➞ <u><strong><a href="https://www.destinazionemarche.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.destinazionemarche.it</a></strong></u>&nbsp;il blog ufficiale sul Turismo della Regione Marche</p>



<p>➞ <u><a href="http://www.turismo.marche.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>www.turismo.marche.it/</strong></a></u>&nbsp;il sito del Turismo della Regione.</p>



<p><em><em>Grazie all’Ente del Turismo e al Social Media Team della Regione Marche che ci hanno supportato in questo viaggio.</em></em></p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong>Altri articoli sulle Marche</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.girovagate.com/2020/08/Itinerario-di-viaggio-tra-Ancona-Frasassi-e-i-borghi-romantici-in-collina.html"><strong>Viaggio nelle Marche</strong>&nbsp;tra Ancona, Frasassi e i borghi romantici in collina</a>.</li>



<li><a href="https://www.girovagate.com/2018/03/sentieri-trekking-facili-e-bellissimi-monti-sibillini.html">Tre sentieri facili e bellissimi sui&nbsp;<strong>Monti Sibillini</strong>!</a></li>



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<li><a href="https://www.girovagate.com/2017/05/ascoli-piceno-cosa-vedere-luoghi-imperdibili.html"><strong>Ascoli Piceno</strong>, cosa vedere: i luoghi imperdibili!</a></li>



<li><a href="https://www.girovagate.com/2012/12/cossignano-borgo-medievale-sulle-colline-marchigiane.html"><strong>Cossignano</strong>, un borgo tutto da scoprire sulle colline marchigiane</a>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa vedere a Chioggia in un giorno: itinerario a piedi con mappa</title>
		<link>https://girovagate.com/2025/09/cosa-vedere-a-chioggia-itinerario-a-piedi-con-mappa.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Girovagate]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 16:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[blog tour SMT e viaggi stampa]]></category>
		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa vedere a Chioggia in un giorno? Ti porto con me in un cammino a piedi alla scoperta delle cose più interessanti della "piccola Venezia"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-03-2.jpg" alt="Chioggia" class="wp-image-8193" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-03-2.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-03-2-300x200.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-03-2-768x512.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-03-2-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Chioggia </strong>non è stata una sorpresa. Già sapevo che è un gioiellino per qualche misterioso motivo risparmiato (sempre meno) dalle rotte turistiche e sinceramente faccio fatica a pensare che la presenza fagocitante della sua dirimpettaia di Laguna sia la causa principale.</p>



<p>In questo articolo troverete l’itinerario a piedi di un giorno, con tutte le cose interessanti da vedere a Chioggia. E se avete qualche giorno in più… ci sono spunti e idee per occuparli al meglio!</p>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h3>Indice dei contenuti</h3><nav><ul><li class=""><a href="#una-breve-introduzione-a-chioggia">Una breve introduzione a Chioggia</a></li><li class=""><a href="#chioggia-in-un-giorno-itinerario-a-piedi-con-mappa">Chioggia in un giorno: Itinerario a piedi con mappa</a><ul><li class=""><a href="#piazzetta-vigo-e-il-gato-de-ciosa">Piazzetta Vigo e il “Gato de Ciosa”</a></li><li class=""><a href="#il-ponte-di-vigo-e-il-canal-vena">Il Ponte di Vigo e il Canal Vena</a></li><li class=""><a href="#la-casa-vecia-di-jackie-tonight">La Casa Vecia di Jackie Tonight</a></li><li class=""><a href="#il-porto-peschereccio-e-il-mercato-del-pesce">Il Porto Peschereccio e il Mercato del Pesce</a></li><li class=""><a href="#i-luoghi-del-film-io-sono-li">I luoghi del film “Io sono Lì”</a></li><li class=""><a href="#corso-del-popolo-la-spina-dorsale-della-citta">Corso del Popolo: la spina dorsale della città</a></li><li class=""><a href="#il-duomo-di-chioggia-e-la-chiesa-di-san-giacomo">Il Duomo di Chioggia e la Chiesa di San Giacomo</a></li><li class=""><a href="#la-torre-dell-orologio-di-sant-andrea">La Torre dell’Orologio di Sant’Andrea</a></li><li class=""><a href="#il-rifugium-peccatorum">Il Rifugium Peccatorum </a></li></ul></li><li class=""><a href="#cosa-mangiare-a-chioggia">Cosa mangiare a Chioggia</a></li><li class=""><a href="#come-arrivare-a-chioggia">Come arrivare a Chioggia</a></li><li class=""><a href="#cosa-vedere-nei-dintorni-di-chioggia">Cosa vedere nei dintorni di Chioggia</a></li></ul></nav></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="una-breve-introduzione-a-chioggia">Una breve introduzione a Chioggia</h2>



<p>Città di pescatori, operosa, tranquilla, con quel fascino che le è valso l&#8217;appellativo di &#8220;<strong>piccola Venezia</strong>&#8221; (ma non ditelo a un chioggiotto, non gli farà troppo piacere!).</p>



<p>Molti la conoscono per questa sua somiglianza fatta di canali, ponticelli, barchette e atmosfera lagunare, altrettanti, se non di più, per il suo radicchio, il <em><strong>radicio de Ciosa</strong> </em>marcato IGP.</p>



<p>Tutti invece rimangono colpiti da Chioggia perché all&#8217;indiscutibile bellezza associa quella rara sensazione che si prova quando si incontra un luogo in cui ci piacerebbe restare per viverci. Si stupiscono alla visione delle auto parcheggiate a un palmo dalle imbarcazioni ormeggiate lungo il Canal Vena o davanti a quei portici che regalano scorci davvero unici e che potete trovare a Venezia solo in piazza San Marco o in qualche incontro casuale girovagando per calli e caleselle.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="533" height="800" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-13.jpg" alt="Chioggia" class="wp-image-8197" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-13.jpg 533w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-13-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></figure>



<p></p>



<p>In questo post vi accompagno tra i <strong>luoghi imperdibili e altri meno conosciuti di Chioggia</strong>, da vedere a piedi seguendo un itinerario che si muove tra cultura, tradizione e mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="chioggia-in-un-giorno-itinerario-a-piedi-con-mappa">Chioggia in un giorno: Itinerario a piedi con mappa</h2>



<p>Me la immaginavo avvolta dall&#8217;aria densa della nebbia sospinta dalla Laguna, invece ci ha accolto in un mattino di sole dal sapore estivo che ci abbagliato attraverso il riflesso dell&#8217;acqua e i colori sgargianti dei suoi edifici.</p>



<p>Dopo <strong>Goldoni </strong>che ne fece il teatro delle sue &#8220;Baruffe Chiozzotte&#8221;, anche il regista <strong>Andrea Segre</strong> ha deciso di ambientare qui il suo film, dando vita a una storia di integrazione e problematiche sociali tra la comunità locale e quella cinese che ha incassato numerosi riconoscimenti tra cui un Donatello e tre premi alla 68^ Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia.</p>



<p>Proprio con Francesco Bonsembiante, il produttore di &#8220;Io sono Lì&#8221; (2011), ho avuto il piacere e l&#8217;onore di visitare la città, passando per i luoghi che sono stati il set del film.</p>



<iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/u/0/embed?mid=1NMw1e2MOvGEyH2VWqQ2LQ1aZ8gSOBns&#038;ehbc=2E312F" width="100%" height="500"></iframe>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="piazzetta-vigo-e-il-gato-de-ciosa">Piazzetta Vigo e il “Gato de Ciosa”</h3>



<p>Chioggia è una città che si scopre camminando: basta un giorno per innamorarsi dei suoi ponti, delle barche colorate e della sua gente, ma se avete qualche altro giorno a disposizione non sarà sprecato. Diluite i vostri tempi, assaporate ogni istante e fatevi uno spritz, ricordatevi che siete in Veneto!&nbsp;</p>



<p>Il percorso può iniziare da <strong>Piazzetta Vigo</strong>, una sorta di porta d’ingresso alla parte storica della cittadina. Qui si respira subito l’anima marinara di Chioggia. I pescherecci attraccati poco più in là, le botteghe che vendono souvenir in legno, le barche che passano lente lungo il Canal Vena…</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="499" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-17.jpg" alt="Ponte Vigo Chioggia" class="wp-image-8198" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-17.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-17-300x187.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-17-768x479.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Ponte Vigo</figcaption></figure>



<p>Al centro della piazza si staglia la <strong>Colonna di Vigo</strong>, sormontata da un piccolo leone in pietra. I chioggiotti lo chiamano con ironia <em>“el gato de Ciosa”</em> (il gatto di Chioggia), perché rispetto al maestoso leone di Venezia, questo sembra davvero un gatto arruffato. È uno dei simboli più fotografati della città, e racchiude lo spirito di Chioggia: autoironico, fiero e autentico.</p>



<p>Da qui si diramano diversi ponti che attraversano i canali, ideali per una prima passeggiata.<strong><br></strong>In <strong>Piazza Vigo</strong> inoltre potete concedervi un caffè con vista sulla laguna, non male vero?</p>



<p>Da qui partono anche i vaporetti e le barche turistiche per <strong>Sottomarina</strong>, la zona balneare di Chioggia. Se avete tempo, in dieci minuti potete raggiungere la spiaggia e fare una passeggiata sulla diga.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="497" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-02.jpg" alt="Chioggia" class="wp-image-8201" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-02.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-02-300x186.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-02-768x477.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-ponte-di-vigo-e-il-canal-vena">Il Ponte di Vigo e il Canal Vena</h3>



<p>Il <strong>Ponte di Vigo</strong> è senza dubbio uno dei punti panoramici più belli di Chioggia. Costruito nel 1685 in pietra d’Istria, collega Piazza Vigo al Canal Vena, offrendo una vista che ricorda Venezia, ma con un’atmosfera più intima.</p>



<p>Dalla sommità del ponte, uno degli otto che attraversano il Canal Vena, si vedono le barche da pesca, le reti stese al sole e i palazzi color pastello che si specchiano nell’acqua.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-05.jpg" alt="Chioggia" class="wp-image-8192" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-05.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-05-300x200.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-05-768x512.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-05-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>Camminando lungo il <strong>Canal Vena</strong>, il canale principale che attraversa il centro storico, incontrerete almeno una decina di ponti ad arco. Sono tutti leggermente diversi: alcuni semplici, altri più decorati, ma tutti raccontano lo stretto legame tra Chioggia e la laguna.</p>



<p>Non a caso il Canal Vena è anche una delle location dove sono state girate diverse scene del film <em>“Io sono Lì”</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-casa-vecia-di-jackie-tonight">La Casa Vecia di Jackie Tonight</h3>



<p>L&#8217;ho inserito nelle cose da vedere a Chioggia perché questo locale è troppo carino e particolare!</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="496" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-14-2.jpg" alt="" class="wp-image-8191" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-14-2.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-14-2-300x186.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-14-2-768x476.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>La Vecia Casa è un club privato aperto a tutti in cui il Sig. Ferdinando Villan, in arte <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100064930380058&amp;__tn__=-]K*F" target="_blank" rel="noopener">Jackie Tonight</a>, vi accoglie per scambiare due chiacchere davanti a un buon bicchiere di vino. </p>



<p>Un&#8217;istituzione di Chioggia, alquanto eccentrica, dove andare da soli o in compagnia non solo per bere ma anche per un pasto.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-porto-peschereccio-e-il-mercato-del-pesce">Il Porto Peschereccio e il Mercato del Pesce</h3>



<p>Non è pensabile saltare una visita al <strong>Porto Peschereccio</strong> e al <strong>Mercato del Pesce</strong>.</p>



<p>Usando un’espressione stra-abusata, il Porto è il cuore pulsante di Chioggia, con le sue barche ormeggiate, i marinai che scaricano le cassette di pesce e gabbiani che svolazzano qua e là in cerca dei succulenti rimasugli della pesca.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-25.jpg" alt="porto peschereccio Chioggia" class="wp-image-8196" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-25.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-25-300x200.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-25-768x512.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-25-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>Un microcosmo di vita che testimonia la profonda connessione tra Chioggia e la pesca, la sua anima economica e culturale.</p>



<p>A pochi passi, il <strong>Mercato del Pesce al minuto</strong> è quella che si definisce un’esperienza sensoriale: profumi, voci e colori si fondono per formare una sola entità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-10-1.jpg" alt="mercato ittico Chioggia" class="wp-image-8194" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-10-1.jpg 800w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-10-1-300x200.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-10-1-768x512.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-10-1-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>Il mercato resto, quando la città è ancora tranquilla e i pescatori scaricano il pescato della notte. Tra i banchi si trovano sogliole, seppie, anguille, orate, cozze e scampi appena tirati su, venduti all’asta o direttamente ai ristoratori.&nbsp;</p>



<p>L’ambiente è semplice, rumoroso, pieno di gesti rapidi e tanto dialetto veneto che un forestiero come me fatica a comprendere! Ma è proprio quello il bello!.<br>Anche solo passeggiare qui dà un’idea chiara di quanto <strong>il mare conti ancora nella vita quotidiana di Chioggia</strong>.</p>



<p>Ogni mattina eccetto la domenica potete aggirarvi tra i banconi di legno dove viene esposto ill pescato fresco di giornata.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="i-luoghi-del-film-io-sono-li">I luoghi del film “Io sono Lì”</h3>



<p>Una piccola deviazione dall’itinerario principale è la visita alle location del film più noto girato qui.</p>



<p>Qualcuno di voi conoscerà Chioggia grazie al film <strong><em>“Io sono Lì”</em> di Andrea Segre</strong>, che ha saputo catturare il volto vero e quotidiano di questa cittadina.</p>



<p>Il regista ha scelto proprio questa città per raccontare il tema dell’incontro tra culture, quanto mai attuale, attraverso una storia triste ma carica di dolcezza, che intreccia silenzi, vite apparentemente marginali e delicatezza.</p>



<p>Protagonista è Shun Li, immigrata cinese, che arriva a Chioggia e vive in un mondo sospeso tra nostalgia e speranza. Evitando facili sentimentalismi il film si concentra su piccoli dettagli che restano impressi, la laguna, le barche, il bar luogo d’incontri di un piccolo mondo fatto di identità differenti, solitudine e accoglienza.</p>



<p>Le location principali si trovano lungo <strong>Canal San Domenico</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’<strong>Osteria Paradiso</strong> è il bar dove Shun Li prende servizio e intorno al quale ruotano le vite dei personaggi. All’interno potete vedere le fotografie e le locandine del film.</li>



<li>Il <strong>Mercato del Pesce</strong>, la metafora della<strong> </strong>vita dei pescatori che diventa simbolo di resilienza.</li>



<li><strong>Piazzetta Vigo</strong>, di cui vi ho parlato sopra. Camminando qui riconoscerete subito gli scorci del film!</li>



<li>La casa dove abita Shun Li si trova di fronte al <strong>ristorante Bella Venezia</strong>.</li>
</ul>



<p></p>



<p>Vi consiglio di guardarlo &#8211; a mio modesto avviso ne vale la pena &#8211; prima di visitare Chioggia.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="corso-del-popolo-la-spina-dorsale-della-citta">Corso del Popolo: la spina dorsale della città</h3>



<p>Riprendiamo l’itinerario principale proseguendo dal mercato ittico verso <strong>Corso del Popolo</strong>, la lunga via principale che taglia in due il centro storico di Chioggia. È una passeggiata ideale per immergersi nella vita locale: botteghe, bar, gelaterie e palazzi con le facciate colorate.</p>



<p>Lungo il corso si affacciano molti degli edifici più importanti della città, come il Duomo e la Chiesa di San Giacomo e se capitate nel weekend, troverete mercatini e bancarelle con prodotti artigianali e gastronomici.</p>



<p>È anche qui che, ogni anno, si svolge <strong>“Le Baruffe in Calle”</strong>, la rappresentazione dal vivo della celebre commedia di <strong>Carlo Goldoni</strong>, <em>“Le baruffe chiozzotte”</em>. Per qualche sera, le calli e i campielli diventano teatro, e gli attori locali ridanno voce ai personaggi popolari e rumorosi della Chioggia del Settecento.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="533" height="800" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-09-1.jpg" alt="Chioggia" class="wp-image-8195" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-09-1.jpg 533w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-09-1-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-duomo-di-chioggia-e-la-chiesa-di-san-giacomo">Il Duomo di Chioggia e la Chiesa di San Giacomo</h3>



<p>Il <strong>Duomo di Santa Maria Assunta</strong>, costruito nel XVII secolo su progetto di Baldassarre Longhena, è il principale edificio religioso della città. Alla facciata sobria con i dettagli barocchi disegnati dopo l’incendio del 1623 si contrappone un interno elegante, con tre navate maestose.<br>Purtroppo la torre-campanile al momento non è agibile ma rimane un punto di riferimento visivo per orientarsi in città.</p>



<p>Poco distante, la <strong>Chiesa di San Giacomo Apostolo</strong>, costruita nel XVIII in seguito del crollo dell’abside di tempio dell’XI secolo, custodisce una splendida pala del Tiepolo e un’atmosfera più raccolta, non solo per le dimensioni. Qui non troverete turisti ed anche per questo una visita non vi porterà via troppo tempo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="533" height="800" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-24.jpg" alt="Chioggia" class="wp-image-8200" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-24.jpg 533w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Chioggia-24-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-torre-dell-orologio-di-sant-andrea">La Torre dell’Orologio di Sant’Andrea</h3>



<p>Proseguendo lungo il corso, troverete la <strong>Torre dell’Orologio di Sant’Andrea</strong>, una delle più antiche torri d’orologio funzionanti al mondo!<br>Il suo meccanismo risale al 1386 e ancora oggi scandisce il tempo dei chioggiotti.<br>La sua cupola ottagonale è particolarissima</p>



<p>Salendo (sono circa 120 gradini, vi avverto) vi aspetta una delle viste più belle sulla laguna e sui canali. Il punto perfetto per catturare una foto da postare su Instagram <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-rifugium-peccatorum">Il Rifugium Peccatorum&nbsp;</h3>



<p>A pochi passi dal Duomo si trova un piccolo santuario che molti turisti non conoscono: il <strong>Rifugium Peccatorum</strong>, una cappella votiva del XVIII secolo.&nbsp;</p>



<p>L’interno è un tripudio di affreschi e statue lignee, con iscrizioni dedicate ai marinai e alle loro famiglie. È un luogo di raccoglimento che racconta la spiritualità semplice ma sincera di Chioggia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-mangiare-a-chioggia">Cosa mangiare a Chioggia</h2>



<p>Una giornata a Chioggia non è completa senza una sosta gastronomica rigeneratrice. Con, indovinate, il pesce come protagonista assoluto, cucinato in tanti modi diversi.<br>Quali sono i piatti della cucina locale che vi consiglio di assaggiare?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le <strong>bibarasse in cassiopipa</strong>! Scommetto che (veneti a parte) non le avete mai sentite nominare <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Sono lupini (un mollusco simile alle vongole veraci ma più piccolo e dalla forma più arrotondata) cotte in un soffritto di aglio, cipolla, prezzemolo e vino bianco.</li>



<li>Le <strong>sarde in saor</strong>, un classico! E un antipasto dal sapore agrodolce deciso, tipico veneziano, con sardine fritte marinate con cipolla, aceto e uvetta.</li>



<li>Il <strong>baccalà mantecato</strong>, altro classicone che trovate in tutto il Veneto, servito con crostini di pane o polenta.</li>
</ul>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Baccala_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla.jpg" alt="" class="wp-image-8199" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Baccala_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla.jpg 1000w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Baccala_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla-300x225.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Baccala_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla-768x576.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2015/03/Baccala_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Baccalà mantecato su polenta &#8211; fonte: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Baccal%C3%A0_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla.jpg" data-type="link" data-id="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Baccal%C3%A0_mantecato_con_polenta_La_Nuova_Perla.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikipedia</a></figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il <strong>risoto de sepe</strong>, una variante del risotto nero di seppie che si fa con seppioline fritte o bollite e riso (ad esempio il riso di Grumolo di Abbadesse, Presidio Slow Food).</li>



<li>Il <strong>broeto de pesse</strong> (alla ciosòta), una zuppa di pesce misto (gallinella, San Pietro, rana pescatrice, scorfano e altri pesci che risultavano “di scarto”) e molluschi (gambero, mazzancolle, cicala, scampo, moscardino..) con dentro crostini di pane anche se la tradizione vorrebbe che ci fossero i Bussolà sbriciolati, una sorta di grissino dalla forma ad anello.</li>



<li>Le <strong>moeche fritte</strong>, piccoli granchi verdi raccolti durante la muta, cotte in padella. Se ben cucinate le troverete croccanti fuori e delicate all’interno! Sono un piatto stagionale che viene preparato nei primi mesi di primavera ed autunno.</li>



<li>Il <strong>Bisato in tecia</strong>, anguilla arrostita o in umido, altro piatto della tradizione lagunare<br></li>
</ul>



<p>Non sono un super esperto di vini ma per restare nel regionale potreste accompagnarli con un bicchiere di vino bianco delle colline venete, come il Soave o il Pinot Grigio (oppure chiedere direttamente un consiglio in ristorante <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-arrivare-a-chioggia"><strong>Come arrivare a Chioggia</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>In auto:</strong> da Venezia o Ravenna seguite la SS309 Romea fino all’uscita Chioggia. Ci sono parcheggi gratuiti e a pagamento vicino al centro storico, ad esempio al Multipiano Giove che ha costi ragionevoli.<br></li>



<li><strong>In treno:</strong> si può arrivare alla stazione di Chioggia e poi col bus urbano 1 o 7 arrivare in centro. In alternativa potete attraversare il Pontelongo, la passeggiata è di appena 10’ fino a Porta Santa Maria, all’inizio di Corso del Popolo (per raggiungere piazzetta Vigo invece ci vogliono appena 22’).<br></li>



<li><strong>In barca:</strong> in estate è attivo il collegamento da Venezia con linea ACTV e navigazione privata. Ovviamente il modo più scenografico di arrivare a Chioggia <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f605.png" alt="😅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.<br></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-vedere-nei-dintorni-di-chioggia">Cosa vedere nei dintorni di Chioggia</h2>



<p>Se avete ancora tempo, nei dintorni trovate alcuni luoghi davvero interessanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sottomarina</strong>, la spiaggia cittadina, con un lungomare animato e un’ottima vista sul faro.</li>



<li>L’<strong>Isola di Pellestrina</strong>, raggiungibile in vaporetto. Il consiglio è di noleggiare una bicicletta e fare un giro tra mare e laguna.</li>



<li>Il <strong>Delta del Po Veneto</strong>, una delle zone umide più belle d’Italia, paradiso per fotografi e amanti della natura.</li>



<li><strong>Padova</strong> a 54 km, meno di un’ora d’auto!<br>Leggi qui: <strong><a href="https://girovagate.com/2010/10/cosa-vedere-a-padova-dalla-basilica-di-s-antonio-alla-cappella-degli-scrovegni.html" data-type="link" data-id="https://girovagate.com/2010/10/cosa-vedere-a-padova-dalla-basilica-di-s-antonio-alla-cappella-degli-scrovegni.html">Cosa vedere a Padova in un giorno</a></strong>.</li>



<li>E ovviamente… <strong>Venezia</strong>, anche questa a circa un’ora di macchina! C’è bisogno di aggiungere altro?</li>
</ul>



<p></p>



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<p>Altri posti in Veneto che non dovreste perdervi!</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://girovagate.com/2016/06/il-molinetto-della-croda-langolo-piu-scenografico-della-marca-trevigiana.html">Il <strong>Molinetto della Croda</strong>, l’angolo più scenografico della Marca Trevigiana</a></li>



<li><a href="https://girovagate.com/2015/03/trekking-in-val-canzoi-verso-la-cascate-delle-anguane-dolomiti-bellunesi.html">Trekking in <strong>Val Canzoi</strong> verso la cascate delle Anguane, Dolomiti Bellunesi</a></li>



<li><a href="https://girovagate.com/2014/09/brent-de-lart-un-canyon-spettacolare-nella-valle-unica.html"><strong>Brent de l’Art</strong>, un canyon spettacolare nella Valle Unica</a></li>



<li><a href="https://girovagate.com/2014/01/ciaspolando-in-val-di-zoldo-il-respiro-delle-dolomiti-unesco.html">Ciaspolando in <strong>Val di Zoldo</strong>, dal Passo Duran al rifugio Carestiato</a></li>



<li><a href="https://girovagate.com/2010/10/cosa-vedere-a-padova-dalla-basilica-di-s-antonio-alla-cappella-degli-scrovegni.html">Cosa vedere a <strong>Padova</strong> in un giorno!</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa vedere a Casole d&#8217;Elsa, il borgo toscano degli artisti</title>
		<link>https://girovagate.com/2022/06/cosa-vedere-a-casole-delsa-toscana.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Girovagate]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 00:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[blog tour SMT e viaggi stampa]]></category>
		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa vedere a Casole d'Elsa, nel cuore della Toscana, in un itinerario a piedi tra le sue bellezze]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhcYg8yX57v_Ea88jfURC8Te5XICTHubBejIxmr1Dj3R9yB1LuRfUhEWZ-CchnlhOSD0srr7BpV1cnD9JohMDTIyxkv3Z5atvVEZ4-WiPUC4L_fhE9j1l64JloiDIhahBNtN5phV7FT-76d6sAuohbyUjGs0qgzIljuVSLtUxvFFuM3iKjG9L8cSQcr/s1200/Casole%2001.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="720" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2022/06/Casole2001.jpg" alt="Cosa vedere a Casole d'Elsa" class="wp-image-110" title="Casole d'Elsa cosa vedere" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2022/06/Casole2001.jpg 1200w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2022/06/Casole2001-300x180.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2022/06/Casole2001-768x461.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2022/06/Casole2001-1024x614.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></figure>



<p><strong>Cosa c&#8217;è da vedere a Casole d&#8217;Elsa??</strong> Se non ci siete mai stati o addirittura se non avete mai sentito parlare di questo bel borgo che si trova proprio nel cuore della Toscana in provincia di Siena, bè, siete capitati nel posto giusto! Scoprirete <strong>un luogo incantevole, autentico, curatissimo in ogni suo minimo dettaglio</strong>, che vi riserverà un mucchio di sorprese!&nbsp;</p>



<span id="more-109"></span>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h3>Cosa troverete in questo articolo</h3><nav><ul><li class=""><a href="#cenni-storici">Cenni storici</a></li><li class=""><a href="#dove-si-trova-casole-d-elsa">Dove si trova Casole d&#8217;Elsa</a></li><li class=""><a href="#cosa-vedere-a-casole-delsa">Cosa vedere a Casole d&#8217;Elsa </a><ul><li class=""><a href="#un-itinerario-a-piedi">Un itinerario a piedi</a></li><li class=""><a href="#il-centro-storico-museo-a-cielo-aperto">Il centro storico, un museo a cielo aperto</a></li><li class=""><a href="#il-museo-della-collegiata">Il museo della Collegiata</a><ul><li class=""><a href="#la-sezione-archeologica">La sezione archeologica</a></li><li class=""><a href="#la-sezione-storico-artistica">La sezione storico-artistica</a></li></ul></li><li class=""><a href="#la-collegiata">La Collegiata</a></li><li class=""><a href="#la-rocca-senese">La Rocca senese</a></li><li class=""><a href="#la-chiesa-di-san-niccolo">La chiesa di San Niccolò</a></li><li class=""><a href="#la-tomba-etrusca-dellagresto">La tomba etrusca dell&#8217;Agresto</a></li></ul></li><li class=""><a href="#eventi-a-casole-delsa">Eventi a Casole d&#8217;Elsa</a><ul><li class=""><a href="#casole-fiorita">Casole Fiorita</a></li><li class=""><a href="#altri-eventi-a-casole-d-elsa">Altri eventi a Casole d&#8217;Elsa</a></li></ul></li></ul></nav></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="cenni-storici">Cenni storici</h2>



<p>Casole è un piccolo comune del territorio collinare della Montagnola Senese che fa parte dell&#8217;area della Valle del fiume Elsa: storicamente nasce nell&#8217;XI secolo come feudo dei vescovi di Volterra ma le sue radici affondano molto più indietro nel tempo, nel VI secolo a.C., quando qui si insediarono gli <strong>Etruschi</strong>.&nbsp;</p>



<p>Dei reperti di questo antico popolo, rinvenuti nei 15000 ettari di superficie dell&#8217;estensione comunale e conservati in un&#8217;ampia sezione dell&#8217;imperdibile <strong>museo civico e archeologico della Collegiata</strong> vi parlerò a breve, così come degli eventi che caratterizzano questa vivace cittadina a cominciare da <strong>Casole Fiorita</strong>&#8230; </p>



<h2 class="wp-block-heading" id="dove-si-trova-casole-d-elsa">Dove si trova Casole d&#8217;Elsa</h2>



<p>Prima, a conclusione di questa lunga premessa, mi premeva sottolineare due aspetti importanti che rendono Casole d&#8217;Elsa una destinazione che merita assolutamente di essere presa in considerazione:</p>



<p>→ <strong>la sua posizione, ideale per visitare anche altre zone di questa parte di Toscana</strong> (dopo aver dedicato a Casole almeno 2/3 giorni!). Nel raggio di poche decine di chilometri si trovano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Monteriggioni, a 20 km in direzione est (circa 30 minuti d&#8217;auto).</li>



<li>San Gimignano, 22 km a nord (30 minuti).</li>



<li>Volterra, 23 km a ovest (30 minuti).</li>



<li>Siena, 38 km a est (quaranta minuti).</li>
</ul>



<p></p>



<p>→ <strong>La sua autenticità</strong>! L&#8217;ho scritto poche righe sopra col rischio che venisse interpretato come uno dei soliti stereotipi che spesso si utilizzano nel descrivere un borgo&#8230; &#8220;Com&#8217;è?&#8221;, &#8220;Genuino, accogliente, AUTENTICO&#8221;. Chi segue il blog sa quanto ogni parola venga soppesata e quanto io detesti i luoghi comuni, le frasi fatte.&nbsp;</p>



<p>Casole non è solo uno splendido borgo dove sventola la <strong>Bandiera Arancione del Touring Club</strong>. E&#8217; un posto dove si vive bene, vivace, con una comunità attiva. <strong>Un paese al di fuori dei circuiti del turismo di massa e per questo preservato nella sua naturale dimensione.</strong> Rimarrete stupiti nello scovare un così alto numero di botteghe artigiane pensando che la popolazione del capoluogo comunale insieme alla frazioni non raggiunge i 4000 abitanti!&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi decenni, grazie a progetti lungimiranti che hanno attirato artisti al di fuori dei confini nazionali, Casole ha arricchito le sue vie, le sue piazze, i suoi angoli, di bellezza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiC9do9yk6KGXuc2ymgzjJ_Bz8n-vs6wSGzB8MGnEkipsDnAiHEw1ypR5UZQjIaklU7EDU7w_gGJ3HM5TziRgJgQYPfNSBNkc7ORcseQk1YASFOZlImmuIIgKg8YNvEi6X4PNMnkIe7Ppt3IJ3SJkpYEElOQQYHxq6JueFi8bA6vfDlXm-rwe42ai73/s1505/Casole%2015.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiC9do9yk6KGXuc2ymgzjJ_Bz8n-vs6wSGzB8MGnEkipsDnAiHEw1ypR5UZQjIaklU7EDU7w_gGJ3HM5TziRgJgQYPfNSBNkc7ORcseQk1YASFOZlImmuIIgKg8YNvEi6X4PNMnkIe7Ppt3IJ3SJkpYEElOQQYHxq6JueFi8bA6vfDlXm-rwe42ai73/s16000/Casole%2015.jpg" alt="" title="Casole d'Elsa borgo artisti"/></a></figure>



<p>Non a caso si sta facendo conoscere sempre di più come &#8220;<strong>il borgo degli artisti</strong>&#8220;.</p>



<p>E adesso andiamo a conoscere Casole d&#8217;Elsa!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-vedere-a-casole-delsa">Cosa vedere a Casole d&#8217;Elsa&nbsp;</h2>



<h3 class="wp-block-heading" id="un-itinerario-a-piedi">Un itinerario a piedi</h3>



<p>In questa mappa di Google Maps ho inserito le tappe imprescindibili di una visita nel centro storico e nei dintorni, i posti dove io e Sara abbiamo mangiato e il residence immerso nel verde dove abbiamo dormito nel nostro weekend casolese, <strong><u><a href="https://www.borgoalcerro.com/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Borgo al Cerro</a></u></strong>.</p>



<iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/embed?mid=12vrFc59UmLLBIFmTDr7soAJcNFiZA-g&#038;ehbc=2E312F" width="800" height="600"></iframe>



<p>In questo articolo vi parlerò solo di <strong>cosa vedere a Casole d&#8217;Elsa</strong>, tutto il resto troverà spazio nella seconda parte.</p>



<p>Questa invece è la mappa dei parcheggi gratuiti.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5UVJaBwB9DEBO0MUm5Y5QQSnAVC_94tpylW8IywSexlE0hICz-2UnhAQgTWNjXq5p6Gb8YQcOK9jLmpdw3sC7PfmwdqHe_0KSXKos3C-JGBL1xIkqPyuXhv1o93voplyaj1IhgA1CVqyPuj-uACeweei-6ZilimyeT0WSabLKh9MMLpqGNExi2liU/s905/Parcheggi%20Casole%20d&#039;Elsa.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj5UVJaBwB9DEBO0MUm5Y5QQSnAVC_94tpylW8IywSexlE0hICz-2UnhAQgTWNjXq5p6Gb8YQcOK9jLmpdw3sC7PfmwdqHe_0KSXKos3C-JGBL1xIkqPyuXhv1o93voplyaj1IhgA1CVqyPuj-uACeweei-6ZilimyeT0WSabLKh9MMLpqGNExi2liU/s16000/Parcheggi%20Casole%20d'Elsa.jpg" alt="" title="parcheggi gratuiti Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p><strong>IMPORTANTE</strong>: l&#8217;auto è senza dubbio il mezzo più comodo per raggiungere Casole d&#8217;Elsa e vi darà la possibilità di spostarvi nelle sue frazioni per visitare ad esempio le chiesa di Mensano e quella di Pieviscola, raggiungere un agriturismo per una degustazione di vino o la vostra sistemazione se come noi dormirete appena fuori dal centro abitato <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-centro-storico-museo-a-cielo-aperto">Il centro storico, un museo a cielo aperto</h3>



<p>Parcheggiata l&#8217;auto al di fuori delle mura &#8211; ad esempio nel tratto di via Roma &#8211; potreste iniziare il giro del borgo dal punto panoramico indicato sulla mappa, in cui un tempo sorgeva Porta ai Frati, una delle due porte che varcavano la cinta muraria; l&#8217;altra, Porta Rivelino, si trovava all&#8217;estremità opposta e venne distrutta durante la seconda guerra mondiale dalle truppe naziste in ritirata.&nbsp;</p>



<p>Siamo sul lato del paese che si affaccia alla Val d&#8217;Elsa, <strong>il panorama è magnifico</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKvWBZuAA70eOgsqn8rHk4DSem58QtBAG2HdJa9Pmosre9uP0si7d4XqD0EB3_3FSQv-qzxjOoAyconDNwkMOF7zm3NQAKqTChm8urzi-g71tRVoFG5mVY7V5fEV4BFIugA5TjtF6Ij3PPWrkGwFkv_ZOmAgcNBeeCbWl0j9RfnrkldulsuF6hWB3P/s1200/Casole%2002.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKvWBZuAA70eOgsqn8rHk4DSem58QtBAG2HdJa9Pmosre9uP0si7d4XqD0EB3_3FSQv-qzxjOoAyconDNwkMOF7zm3NQAKqTChm8urzi-g71tRVoFG5mVY7V5fEV4BFIugA5TjtF6Ij3PPWrkGwFkv_ZOmAgcNBeeCbWl0j9RfnrkldulsuF6hWB3P/s16000/Casole%2002.jpg" alt="" title="Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Potete proseguire in via Aringhieri che conduce direttamente in piazza della libertà davanti alla Collegiata oppure arrivarci imboccando la pedonale via san Michele e ammirare i primi dei tanti scorci che regala Casole.&nbsp;</p>



<p>Una volta giunti nella piazza principale potreste subito fare la visita al museo civico oppure rimandarla successivamente e completare la passeggiata a piedi lungo via Alessandro Casolani dove troverete l&#8217;<strong>antico Palazzo del Comune</strong>, con gli stemmi delle varie famiglie che hanno governato nel corso dei secoli. All&#8217;interno era collocato l&#8217;affresco della Madonna circondata dai santi che attualmente è esposto nel museo civico.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRGtsXPK0DbQIwh1sWwGnv4Muwy9Bk3_ziFuLoQMG6MlsWbZsHUOzlbZMPeVS7DwquZ638yNL7aof0hh4anCswzegZRN2pgjPKZop6SHeQfAUf04nynv3j9yQf-RRDsbSKVjafxhRKyMlGvkuwxTPUuQyQ8OOeXYUGfWLtkRMmswekHhd0aU78uULx/s1501/Casole%2006.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgRGtsXPK0DbQIwh1sWwGnv4Muwy9Bk3_ziFuLoQMG6MlsWbZsHUOzlbZMPeVS7DwquZ638yNL7aof0hh4anCswzegZRN2pgjPKZop6SHeQfAUf04nynv3j9yQf-RRDsbSKVjafxhRKyMlGvkuwxTPUuQyQ8OOeXYUGfWLtkRMmswekHhd0aU78uULx/s16000/Casole%2006.jpg" alt="" title="antico palazzo comunale Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Su questo che è il corso principale troverete diverse botteghe artigiane, tra cui il<strong> laboratorio di ceramica di Martabì</strong> e il <strong>laboratorio dell&#8217;orafa Mara Trefoloni</strong>&nbsp;&#8211; che abbiamo avuto il piacere di visitare durante l&#8217;evento Casole Fiorita &#8211; lo studio di Linda Leupold e la galleria iSculpture.</p>



<p>Niente è lasciato al caso, anche le pareti delle viuzze coperte di raccordo tra via Casolani e via San Donato sono abbellite con delle mattonelle di ceramica realizzate da bambini o da giovani artisti!</p>



<p>A proposito&#8230; una deviazione in via San Donato è d&#8217;obbligo per vedere quello che è diventata il simbolo di Casole, i &#8220;<strong>Due Innamorati&#8221;,</strong> scultura in bronzo di <strong>Giuseppe Ciani</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkM3azHkRQuH8n89KPeXq_ON9q_CIFh8k7E0-GOqvzCf6PTHyKb8bEzSIp3vRsOxELlbzL0AC6s5JngSF0791IjIjqZ34YIFv37kfQALzudbVy6eHu3p4TtDnucWGdbR8Ot7DqDVPJCoX6jrIGInq5FioH4AhvI_E5otBtBN31nEfbRpVEATfiPAGDeA/s1200/Due%20Innamorati.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkM3azHkRQuH8n89KPeXq_ON9q_CIFh8k7E0-GOqvzCf6PTHyKb8bEzSIp3vRsOxELlbzL0AC6s5JngSF0791IjIjqZ34YIFv37kfQALzudbVy6eHu3p4TtDnucWGdbR8Ot7DqDVPJCoX6jrIGInq5FioH4AhvI_E5otBtBN31nEfbRpVEATfiPAGDeA/s16000/Due%20Innamorati.jpg" alt="&quot;Due Innamorati&quot; di Giuseppe Ciani" title="Due innamorati Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Due innamorati &#8211; foto di Monica Nardella di <a href="https://www.turistadimestiere.com/2017/09/weekend-in-toscana-a-casole-delsa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Turista di Mestiere</a></p>



<p>Continuando in via Casolani arriverete a piazza Lucchetti, dove si trova la Rocca, oggi sede del Municipio. Dopo averne avuto il sospetto, qui avrete la certezza che Casole d&#8217;Elsa non possiede solo un ricchissimo museo (di cui vi parlerò a breve) al chiuso: <strong>sculture, ceramiche dipinte e altre opere decorano molti dei vicoli e degli spazi del paese</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgW-T46JA7ZYTdOtlku-KTuSi53eS9pOfsvyRVIr7vboAy6ZF8vdqGxI0ytUwXA8nA__N9AWT_m2Dc8LKKbXXk-V2fMWEh8QPzAfH7A-HiowlzpDn_4f3qzs7DbfC13lyjDS0fjnKsqbNQMtVi638MQTLA0lAlUM72Nz3XNPWQdJvOZEi-aKRFw244o/s1499/Casole%2005.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgW-T46JA7ZYTdOtlku-KTuSi53eS9pOfsvyRVIr7vboAy6ZF8vdqGxI0ytUwXA8nA__N9AWT_m2Dc8LKKbXXk-V2fMWEh8QPzAfH7A-HiowlzpDn_4f3qzs7DbfC13lyjDS0fjnKsqbNQMtVi638MQTLA0lAlUM72Nz3XNPWQdJvOZEi-aKRFw244o/s16000/Casole%2005.jpg" alt="" title="Casole d'Elsa mattonelle dipinte"/></a></figure>



<p>Accanto alla Rocca ci sono &#8220;Il dolce eterno abbraccio&#8221; di <strong>Andrea Roggi</strong> (due amanti che si abbracciano avvinghiati a una pianta d&#8217;ulivo), le sculture in marmo di <strong>Nigel Konstam</strong>, trasferitosi dall&#8217;Inghilterra negli anni &#8217;80 (sua è la scuola centro d&#8217;arte Verrocchio) e altre in bronzo di Giuseppe Ciani, a grandezza naturale.</p>



<p>E non finisce qui&#8230; l&#8217;elenco è lunghissimo e rischio di tralasciarne qualcuna! Ci sono opere di Nelson Salvestrini, Giampiero Muzzi e Riccardo Pucci.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7TdHAfmfs35ex137-bao8OnC9_X28sG_D0pca9IKScjFjnQ9ldYknDWX9sNz3-fOR6KZWHespASL7MI-hh4bWWx6p8JtYu0JZV1ZmeEco5sDC96AdIEzFgTPQ5zYOJGuy2UdMrlDbGRPSScU73paeerntOejORj6RWEnjVKUreMSygfcpN4DQRmUgQg/s1200/Due%20amanti.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7TdHAfmfs35ex137-bao8OnC9_X28sG_D0pca9IKScjFjnQ9ldYknDWX9sNz3-fOR6KZWHespASL7MI-hh4bWWx6p8JtYu0JZV1ZmeEco5sDC96AdIEzFgTPQ5zYOJGuy2UdMrlDbGRPSScU73paeerntOejORj6RWEnjVKUreMSygfcpN4DQRmUgQg/s16000/Due%20amanti.jpg" alt="" title="dolce eterno abbraccio Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Dolce eterno abbraccio &#8211; foto di <a href="https://www.turistadimestiere.com/2017/09/weekend-in-toscana-a-casole-delsa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Turista di Mestiere</a></p>



<p>Come mai tutta questa esplosione d&#8217;arte? Sicuramente il territorio tipicamente toscano, orlato di filari di vigne e di olivi, è fonte d&#8217;ispirazione ma un notevole contributo lo hanno portato i bandi comunali che hanno agevolato la nascita di numerose botteghe artigiane attirando giovani artisti da ogni parte del mondo.&nbsp;</p>



<p>Una volta giunti fin qua innamorarsi di Casole è stato inevitabile e l&#8217;apertura della propria sede creativa ed espositiva il conseguente passo successivo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWfBO2wtWGo0w39Wo4Xc8gVZm9DPrqe71uL5YVcBjggYTIXj2BgqruK3dfePhxeXlK71GTFcJUUDjlgmT_qf2yCMSdPFdAM2Gm3OKkdnTgv-KaPwnbow6PrdccPWKknARYBfrMvc4V1e54qm5F8Yiq9yvHUpFqUpM14GertdvTg6gVEBoZSLSC3VaW/s1716/Casole%2009.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhWfBO2wtWGo0w39Wo4Xc8gVZm9DPrqe71uL5YVcBjggYTIXj2BgqruK3dfePhxeXlK71GTFcJUUDjlgmT_qf2yCMSdPFdAM2Gm3OKkdnTgv-KaPwnbow6PrdccPWKknARYBfrMvc4V1e54qm5F8Yiq9yvHUpFqUpM14GertdvTg6gVEBoZSLSC3VaW/s16000/Casole%2009.jpg" alt="" title="Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Il nostro giro a piedi termina in via San Niccolò, ribattezzata&nbsp;<strong>la via delle botteghe artigiane</strong>!&nbsp;</p>



<p>Tra i tanti studi di artisti e le mattonelle di ceramica appese alle pareti delle casi, che rendono ancora più grazioso quest&#8217;angolo del borgo, troviamo l&#8217;<strong>Ateleier della pittrice Anna Morandi e del marito Mario Mancini</strong>, negli ex locali di un antico forno: Anna si è trasferita qui per dipingere e tiene dei corsi di pittura soprattutto per bambini. Un altro laboratorio piuttosto noto è quello dello scultore <strong>Paolo Morandi</strong> che lavora prevalentemente la pietra ma anche il legno e il ferro.</p>



<p>Sì, il centro storico di Casole d&#8217;Elsa è davvero un <strong>museo d&#8217;arte all&#8217;aria aperta</strong>.&nbsp;</p>



<p>Uscendo fuori dalle mura troviamo altre opere, come l&#8217;<strong>omaggio a Gino Bartali di Duccio Santini</strong> e il parco sculture &#8220;Selva di Sogno&#8221; dell&#8217;artista tedesco <strong>Deva Manfredo</strong> (che speriamo di vedere la prossima volta che torneremo a Casole!)</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgIViznYxC7WrXA93Yy203VPLPU7I_KRZEsANgG4e2vJUYSfG11YUfxalCpdBI-FXKQ_OZpoOvFSmGwlfzgSFrq16R7qQQ_ju7QFNXtC8YXUTTLn59jvqdWwZ0lltVk6o-zgZpl5PhDp7zJ0wt09Essma4XLkgAk8dwOkp4MoEiyC3yg7Cl1ytoxiXy/s2035/Casole%2016.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgIViznYxC7WrXA93Yy203VPLPU7I_KRZEsANgG4e2vJUYSfG11YUfxalCpdBI-FXKQ_OZpoOvFSmGwlfzgSFrq16R7qQQ_ju7QFNXtC8YXUTTLn59jvqdWwZ0lltVk6o-zgZpl5PhDp7zJ0wt09Essma4XLkgAk8dwOkp4MoEiyC3yg7Cl1ytoxiXy/s16000/Casole%2016.jpg" alt="" title="bartali casole d'elsa duccio santini"/></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-museo-della-collegiata">Il museo della Collegiata</h3>



<p>Il <strong>Museo civico archeologico e della Collegiata</strong> è una tappa imprescindibile in una visita a Casole d&#8217;Elsa. Inaugurato nel 1996 &#8211; ma già da vent&#8217;anni venivano raccolti in una stanza d&#8217;antiquari oggetti di uso comune, come vasi, vettovaglie, brocche d&#8217;acqua e anche più preziosi &#8211; ospita una quantità pazzesca di reperti e opere d&#8217;arte del territorio, di proprietà comunale, ministeriale, ecclesiastica e privata. Da piazza della Libertà 1 si accede alle sale del Palazzo della prepositura che ospitano la sezione archeologica e quella storico-artistica.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="la-sezione-archeologica">La sezione archeologica</h4>



<p>Della prima fanno parte i <strong>corredi funebri</strong> (urne in tufo, ceramiche a vernice nera) delle tombe etrusche risalenti al periodo ellenistico rinvenute nel territorio casolese, monete romane e volterrane (su alcune si legge &#8220;Velatri&#8221;, il nome etrusco di Volterra) e la <strong>Collezione Bargagli</strong>, un&#8217;importante famiglia nobile senese che fece eseguire numerosi scavi e riportò alla luce nella zona del Querceto un esemplare unico di testa femminile in marmo apuano del VI secolo a.C.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhsu4o1BMADqDv0b-V_T7zF9NAMlhpnoLY2rF985SVq8oYerFr4mLTgESgigL0ADyVz4TfWO2rbIeV9xjUbkwfG7DFVBjKSQxgOTSB9bUrWVwKcA6It9Znno0SyoYyZvHHYvWoBVcKZOuM2eQi3pAwkIgMdULAGzV4uuQoQ_gceFN4E8ZvffzSaBG_/s1200/Casole%2007.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjhsu4o1BMADqDv0b-V_T7zF9NAMlhpnoLY2rF985SVq8oYerFr4mLTgESgigL0ADyVz4TfWO2rbIeV9xjUbkwfG7DFVBjKSQxgOTSB9bUrWVwKcA6It9Znno0SyoYyZvHHYvWoBVcKZOuM2eQi3pAwkIgMdULAGzV4uuQoQ_gceFN4E8ZvffzSaBG_/s16000/Casole%2007.jpg" alt="" title="Museo civico archeologico casole d'elsa"/></a></figure>



<p>La Testa Bargagli e una sala della sezione archeologica</p>



<p>La cosiddetta &#8220;<strong>testa Bargagli</strong>&#8220;, evidentemente realizzata avendo come modello le statue greche, testimonia l&#8217;intensa relazione commerciale e culturale che esisteva con la Magna Grecia e presuppone l&#8217;esistenza di un tempio di cui però finora non sono stati ritrovati dei resti.</p>



<p>Un altro esemplare rarissimo, dello stesso periodo, è un <strong>affibbiaglio in bronzo&nbsp;</strong>(un sistema di chiusura di una cintura) che raffigura una scena di pugilato, la più antica effige etrusca con una tale rappresentazione.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="la-sezione-storico-artistica">La sezione storico-artistica</h4>



<p>Il viaggio nel tempo di Casole d&#8217;Elsa continua nell&#8217;altra sezione del museo con opere d&#8217;arte del periodo compreso tra il &#8216;300 e il &#8216;600 di pittori allievi di Duccio da Boninsegna, tra le quali spicca una <strong>Madonna con bambino tra i santi protettori di Casole</strong>, San Donato e San Giuliano.</p>



<p>Sono presenti inoltre opere di due scultori, <strong>Gano di Fazio</strong> e <strong>Marco Romano</strong>, attivo in Lombardia, Veneto e Toscana tra la fine del &#8216;200 e gli inizi del &#8216;300. Di quest&#8217;ultimo è una testa in alabastro che ha rischiato di finire fuori dall&#8217;Italia se non fosse stato per l&#8217;acquisto del Comune di Casole, divenuta poi oggetto di studi di storici dell&#8217;arte per l&#8217;innovativo concetto della prospettiva.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8KMnfpnFbmiACO-P-dMCuvLzN2uD9kPec6gUG6eXcL-lGaWRCe2QZzT7iuhh0hR_TdIsDDVh-3BPWSjFLfVpP69JUMHlhSpKiZmyxltAp7YrIYjh7Bo6zTeKMhq353Tj0IiGs6El8A83GhgcpJd-mM5edX2_Bgy2ZMgidh6syKpf8tY_ubm-l9VNc/s2135/Casole%2017.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh8KMnfpnFbmiACO-P-dMCuvLzN2uD9kPec6gUG6eXcL-lGaWRCe2QZzT7iuhh0hR_TdIsDDVh-3BPWSjFLfVpP69JUMHlhSpKiZmyxltAp7YrIYjh7Bo6zTeKMhq353Tj0IiGs6El8A83GhgcpJd-mM5edX2_Bgy2ZMgidh6syKpf8tY_ubm-l9VNc/s16000/Casole%2017.jpg" alt="" title="museo civico archeologico Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Due intere sale sono dedicate rispettivamente ad&nbsp;<strong>Alessandro Casolani</strong> (il più importante senese tra la fine del &#8216;500 e il &#8216;600) e alla sua bottega familiare, e ad <strong>Augusto Bastianini</strong> (fine &#8216;800) professore dell&#8217;Accademia di Belle Arti.</p>



<p>Un consiglio? Merita visitarlo accompagnati da una guida. Noi abbiamo avuto il piacere di avere come Cicerone il responsabile della comunicazione del museo Linda Gabriele.</p>



<p>Per ulteriori informazioni vi rimando al sito <strong><a href="http://mycasole.it/museo-civico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mycasole</a></strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-collegiata">La Collegiata</h3>



<p>Accanto al museo civico e archeologico c&#8217;è il cuore della comunità casolese, la <strong>Collegiata di Santa Maria Assunta.</strong></p>



<p>Consacrata il 6 novembre del 1161, venne trasformata in un mausoleo nel XIV secolo dai signore di Casole d&#8217;Elsa che fecero assumere alla chiesa un aspetto gotico e vi portarono alcuni monumenti sepolcrali.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjF7SWOCV1YtrM9LyQng3UrU9eyUBgOaRhgEJCZbw67Wlg_wRTR1mmNUKfmWnRia0fRby36A4w9xC5kGkcSdvWXb375nswnLBixy8RxK1NXU7ktVNnze1n6mWnR3YWYIztG6YBPpEpz1u77ND5Db9_CqsOwJVu0o_GI3Kc6UkM_JD1yMzCVUcvQ9_w9/s1200/Casole%2008.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjF7SWOCV1YtrM9LyQng3UrU9eyUBgOaRhgEJCZbw67Wlg_wRTR1mmNUKfmWnRia0fRby36A4w9xC5kGkcSdvWXb375nswnLBixy8RxK1NXU7ktVNnze1n6mWnR3YWYIztG6YBPpEpz1u77ND5Db9_CqsOwJVu0o_GI3Kc6UkM_JD1yMzCVUcvQ9_w9/s16000/Casole%2008.jpg" alt="" title="Collegiata Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Nel corso della sua esistenza ha subito numerosi danneggiamenti e dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale è stato quasi interamente ricostruito il tetto in legno.</p>



<p>Al suo interno custodisce diverse opere di un certo rilievo. Solo per citarne alcune:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il</strong> <strong>cenotafio di Bernardino degli Albertini realizzato da Marco Romano</strong>, che ha la particolarità di rappresentare in piedi il defunto a grandezza naturale, con grande realismo.</li>



<li><strong>Il sepolcro del Vescovo Tommaso D&#8217;Andrea di Gano di Fazio</strong>.</li>



<li>Una pala in terracotta di Giovanni della Robbia.</li>



<li>L&#8217;annunciazione di Rutilio Manetti.</li>
</ul>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-rocca-senese">La Rocca senese</h3>



<p>In piazza Lucchetti si erge la Rocca Senese datata XIV secolo.&nbsp;</p>



<p>Centro civile del territorio (è la sede del municipio) ospita al pian terreno mostre temporanee a ingresso gratuito e per chi ha la fortuna come noi di poter salire fino alla torre, regala un <strong>panorama fantastico sul borgo e il paesaggio circostante</strong>!</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-t96MUKob1TYL8cyMjMZc0qSKyaicvMyGOMfIe7jrUTUaEKAS5IO_I03o9EumJe5v__mhL-wyWBVFIsTBvIvn1Dj-OTiIsPzpo1T9jk8usCjwxtiK1itHIpH4N3OOibItRWGErk-CGUJ-kRwO6E50EoYP_xB_KgPXWbxj2jKpJypueum-KGX4U3Zg/s1503/Casole%2004.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-t96MUKob1TYL8cyMjMZc0qSKyaicvMyGOMfIe7jrUTUaEKAS5IO_I03o9EumJe5v__mhL-wyWBVFIsTBvIvn1Dj-OTiIsPzpo1T9jk8usCjwxtiK1itHIpH4N3OOibItRWGErk-CGUJ-kRwO6E50EoYP_xB_KgPXWbxj2jKpJypueum-KGX4U3Zg/s16000/Casole%2004.jpg" alt="Panorama dalla Rocca Senese" title="panorama Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Uno scorcio del panorama a 360° dalla torre della Rocca</p>



<p>Al momento non è accessibile al pubblico ma tornerà ad esserlo presto tramite l&#8217;utilizzo dell&#8217;ascensore a vetro che porta fino al basamento della torre.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-chiesa-di-san-niccolo">La chiesa di San Niccolò</h3>



<p>Appena fuori del centro abitato, ma a soli 600 metri dalla Rocca senese, si trova la <strong>chiesa di San Niccolò</strong>.&nbsp;</p>



<p>La sua posizione &#8211; sopra una collinetta di fronte all&#8217;altura dove è adagiata Casole d&#8217;Elsa &#8211; è spettacolare e se non mi credete andateci al tramonto, quando la vista della vallata è ancora più bella.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjj8VB1N409tWTOWl-hWyzT9hTxis5HOmyXgpRm3uk_faeHI_abrke20IljBpyqFKgCLTqalC3dbKNE5Jq7ZEjU1bSZHf4yGgI5rN1SNat0fYBwyENHWFc4XYJ6vxtPyGT9iIN6ahPDLzEjGz-HaJ3Finis8Pcv4zEGVUESXIRBrHO-uCyRPxIEhhwI/s1200/Casole%2018.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjj8VB1N409tWTOWl-hWyzT9hTxis5HOmyXgpRm3uk_faeHI_abrke20IljBpyqFKgCLTqalC3dbKNE5Jq7ZEjU1bSZHf4yGgI5rN1SNat0fYBwyENHWFc4XYJ6vxtPyGT9iIN6ahPDLzEjGz-HaJ3Finis8Pcv4zEGVUESXIRBrHO-uCyRPxIEhhwI/s16000/Casole%2018.jpg" alt="" title="chiesa san niccolò Casole d'Elsa"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-DpifRluXTwz07PQec3IvAC4z7n_y_aqzols5Z8-Sy4dTPLmFKiK8pKBZ50qsTb4L-WhDaQx6eUhrWAp62Ng9vFzRgeGTKmbARIJckmmyAgaK5u8oMfHPWAWG2R6g1vSqzveRJFhnFBABRzbzHFY8P03Z71YHxGAu4ukYiQyI9aJgbStQ8UeUeVyt/s1200/Casole%2014.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-DpifRluXTwz07PQec3IvAC4z7n_y_aqzols5Z8-Sy4dTPLmFKiK8pKBZ50qsTb4L-WhDaQx6eUhrWAp62Ng9vFzRgeGTKmbARIJckmmyAgaK5u8oMfHPWAWG2R6g1vSqzveRJFhnFBABRzbzHFY8P03Z71YHxGAu4ukYiQyI9aJgbStQ8UeUeVyt/s16000/Casole%2014.jpg" alt="" title="Casole d'Elsa"/></a></figure>



<p>Le sue origini risalgono alla metà del XIV secolo quando <strong>qui venne ricostruita la cripta della Collegiata</strong> in seguito passaggio di questa allo stile gotico. Da allora è stata utilizzata come cappella cimiteriale.</p>



<p>La location è così affascinante che durante l&#8217;evento Casole Fiorita il maestro <strong>Marco Casati</strong> ha tenuto una lezione di Taiji Quan Chi Kung.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-tomba-etrusca-dellagresto">La tomba etrusca dell&#8217;Agresto</h3>



<p>A poche centinaia di metri dal poggio di San Niccolò, dopo aver camminato per 5 minuti tra i campi, si giunge alla <strong>Tomba etrusca dell&#8217;Agresto</strong>.&nbsp;</p>



<p>Noi lo abbiamo fatto insieme al presidente dell&#8217;associazione archeologica Valdelsa <strong>Marco Bezzini</strong> e dato che non ci sono recinzioni ma solo un cartello che indica la direzione in cui si trova la tomba, raccomandiamo a tutti coloro che si recheranno da soli di usare il massima rispetto e attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlxM6VxKJQu--FqggZxgUCjXcRzLpotmuELIPAYgSzYNP9tNGbJrQCLzBCNUPozoqixdvNCRSHZdd8Mmwvk4aKh2A32WjeF0py5OnNZpjMaUMQ8zTV5qqd9hzkt0DLjsyPmUgANwVzkbp4JDcBFb87jR6u4FCxSyJLFM4PKMEHgzONtdFzlHmbfgjE/s1820/Casole%2013.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlxM6VxKJQu--FqggZxgUCjXcRzLpotmuELIPAYgSzYNP9tNGbJrQCLzBCNUPozoqixdvNCRSHZdd8Mmwvk4aKh2A32WjeF0py5OnNZpjMaUMQ8zTV5qqd9hzkt0DLjsyPmUgANwVzkbp4JDcBFb87jR6u4FCxSyJLFM4PKMEHgzONtdFzlHmbfgjE/s16000/Casole%2013.jpg" alt="" title="Tomba etrusca agresto casole d'elsa"/></a></figure>



<p>Secondo i racconti dell&#8217;epoca la tomba venne scavata abusivamente e, ahimè, depredata velocemente di urne di travertino, vasi e chissà quanti altri reperti. Le tombe come questa contenevano circa 100-150 defunti ciascuno con un corredo funerario di 10-15 pezzi per cui potete immaginarvi quanti oggetti vi fossero all&#8217;interno&#8230; sicuramente un numero più che sufficiente per allestire un museo!</p>



<p>La tomba ha una doppia camera e possiede un impianto idraulico appena oltre l&#8217;ingresso che impediva all&#8217;acqua, data la pendenza, di allagare tutto. Sulla banchina venivano depositate le urne e le suppellettili che il defunto utilizzava quando era in vita.&nbsp;</p>



<p>Nel V secolo a.C., periodo a cui risale la tomba, <strong>Casole d&#8217;Elsa era in strettissimi rapporti con Volterra</strong> (una delle 12 città etrusche), utilizzava le sue monete e con essa tesseva principalmente relazioni commerciali.&nbsp;</p>



<p>Una relazione privilegiata che ha portato a Casole urne provenienti da fabbriche volterrane e altri oggetti&nbsp;frutto del commercio di Volterra nel Mediterraneo come le anfore di vetro fenicie.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="eventi-a-casole-delsa">Eventi a Casole d&#8217;Elsa</h2>



<p>Come ho scritto all&#8217;inizio, Casole d&#8217;Elsa ha una comunità molto viva e durante l&#8217;anno sono tanti gli eventi che la vedono protagonista.&nbsp;</p>



<p>Uno di questi è <strong>Casole Fiorita</strong> che per noi e per l&#8217;Associazione Italiana Travel Blogger ha rappresentato l&#8217;occasione giusta per andare alla scoperta della cittadina e del territorio casalese.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="casole-fiorita">Casole Fiorita</h3>



<p>Quale miglior evento di una <strong>mostra mercato dei fiori</strong> e di un<strong> mercatino dell&#8217;artigianato e dei prodotti tipici </strong>per fare la conoscenza del borgo degli artisti?</p>



<p>Casole Fiorita si svolge il terzo fine settimana di maggio con un programma fitto di attività, botteghe e negozi artigianali aperti, bancarelle e stand presenti nelle piazze. Un tripudio di colori e personaggi come si addice a un paese in festa.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjInTH3W2oX-0fdkrie8M077qUi96SfeFi0wZ5no1FlyDm0R3m4ddXhkdgj7n_CC_ZDLMF4XxG3QwoUuCxNkKP6D-rt0gYDxxdqKRTQeOxhrRq1daZPee6leMo4MxLm-5uAPnw6hMYwi5J-vxAZ9X2B3uLhfe2eH3km_mm6nunUboAVSUXJ00W6Yz_l/s1914/Casole%2010.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjInTH3W2oX-0fdkrie8M077qUi96SfeFi0wZ5no1FlyDm0R3m4ddXhkdgj7n_CC_ZDLMF4XxG3QwoUuCxNkKP6D-rt0gYDxxdqKRTQeOxhrRq1daZPee6leMo4MxLm-5uAPnw6hMYwi5J-vxAZ9X2B3uLhfe2eH3km_mm6nunUboAVSUXJ00W6Yz_l/s16000/Casole%2010.jpg" alt="" title="Casole Fiorita"/></a></figure>



<p></p>



<p>Nell&#8217;ultima edizione il cui tema era &#8220;Il senso dei fiori per le api&#8221; abbiamo fatto dei piacevoli incontri e assistito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>alla dimostrazione dell&#8217;artista <strong>Marianna Sauro</strong> dell&#8217;Eco-printing su stoffa, una tecnica che permette di creare dei disegni su tessuto in modo naturale stampando foglie e fiori. Marianna, che trovate su <strong><a href="https://www.facebook.com/animadifoglia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anima di foglia</a></strong>, collabora anche con la stilista Luciana Calamassi nella creazione di abiti davvero particolari.</li>



<li>Al laboratorio floreale creativo organizzato da <strong>Ornella </strong>di <strong><u><a href="https://www.facebook.com/weddingloveitaly.lab" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wedding Love Italy Lab</a></u></strong>.</li>



<li>Al laboratorio artistico per bambini della pittrice <strong>Anna Morandi</strong>.</li>
</ul>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi4DGYH5J0DBz1eTvVZq_F0n6Fyu5JC-riEv05DFKR6TdDIvK9Oope1innEbAHHIofU-tcYtRTS0R3XdG7mF1Ym-ZoqdCcu946QxrzTwYe0xmontnFiVnh9ob42pCbAYfYU3pwzyQ1FflKe2hpm8yAS_2RPA2unzas_8MT8BHAoZ_NYFRauD53lFjNg/s1200/Casole%2003.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi4DGYH5J0DBz1eTvVZq_F0n6Fyu5JC-riEv05DFKR6TdDIvK9Oope1innEbAHHIofU-tcYtRTS0R3XdG7mF1Ym-ZoqdCcu946QxrzTwYe0xmontnFiVnh9ob42pCbAYfYU3pwzyQ1FflKe2hpm8yAS_2RPA2unzas_8MT8BHAoZ_NYFRauD53lFjNg/s16000/Casole%2003.jpg" alt="Casole Fiorita" title="Casole Fiorita botteghe artigiane"/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="altri-eventi-a-casole-d-elsa">Altri eventi a Casole d&#8217;Elsa</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>Presepe Vivente di Casole d&#8217;Elsa</strong> è uno dei più famosi in Toscana e la sua fama varca i confini regionali. Noi ci siamo stati tanti anni fa e ne abbiamo parlato qui →&nbsp;<strong><a href="https://girovagate.com/2011/01/casole-delsa-nel-senese-il-presepe.html">Il presepe vivente più bello d&#8217;Italia</a></strong>.<br>Si tiene ogni due anni e incrociando le dita a dicembre dovrebbe svolgersi la prossima edizione!</li>



<li>Il <strong>Palio</strong> (2^ domenica di luglio) tra le 6 contrade di Casole.</li>



<li>La <strong>festa di Santa Maria Assunta </strong>(6 novembre, giorno della consacrazione).</li>



<li>La <strong>festa di San Donato</strong>, patrono delle terre di Casole (7 agosto).</li>
</ul>



<p></p>


<div class="gb-container gb-container-1833d16f">

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</div>


<p class="has-base-font-size"><strong>Nel prossimo articolo vi parlerò di Cosa fare a Casole d&#8217;Elsa (e dintorni!), di dove abbiamo mangiato e dove abbiamo dormito!</strong></p>



<p>Si ringrazia il Comune di Casole d&#8217;Elsa e in particolare l&#8217;assessore al turismo Daniela Mariani e il responsabile della comunicazione del Museo civico e archeologico della Collegiata Linda Gabriele per l&#8217;accoglienza e l&#8217;organizzazione dell&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione Italiana Travel Blogger.</p>



<p></p>
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		<title>Cosa vedere a Lucera, città d&#8217;arte di una Puglia da scoprire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Girovagate]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 09:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[idee per un weekend]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa vedere a Lucera, dalla cattedrale alla fortezza svevo-angioina alla cattedrale, dai musei ai palazzi nobiliari, in un itinerario a piedi in questa cittadina meno conosciuta di una Puglia tutta da scoprire]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgrQsuUCL6HeH1GcqXEWtUfvyn2iA5XQXa8W9nHxXaQHVc6uXYoAD6sbRlkbJUOt_EFYhRoAroc67IUenNTCYDnn22vADk2DTZ8KcAbK9qSp7jaQsnyaBhvbfH_gkzlc05HbbDgn_8W3s/s1600/Lucera.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhgrQsuUCL6HeH1GcqXEWtUfvyn2iA5XQXa8W9nHxXaQHVc6uXYoAD6sbRlkbJUOt_EFYhRoAroc67IUenNTCYDnn22vADk2DTZ8KcAbK9qSp7jaQsnyaBhvbfH_gkzlc05HbbDgn_8W3s/s640/Lucera.jpg" alt="lucera cosa vedere"/></a></figure>



<p></p>



<p>Il mito e la storia avvolgono in un caldo abbraccio la città di <strong>Lucera</strong>, strategica sentinella delle Puglie e crocevia di popoli da sempre. Come una gemma nascosta, l&#8217;<strong>antica città dei Dauni</strong> se ne sta un po&#8217; in disparte, al di fuori dei circuiti turistici più noti nonostante un&#8217;incontestabile bellezza e un fascino che riuscirebbe a rapire qualsiasi amante dell&#8217;architettura, della cultura e&#8230; della buona cucina! Ve ne parlo in questo primo post sul nostro incantevole weekend nell&#8217;area del <strong>Subappennino dauno</strong>.</p>



<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Alla scoperta di Lucera</h2><nav><ul><li class=""><a href="#lucera-capitale-della-cultura-della-puglia-2025-un-riconoscimento-che-era-nellaria">Lucera Capitale della Cultura della Puglia 2025</a></li><li class=""><a href="#cenni-storici">Cenni storici</a></li><li class=""><a href="#dove-dormire-a-lucera-noi-vi-consigliamo-il-b-b-foglie-dacanto">Dove dormire a Lucera? Noi vi consigliamo il B&amp;B Foglie d&#8217;acanto! </a></li><li class=""><a href="#cosa-vedere-a-lucera-i-luoghi-da-non-perdere">Cosa vedere a Lucera: i luoghi da non perdere</a><ul><li class=""><a href="#la-basilica-cattedrale-di-santa-maria-assunta">La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta</a></li><li class=""><a href="#la-fortezza-svevo-angioina">La Fortezza svevo-angioina</a><ul><li class=""><a href="#il-viale-dei-murales">Il Viale dei Murales</a></li><li class=""><a href="#la-cinta-muraria">La cinta muraria</a></li><li class=""><a href="#allinterno-delle-mura">All&#8217;interno delle mura</a></li></ul></li><li class=""><a href="#dove-dormire-a-lucera-noi-vi-consigliamo-il-b-b-foglie-dacanto-1">Il Museo Diocesiano</a></li><li class=""><a href="#il-museo-archeologico-fiorelli">Il museo archeologico Fiorelli</a></li><li class=""><a href="#l-anfiteatro-augusteo">L&#8217;Anfiteatro Augusteo</a></li><li class=""><a href="#la-basilica-santuario-san-francesco-fasani">La Basilica Santuario San Francesco Fasani</a></li><li class=""><a href="#la-biblioteca-comunale-e-la-pinacoteca-ex-convento-san-pasquale">La biblioteca comunale e la pinacoteca / ex Convento San Pasquale</a></li><li class=""><a href="#il-teatro-garibaldi">Il teatro Garibaldi</a></li><li class=""><a href="#il-convitto-nazionale-ruggero-bonghi">Il Convitto Nazionale &#8220;Ruggero Bonghi&#8221;</a></li><li class=""><a href="#il-circolo-unione">Il Circolo Unione</a></li><li class=""><a href="#il-vico-ciacianella-quando-uno-stretto-di-pietra-diventa-un-simbolo">Il Vico Ciacianella: uno stretto di pietra diventato un simbolo</a></li><li class=""><a href="#le-chiese-i-palazzi-nobiliari-e-gli-scorci-di-lucera">Le chiese, i palazzi nobiliari e gli scorci di Lucera</a></li></ul></li></ul></nav></div>



<h2 class="wp-block-heading" id="lucera-capitale-della-cultura-della-puglia-2025-un-riconoscimento-che-era-nellaria">Lucera Capitale della Cultura della Puglia 2025</h2>



<p>C&#8217;era da aspettarselo che prima o poi qualcuno se ne accorgesse. Lucera ha atteso con quella pazienza che appartiene alle persone carismatiche, che non hanno bisogno di gridare per farsi notare. Alla fine è arrivato il riconoscimento ufficiale: <strong>Capitale della Cultura della Puglia 2025</strong>, con il progetto &#8220;Crocevia di Popoli e Culture&#8221; che ha portato la città dei Dauni tra le dieci finaliste.</p>



<p>E&#8217; &#8216;stato un anno colmo di concerti, mostre, residenze artistiche, festival letterari affacciati sui cortili nobiliari &#8211; e ancora, ologrammi interattivi di Federico II e un Jazz &amp; Wine Festival tra le torri della Fortezza &#8211; in cui Lucera ha dimostrato che la cultura non è un ornamento del territorio ma la sua colonna vertebrale. L&#8217;obiettivo non era solo riempire un calendario, ma costruire un&#8217;eredità e fare in modo che il 2025 non fosse un fuoco d&#8217;artificio isolato ma l&#8217;inizio di qualcosa di strutturato e duraturo per i Monti Dauni e per tutta la Capitanata.</p>



<p>Se avete visitato Lucera prima di questo periodo, sappiate che la città che troverete oggi è ancora più consapevole del suo straordinario valore. Se invece ci state pensando: qui trovate tutti i punti d&#8217;interesse e le informazioni utili per organizzare al meglio un viaggio!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="cenni-storici">Cenni storici</h2>



<p>Monte Sacro, Belvedere e Monte Albano sono i tre colli su cui sorge Lucera. Una posizione sopraelevata e privilegiata sulla distesa piatta e infinita del Tavoliere, protetta oltretutto alle spalle dai monti della Daunia. </p>



<p>Ovvio che fin dalla nascita sia stata oggetto di contesa tra le tante etnie che hanno attraversato il territorio, dai Sanniti ai Romani che ad opera dei primi subirono una pesante sconfitta nella battaglia delle Forche Caudine (salvo poi, due anni più tardi nel 319 a.C., conquistare Lucera e mantenerla fino al VI secolo), dai Longobardi fino alla <em>deportazione in massa</em> dei musulmani di Sicilia ad opera di Federico II.</p>



<p><strong>Sanniti, Romani, Longobardi, Arabi, Bizantini</strong>&#8230; ognuno di questi ha lasciato la propria impronta, a partire dagli antichi Dauni (se non altro per aver dato il nome al territorio!), i primi ad insediarsi in Puglia e ad aver fondato Lucera, che secondo la leggenda accolse l&#8217;eroe greco <strong>Diomede</strong> che da Troia portò via il Palladio (il simulacro con il potere di proteggere un&#8217;intera città) e lo pose all&#8217;interno di un tempio costruito in onore della dea Atena.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="900" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-12.jpg" alt="" class="wp-image-6961" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-12.jpg 1200w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-12-300x225.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-12-1024x768.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-12-768x576.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-12-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">La piazza del Duomo</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Grazie al progetto &#8220;<strong>Thèke, la Daunia apre gli scrigni</strong>&#8221; io e Sara abbiamo potuto visitare i monumenti principali, le chiese, i palazzi gentilizi e altri tesori poco conosciuti di Lucera in un itinerario che ha abbracciato anche Troia e Pietramontecorvino facendoci scoprire alcune tradizioni ed eccellenze enogastronomiche della medievale &#8220;<strong>Capitanata</strong>&#8220;, il territorio che oggi corrisponde alla provincia di Foggia.</p>



<p>Iniziamo da Lucera!</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="dove-dormire-a-lucera-noi-vi-consigliamo-il-b-b-foglie-dacanto">Dove dormire a Lucera?&nbsp;Noi vi consigliamo il B&amp;B Foglie d&#8217;acanto!&nbsp;</h2>



<p>Raramente sono rimasto tanto entusiasta di un bed and breakfast! &nbsp;</p>



<p>Il <strong><u><a href="https://www.booking.com/hotel/it/le-foglie-di-acanto.html?aid=1240283&amp;no_rooms=1&amp;group_adults=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B&amp;B &#8220;Foglie di Acanto&#8221;</a></u></strong> si trova a un passo dalla Cattedrale, nella centralissima via Frattarolo, al n° 3, in un palazzo ottocentesco che al primo piano dispone delle sale comuni (la grande sala e le stanze annesse oltre al bellissimo giardino interno dove con la buona stagione viene servita la colazione) e al primo piano di 4 camere da letto, ognuna con bagno privato, per un totale di 9 posti letto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="793" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-Foglie-Acanto-1024x793.jpg" alt="" class="wp-image-6958" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-Foglie-Acanto-1024x793.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-Foglie-Acanto-300x232.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-Foglie-Acanto-768x595.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-Foglie-Acanto.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La nostra splendida camera!</figcaption></figure>



<p>Non mi dilungo nella descrizione perché è mia intenzione di parlare nel dettaglio di questo struttura carinissima, gestita da Antonio e la sua famiglia, persone davvero squisite, gentilissime e disponibili. Per il momento mi limito solo a postare una foto della nostra camera (superlativa!!!) e del cortile interno dove facevamo colazione a base di prodotti genuini, circondati dal verde&#8230; un sogno!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="788" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-08-1024x788.jpg" alt="" class="wp-image-6959" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-08-1024x788.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-08-300x231.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-08-768x591.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-08.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p class="has-background" style="background-color:#abd2d8">➞ <a href="https://www.booking.com/hotel/it/le-foglie-di-acanto.html?aid=1240283&amp;no_rooms=1&amp;group_adults=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca qui per prenotare al B&amp;B Foglie di Acanto</a>.&nbsp;</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading" id="cosa-vedere-a-lucera-i-luoghi-da-non-perdere">Cosa vedere a Lucera: i luoghi da non perdere</h2>



<p>Lucera è allo stesso tempo sia la <strong>base ideale per scoprire la Daunia</strong> sia la tappa principale e imprescindibile di un viaggio in questa parte della Puglia che si apre al Tavoliere e a paesaggi insospettabilmente verdi, orlati da boschi di querce e faggi, campi seminati a grano ma soprattutto vigneti che regalano vini a denominazione <strong>Daunia Igp</strong> come il Nero di Troia, l&#8217;Aglianico e il D.O.C. più celebre in queste zone. </p>



<p>Il “<strong>Cacc’e Mmitte</strong>” (&#8220;tira e metti&#8221; nel dialetto lucerino, con riferimento al modo di vinificare tradizionale cioè tira fuori dal palmento, il luogo dove avveniva la pigiatura dell&#8217;uva per produrre il mosto, e poi metti di nuovo l&#8217;uva nel palmento per ricominciare da capo) che abbiamo assaggiato alla <strong><u><a href="http://www.vinilamarchesa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cantina &#8220;La Marchesa&#8221;</a></u></strong>, un&#8217;azienda vinicola di cui vi parlerò nel post dedicato all&#8217;enograstronomia dauna.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="449" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-cantina-la-Marchesa.jpg" alt="" class="wp-image-6956" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-cantina-la-Marchesa.jpg 640w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-cantina-la-Marchesa-300x210.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">I vini della cantina &#8220;La Marchesa&#8221;</figcaption></figure>



<p>I maggiori punti di interesse della città &#8211; che trovate nella mappa qui sotto &#8211; sono tutti <strong>raggiungibili abbastanza comodamente a piedi</strong>, basti pensare che dal fulcro del centro storico (la Cattedrale di Santa Maria Assunta) all&#8217;Anfiteatro Augusteo che si trova appena fuori il centro abitato ci sono appena 1100 metri!</p>



<iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/d/embed?mid=1mVQcZ-qrPlt1PVVGmt4uVVTTwSyAPVKj&#038;ehbc=2E312F" width="100%" height="500"></iframe>



<p>Un punto di partenza quasi obbligato è la splendida <strong>piazza Duomo</strong>, punto nevralgico e luogo d&#8217;incontro, che vede affacciarsi il Palazzo Vescovile, il Palazzo Cavalli e la monumentale Cattedrale!</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-basilica-cattedrale-di-santa-maria-assunta">La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta</h3>



<p>Riconoscibilissima grazie al suo profilo asimmetrico, la Cattedrale o Duomo è uno dei simboli di Lucera insieme alla Fortezza svevo-angioina e all&#8217;Anfiteatro Augusteo. </p>



<p>La sua edificazione avvenne durante il dominio di Carlo II d&#8217;Angiò all&#8217;inizio del XIV secolo quando la presenza considerevole della colonia musulmana voluta da <strong>Federico II di Svevia</strong> circa 80 anni prima non era ritenuta più sopportabile dalla Roma dei Papi e dal crescente desiderio di ritorno alla cristianità: sulle rovine della moschea, in mezzo alla città, sul modello della chiesa di Saint-Maximin in Provenza venne eretto quello che viene considerato uno dei più grandi esempi di architettura gotico-angioina nell&#8217;Italia meridionale.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="788" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-01-1024x788.jpg" alt="" class="wp-image-6960" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-01-1024x788.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-01-300x231.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-01-768x591.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-01.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>La sua facciata come dicevo è particolarissima! </strong></p>



<p>A destra svetta il <strong>campanile cinquecentesco a base ottagonale che racchiude 9 campane di epoche e grandezze differente</strong> (purtroppo non accessibili al pubblico se non in occasioni eccezionali&#8230; chissà che bellezza il panorama da lassù!), a sinistra invece, più basso del frontone, si nota una torre dalla forma più piccola e stretta, quasi di ispirazione araba</p>



<p>I suoi reperti più importanti sono rappresentati da un pregevole organo recentemente restaurato, realizzato dal maestro Carlo Vegezzi Bossi nel 1899, dall&#8217;icona di Santa Maria patrona di Lucera, da un crocifisso in legno del &#8216;300 e dall&#8217;altare collocato nel presbiterio che in realtà era il banchetto in pietra sostenuto da 6 colonne, utilizzato come mensa da Federico II.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="788" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Basilica-Cattedrale-Santa-Maria-Assunta-Lucera-1024x788.jpg" alt="" class="wp-image-6962" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Basilica-Cattedrale-Santa-Maria-Assunta-Lucera-1024x788.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Basilica-Cattedrale-Santa-Maria-Assunta-Lucera-300x231.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Basilica-Cattedrale-Santa-Maria-Assunta-Lucera-768x591.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Basilica-Cattedrale-Santa-Maria-Assunta-Lucera.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikG1Jv313YloV4U9q0CGj_w-pibk2WhY13Rsli7jq5h46OzMReDJj9v59HG3VHHzqJ9FXwoX1cg8nb8CYW-JqDIzhZULoWb9KEOIH3lMPwHApvKyKy08I0fcGFCCBTZHuYvy-mA6R5l3o/s1600/Lucera+-+cattedrale+02.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikG1Jv313YloV4U9q0CGj_w-pibk2WhY13Rsli7jq5h46OzMReDJj9v59HG3VHHzqJ9FXwoX1cg8nb8CYW-JqDIzhZULoWb9KEOIH3lMPwHApvKyKy08I0fcGFCCBTZHuYvy-mA6R5l3o/s640/Lucera+-+cattedrale+02.jpg" alt="cattedrale lucera"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgM95DaAGQ1inL6nTl8uLpSX2l3AXnwYTCrvC0n3UGn9DNRPe3Fd4pG9uPI0mzbh-yHs5oqfOZMUQ3u2cidkHvuHumxW2-lu9dsLVd1b89_Kr4OE4TzJHmJJ9xGjVjTS0KAbx1Ptih67M4/s1600/Lucera+-+cattedrale+04.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgM95DaAGQ1inL6nTl8uLpSX2l3AXnwYTCrvC0n3UGn9DNRPe3Fd4pG9uPI0mzbh-yHs5oqfOZMUQ3u2cidkHvuHumxW2-lu9dsLVd1b89_Kr4OE4TzJHmJJ9xGjVjTS0KAbx1Ptih67M4/s640/Lucera+-+cattedrale+04.jpg" alt="cattedrale lucera"/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-fortezza-svevo-angioina">La Fortezza svevo-angioina</h3>



<p>La visuale migliore della Fortezza svevo-angioina &#8211; chiamata erroneamente castello perché era a tutti gli effetti una cittadella militare &#8211; si ha forse uscendo da Lucera sulla strada per Pietramontecorvino (SP5). Ai piedi del colle Albano la muraglia è ancora più imponente e non lascia presagire che al suo interno, purtroppo, non sia rimasto granché della costruzione possente voluta dall&#8217;imperatore Federico II nel 1233.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#abd2d8">➞ <strong><a href="https://girovagate.com/2018/07/in-visita-a-castel-del-monte-patrimonio-unesco-e-meraviglia-della-puglia.html" data-type="link" data-id="https://girovagate.com/2018/07/in-visita-a-castel-del-monte-patrimonio-unesco-e-meraviglia-della-puglia.html">In visita a Castel del Monte, patrimonio Unesco</a></strong>.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="752" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1024x752.jpg" alt="" class="wp-image-6963" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1024x752.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-300x220.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-768x564.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>L&#8217;ingresso si trova dalla parte opposta, sull&#8217;unico lato che presenta un fossato e non cade a strapiombo, a un chilometro esatto (a piedi) dalla Cattedrale. </p>



<h4 class="wp-block-heading" id="il-viale-dei-murales">Il Viale dei Murales</h4>



<p>Il tratto del percorso dalla Villa Comunale verso la Fortezza regala un altro panorama davvero notevole e una serie di murales lungo il parapetto che separa la strada pedonale dal dirupo: grazie a una bella iniziativa di qualche anno fa, in questo &#8220;<strong>viale dei murales</strong>&#8221; si susseguono uno dopo l&#8217;altro numerose opere che raffigurano soggetti diversi.</p>



<p>Da Massimo Troisi a scorci di Lucera fino al mio preferito in assoluto, un omaggio al grande Bud Spencer nei panni del &#8220;<strong>Soldato di Ventura</strong>&#8220;, film del regista Pasquale Festa Campanile da lui interpretato nel 1976, che ebbe tra le principali location proprio la Fortezza.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="949" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Viale-murales-Lucera-1024x949.jpg" alt="" class="wp-image-6970" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Viale-murales-Lucera-1024x949.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Viale-murales-Lucera-300x278.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Viale-murales-Lucera-768x712.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Viale-murales-Lucera.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading" id="la-cinta-muraria">La cinta muraria</h4>



<p>La Fortezza venne costruita sul sito dove anticamente sorgeva l&#8217;acropoli romana, le cui origini risalgono al IV secolo avanti Cristo. Qui Federico II fece erigere una vera cittadella militare! </p>



<p>Solo successivamente, nel 1289, <strong>Carlo II d&#8217;Angiò</strong> fece costruire una cinta muraria lunga 900 metri, tra le più grandi in Europa, intervallata da numerose torri, solo in parte sopravvissute all&#8217;incuria e all&#8217;usura del tempo; tra queste la Torre della Regina è quella che regala il colpo d&#8217;occhio migliore, con lo sguardo che dall&#8217;alto raggiunge anche il Gargano nelle giornate più terse.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="allinterno-delle-mura">All&#8217;interno delle mura</h4>



<p>Dentro le mura si trovano attualmente i resti di una cisterna e tracce di epoca neolitica e romana, oltre alle rovine degli accampamenti militari fatti costruire da Carlo II d&#8217;Angiò per accogliere i Provenzali suoi corregionali nell&#8217;operazione di &#8220;cristianizzazione&#8221; accennata poc&#8217;anzi, in risposta al trasferimento in massa di quasi un secolo prima di 20.000 Saraceni dalla Sicilia ad opera di Federico II dopo la scomunica di Papa Gregorio IX.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiX3td4D4mKuSHVQWDPo1XNJP-uQoxnSjBDDMqBBslMg2eiQhiRqdYf8vlocEuJJzFh-d08nL03BXWpu0j8ck_TEYaiDTxjV0CNF2lhATQsPhu-eTbJRPATUkfBOUQnGApzt3aqU5jxEPA/s1600/Lucera+-+fortezza+sveva-angioina+04.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiX3td4D4mKuSHVQWDPo1XNJP-uQoxnSjBDDMqBBslMg2eiQhiRqdYf8vlocEuJJzFh-d08nL03BXWpu0j8ck_TEYaiDTxjV0CNF2lhATQsPhu-eTbJRPATUkfBOUQnGApzt3aqU5jxEPA/s640/Lucera+-+fortezza+sveva-angioina+04.jpg" alt="fortezza svevo angioina Lucera"/></a></figure>



<p></p>



<p>Le cronache del tempo di Federico II parlano di una popolazione costituita in quegli anni in larga maggioranza da Saraceni tanto che la lingua principalmente usata anche in materia pubblica era l&#8217;arabo&#8230; Fu così che con la sconfitta degli Svevi e l&#8217;avvento degli Angioini alcuni edifici come il <strong>Palatium Federiciano</strong> furono praticamente smantellati per ottenere materiale per costruire chiese e altri palazzi.</p>



<p>Potete vedere come fosse in origine la Fortezza ed il massiccio Palatium disposto su tre livelli, severo esternamente quanto lussuoso nelle sue numerose sale, in una ricostruzione in 3D proiettata all&#8217;interno di una delle torri.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="818" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1-1024x818.jpg" alt="" class="wp-image-6964" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1-1024x818.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1-300x240.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1-768x614.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Fortezza-svevo-angioina-Lucera-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p>Tra i muretti che emergono nell&#8217;ampia area protetta dalle mura, dove adesso a farla da padrona è l&#8217;erba, si trovano anche i ruderi di una chiesetta francescana collegata al convento di Lucera tramite un passaggio sotterraneo, ahimè percorribile solo dai monaci!&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="dove-dormire-a-lucera-noi-vi-consigliamo-il-b-b-foglie-dacanto-1">Il Museo Diocesiano</h3>



<p>Da un bellissimo cortile a forma di ferro di cavallo che comunica con piazza del Duomo si accede al settecentesco <strong>Palazzo Vescovile</strong>, sede del <strong>Museo Diocesiano</strong>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="844" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Vescovile-Lucera-1024x844.jpg" alt="" class="wp-image-6965" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Vescovile-Lucera-1024x844.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Vescovile-Lucera-300x247.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Vescovile-Lucera-768x633.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Vescovile-Lucera.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il Palazzo Vescovile</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Solo da poco meno di vent&#8217;anni è stato aperto il museo che ospita la <strong>Pinacoteca dei Vescovi</strong> e tanti preziosi reperti e manufatti risalenti a periodi storici diversi, tra cui il mantello di lana di san Francesco Antonio Fasani (vissuto tra la fine del XVII secolo e la metà di quello successivo), figlio prediletto di Lucera a cui è stato dedicato un santuario (di cui vi parlerò dopo), e un originale armadio-cappella.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8LD_A7Bwibdm41SisIays1ZkuvhxIQVOJAQHi8ZvkWBkE33B-qVojguvkDIbv94GsPNH2zvXPZT3aGS_nS5kFa3fkiFz3MFkf6xBuKRKJQt6d_8srUS9niwzO2t5oCc4M5dsXSkAGux0/s1600/Lucera+-+museo+diocesiano+02.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj8LD_A7Bwibdm41SisIays1ZkuvhxIQVOJAQHi8ZvkWBkE33B-qVojguvkDIbv94GsPNH2zvXPZT3aGS_nS5kFa3fkiFz3MFkf6xBuKRKJQt6d_8srUS9niwzO2t5oCc4M5dsXSkAGux0/s640/Lucera+-+museo+diocesiano+02.jpg" alt="museo diocesiano lucera"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiw4PrBIqpgcyEnJnncQgzAlD0vZ28_9gFw-rh7B9IAIwX1G4BgPD4GcZ1erSP9O3RIj5wp_4hdKLgHoLlk0fILy6-tuOnwbhdX3GOzTacaK61S0LnY2wdAfDD_C-UfRQ24tYasIiVy_ww/s1600/Lucera+-+museo+diocesiano+01.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiw4PrBIqpgcyEnJnncQgzAlD0vZ28_9gFw-rh7B9IAIwX1G4BgPD4GcZ1erSP9O3RIj5wp_4hdKLgHoLlk0fILy6-tuOnwbhdX3GOzTacaK61S0LnY2wdAfDD_C-UfRQ24tYasIiVy_ww/s640/Lucera+-+museo+diocesiano+01.jpg" alt="museo diocesiano lucera"/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-museo-archeologico-fiorelli">Il museo archeologico Fiorelli</h3>



<p>All&#8217;archeologo dell&#8217;Ottocento <strong>Giuseppe Fiorelli</strong>, originario di Lucera, è intitolato il MAU, <strong>Museo di Archeologia Urbana</strong>, un luogo assolutamente da visitare durante un soggiorno a Lucera. A 200 metri dalla Cattedrale, in pieno centro storico, si trova il <strong>Palazzo de Nicastri-Cavalli</strong> che dagli anni &#8217;20, per le volontà testamentarie del sindaco Giuseppe Cavalli, custodisce reperti del Comune che spaziano temporalmente dal Neolitico al Medioevo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjGFlmOlJZ-E8mA1F7AOqvluXY2bOLKU_w_ce0vYtIs6FrAy5CsBtQ6o0Hk8T8gHB2qMtw-h8tZg67lxnxbZKm8Y0cjtVuQSn79puO0tCdlTlerBhZSR6EYxnFmuEOuDnQF77XyJSP3uZI/s1600/Lucera+-+museo+Fiorelli.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjGFlmOlJZ-E8mA1F7AOqvluXY2bOLKU_w_ce0vYtIs6FrAy5CsBtQ6o0Hk8T8gHB2qMtw-h8tZg67lxnxbZKm8Y0cjtVuQSn79puO0tCdlTlerBhZSR6EYxnFmuEOuDnQF77XyJSP3uZI/s640/Lucera+-+museo+Fiorelli.jpg" alt="museo fiorelli Lucera"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Salotto-Cavalli-Lucera-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-6966" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Salotto-Cavalli-Lucera-1024x768.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Salotto-Cavalli-Lucera-300x225.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Salotto-Cavalli-Lucera-768x576.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Salotto-Cavalli-Lucera-400x300.jpg 400w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Salotto-Cavalli-Lucera.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il salotto Cavalli</figcaption></figure>



<p>Il museo è stato riaperto parzialmente nel 2009 e completamente nel 2012 dopo un lungo periodo di ristrutturazione in seguito ai danni del terremoto del 2002 e nel nuovo percorso espositivo è possibile ammirare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>un incredibile <strong>mosaico pavimentale di età romana</strong> del I secolo di quasi 50 metri quadrati con scene di ambientazione marina e motivi geometrici, riportato alla luce nel 1899 in piazza Nocelli.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-archeologico-Fiorelli-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-6967" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-archeologico-Fiorelli-1024x576.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-archeologico-Fiorelli-300x169.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-archeologico-Fiorelli-768x432.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-archeologico-Fiorelli.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li>La Venere lucerina, nota anche come Venere pudica o Afrodite spirituale, probabilmente una copia locale della Venere di Milo risalente al I secolo.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMvNcfTpgYCT8yqdxg-w6mHpskoNTTPGrRztRTPZJBZL3JuAwmZz7Ws9je2AQ64SZi2BzG4nHbj1hLS3jqabFwqkq9wk5n8kzZwxuuLB2vmr8xuf7LTPjwcxXPmA9denlU6qIVas1_yMY/s1600/Lucera+-+museo+Fiorelli+Venere+lucerina.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhMvNcfTpgYCT8yqdxg-w6mHpskoNTTPGrRztRTPZJBZL3JuAwmZz7Ws9je2AQ64SZi2BzG4nHbj1hLS3jqabFwqkq9wk5n8kzZwxuuLB2vmr8xuf7LTPjwcxXPmA9denlU6qIVas1_yMY/s640/Lucera+-+museo+Fiorelli+Venere+lucerina.jpg" alt="museo fiorelli Lucera"/></a></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un frammento del busto della statua di Proserpina della metà del II secolo a.C.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhsf2BGvhmEf9OdjL1mOuv1Ggf6b4t0SSP3viRXhzK38bon4BS3OVlE6zxvVvM92ZrhiD2E5jwlsgafGNtAVA8TAmlzW6JJeezqGwjSM5FSvXMRsKaLL9SD6JdvYUj2d2mmjAwus18pX4Y/s1600/Lucera+-+museo+Fiorelli+Proserpina.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhsf2BGvhmEf9OdjL1mOuv1Ggf6b4t0SSP3viRXhzK38bon4BS3OVlE6zxvVvM92ZrhiD2E5jwlsgafGNtAVA8TAmlzW6JJeezqGwjSM5FSvXMRsKaLL9SD6JdvYUj2d2mmjAwus18pX4Y/s640/Lucera+-+museo+Fiorelli+Proserpina.jpg" alt="museo fiorelli Lucera"/></a></figure>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<ul class="wp-block-list">
<li>La collezione di statue ritrovate nell&#8217;area dove presumibilmente doveva esserci il tempio di Minerva.</li>



<li>Un&#8217;ampia sezione numismatica con centinaia di monete.</li>



<li>La sezione con strumenti musicali dedicata alla banda &#8220;Silvio Mancini&#8221;&nbsp;</li>
</ul>



<p></p>



<p>Alcune delle sue splendide sale contengono l&#8217;arredo originale della famiglia De Nicastri e rappresentano esempio di come fossero le dimore signorili a Lucera nel Settecento. In una di queste, il salotto Cavalli, abbiamo assistito a un concerto di musica classica organizzato nell&#8217;ambito di #thèkedaunia2018.</p>



<figure class="gb-block-image gb-block-image-b10c00f2"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="368" class="gb-image gb-image-b10c00f2" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-Fiorelli-salotto-Cavalli-2.jpg" alt="" title="Lucera - museo Fiorelli salotto Cavalli 2" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-Fiorelli-salotto-Cavalli-2.jpg 640w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-museo-Fiorelli-salotto-Cavalli-2-300x173.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" />
<figcaption class="gb-headline gb-headline-799a70b6 gb-headline-text">Antonia Palumbieri (13 anni, un prodigio!) esegue un brano di Nicola Piovani &#8220;La vita è bella&#8221; alla chitarra classica</figcaption>
</figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="l-anfiteatro-augusteo">L&#8217;Anfiteatro Augusteo</h3>



<p>L&#8217;<strong>anfiteatro romano dell&#8217;epoca dell&#8217;imperatore Augusto</strong> (I secolo) che poteva ospitare fino a 18.000 persone è tra i più antichi e importanti dell&#8217;Italia meridionale e venne fatto costruire dal magistrato Marco Vecilio Campo come emblema di Lucera colonia di Roma.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvRBJWGw3lRkrHxdnw1f-CXJb6mxMKJEOdjS19kkCKPbs6MExYmdtjvfdKtWEmxD3aHZp2C0oLE4ZwegbTXCdbgNKKYnw44Nq1d6tnkdZOBGZE3UmMgcEo8ezJr_vIf_4w2r2xjoaYfMU/s1600/Lucera+-+anfiteatro+romano+02.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvRBJWGw3lRkrHxdnw1f-CXJb6mxMKJEOdjS19kkCKPbs6MExYmdtjvfdKtWEmxD3aHZp2C0oLE4ZwegbTXCdbgNKKYnw44Nq1d6tnkdZOBGZE3UmMgcEo8ezJr_vIf_4w2r2xjoaYfMU/s640/Lucera+-+anfiteatro+romano+02.jpg" alt="anfiteatro romano Lucera"/></a></figure>



<p></p>



<p>Come molti altri monumenti della città ha sulle spalle un passato travagliato: distrutto nel VII secolo e poi dimenticato per lungo tempo, fu disotterrato nel 1930 e ricostruito dopo la seconda guerra mondiale con materiale proveniente dalle lapidi&#8230; rimane comunque intatto il fascino di questo sito archeologico circondato da pini e recante due portali perfettamente conservati che guardano rispettivamente a est e a ovest.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJeSLNHKCKjWi-Q0lzCswRLFdBIyEkz8tNxEer0VXNEHTx12vYb7jwWpTpwMoBNIx8m3fZeG0w5V349C98pHom3ImZb8wGF9KGXm-_mxc1dCTcgTRrsq0U2OgsZJoyXOjxQ1o2zlUl2NQ/s1600/Lucera+-+anfiteatro+romano+01.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJeSLNHKCKjWi-Q0lzCswRLFdBIyEkz8tNxEer0VXNEHTx12vYb7jwWpTpwMoBNIx8m3fZeG0w5V349C98pHom3ImZb8wGF9KGXm-_mxc1dCTcgTRrsq0U2OgsZJoyXOjxQ1o2zlUl2NQ/s640/Lucera+-+anfiteatro+romano+01.jpg" alt="anfiteatro romano Lucera"/></a></figure>



<p></p>



<p>Dove un tempo combattevano i gladiatori oggi si svolgono concerti e spettacoli teatrali.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-basilica-santuario-san-francesco-fasani">La Basilica Santuario San Francesco Fasani</h3>



<p>La chiesa di San Francesco d&#8217;Assisi che dal 2001 prende il nome di <strong>Santuario diocesano di San Francesco Antonio Fasani</strong> è meta ogni anno di migliaia di fedeli che venerano il corpo del &#8220;Padre Maestro&#8221; San Francesco Antonio Fasani, vissuto qui tra il 1707 e il 1742.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrWBs0fckbheRJNpAYFRaaNskZsyV07WN6pfJVyHTVkY4gy-lXX7K4w8PyniX4vfi-_JGu2W6kX6eZUukkkN5cBcEwVvfqBC5F_VCxutifGG1q26ISOscnPj4Ghq7G683-O6srOOq3RSs/s1600/Lucera+-+santuario+San+Francesco+Antonio+Fasani.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrWBs0fckbheRJNpAYFRaaNskZsyV07WN6pfJVyHTVkY4gy-lXX7K4w8PyniX4vfi-_JGu2W6kX6eZUukkkN5cBcEwVvfqBC5F_VCxutifGG1q26ISOscnPj4Ghq7G683-O6srOOq3RSs/s640/Lucera+-+santuario+San+Francesco+Antonio+Fasani.jpg" alt="santuario antonio fasani lucera"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEigqX94IXF0yuNM5VksvuQIvsg560ztfP2zLDm9JeKXgGBfHxAal-js9voTjqLpPccLXwy4Ldpdqtv8nJu61ma672-UW3Lsp6XwUYv_Jim7ye8CpFPGos7zojZG_P6J1fKPn6IbyGMr55E/s1600/Lucera+-+santuario+San+Francesco+Antonio+Fasani.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEigqX94IXF0yuNM5VksvuQIvsg560ztfP2zLDm9JeKXgGBfHxAal-js9voTjqLpPccLXwy4Ldpdqtv8nJu61ma672-UW3Lsp6XwUYv_Jim7ye8CpFPGos7zojZG_P6J1fKPn6IbyGMr55E/s640/Lucera+-+santuario+San+Francesco+Antonio+Fasani.jpg" alt="lucera cosa vedere"/></a></figure>



<p></p>



<p>Durante la sopra citata operazione di cristianizzazione di Lucera nel XIX secolo vennero costruite moltissime chiese tra cui questa, esattamente tra il 1300 e 1301, in stile gotico, a una navata.</p>



<p>Tra le tante ricorrenze la più sentita è probabilmente la festa del 29 novembre, anniversario della morte del santo, con la processione per le vie di Lucera che passa davanti alla sua casa natale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="la-biblioteca-comunale-e-la-pinacoteca-ex-convento-san-pasquale">La biblioteca comunale e la pinacoteca / ex Convento San Pasquale</h3>



<p>Nelle sale dell&#8217;<strong>ex Convento San Pasquale</strong> (nella Villa comunale sul Colle Belvedere, piazza San Giovanni Vinci) costruito nel 1407 e centro di studi di Teologia sotto i frati Riformati fino al 1863, si trova il centro culturale polivalente di Lucera &#8220;Ruggero Bonghi&#8221; con la biblioteca e la pinacoteca comunali.<br>La <strong>biblioteca </strong>è una delle più fornite e importanti della regione e dispone di 100.000 volumi e una ricca sezione di testi giuridici; venne fondata nel 1831 e dal 1904 si trova nella sede attuale, al primo piano dell&#8217;edificio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5xhKcqlC22HKPmggNCv6agWBdQrhtl95LYLSXLZOimZ3WRCYZzwq2AuyNqMSUs8rkeai93jUrM3jR5JPOgiCXZLFlr0QZbmBaCllVDMWXmHbJnhZEBaRklC8b-Zbk_12aCt_rSOHc4FU/s1600/Lucera+-+biblioteca+comunale.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi5xhKcqlC22HKPmggNCv6agWBdQrhtl95LYLSXLZOimZ3WRCYZzwq2AuyNqMSUs8rkeai93jUrM3jR5JPOgiCXZLFlr0QZbmBaCllVDMWXmHbJnhZEBaRklC8b-Zbk_12aCt_rSOHc4FU/s640/Lucera+-+biblioteca+comunale.jpg" alt="villa colle belvedere lucera"/></a></figure>



<p></p>



<p>Sempre al primo piano si trova la <strong>Pinacoteca</strong>, a ingresso gratuito, dotata di tre sale: la prima ospita le opere di tre artisti lucerini (Giuseppe Ar, il fotografo e pittore Emanuele Cavalli e il caricaturista e vignettista Umberto Onorato), le altre due alcune collezioni dei secoli XVIII e XIX di pittori della Scuola di Posillipo tra cui Giacinto Gigante e Filippo Palizzi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNQpbg5KtrmfZ9oBB_sXbUfyoWBaaT96quZVMoIT_7XUDtMNmVjX4ZSmy2Ozes_Azdmm2PE7LRcpupxHIycCSqJZizSHKgbZVDlH2A5ND_MYRnfHzNwPDu3nJvVEBkj7u88oK71Vspy7k/s1600/Lucera+-+pinacoteca+04.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNQpbg5KtrmfZ9oBB_sXbUfyoWBaaT96quZVMoIT_7XUDtMNmVjX4ZSmy2Ozes_Azdmm2PE7LRcpupxHIycCSqJZizSHKgbZVDlH2A5ND_MYRnfHzNwPDu3nJvVEBkj7u88oK71Vspy7k/s640/Lucera+-+pinacoteca+04.jpg" alt="pinacoteca lucera"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="640" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-pinacoteca-03.jpg" alt="" class="wp-image-6972" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-pinacoteca-03.jpg 480w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-pinacoteca-03-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Massimo Dapporto in una caricatura di Umberto Onorato</figcaption></figure>



<p>Al piano terra è possibile visitare la Sala affrescata delle Cinquecentine, antico refettorio del convento, e vedere i libri più antichi della biblioteca, una trentina di incunaboli (libri stampati con la tecnica dei caratteri mobili) di età compresa tra 1472 e il 1500! Tra questi il primo volume della Bibbia in lingua volgare e due edizioni veneziane di alcune opere del Boccaccio.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEit5-YqVuZo-DSnFhvoj4rUx3fca2vfqUxu0fSn5JEvAS2fyL8Kb46bmlu9Sc4NJxpOcrd-AFVub3JxY7k0TFmyDeEzxTqMTzG62gQrFqb5vZgsFZdHa7FSCArHVUM0jhYNQJ_jJC3TB2Y/s1600/Lucera+-+ex+convento+01.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEit5-YqVuZo-DSnFhvoj4rUx3fca2vfqUxu0fSn5JEvAS2fyL8Kb46bmlu9Sc4NJxpOcrd-AFVub3JxY7k0TFmyDeEzxTqMTzG62gQrFqb5vZgsFZdHa7FSCArHVUM0jhYNQJ_jJC3TB2Y/s640/Lucera+-+ex+convento+01.jpg" alt="sala cinquecentine lucera"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTtPIR8KJe3Uh3OHJuYmaR0YaWo0eH3nHzDopRb-c4K4zN0gmK-sIoVl8r00ikhKM6FovmKWNLxvj1n8c67sEBZfJJ55O3oJ2EhT7xpysANkoJGCn5VMCaR7k8DN5wbBHs2hLJSJP20yE/s1600/Lucera+-+ex+convento.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjTtPIR8KJe3Uh3OHJuYmaR0YaWo0eH3nHzDopRb-c4K4zN0gmK-sIoVl8r00ikhKM6FovmKWNLxvj1n8c67sEBZfJJ55O3oJ2EhT7xpysANkoJGCn5VMCaR7k8DN5wbBHs2hLJSJP20yE/s640/Lucera+-+ex+convento.jpg" alt="sala cinquecentine lucera"/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-teatro-garibaldi">Il teatro Garibaldi</h3>



<p>Il nostro benvenuto a Lucera è stato al <strong>teatro civico Garibald</strong>i, un piccolo gioiello collocato all&#8217;interno del Palazzo Mozzagrugno costruito nel 1837 e inizialmente intitolato a Maria Teresa Isabella di Borbone ed inaugurato con un opera di Donizetti nel 1838. Il nome del teatro cambiò nel 1860 in seguito a un atto di ribellione nei confronti dei Borbone al grido &#8220;W Garibaldi!&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="794" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/teatro-Garibaldi-Lucera-1024x794.jpg" alt="" class="wp-image-6968" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/teatro-Garibaldi-Lucera-1024x794.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/teatro-Garibaldi-Lucera-300x233.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/teatro-Garibaldi-Lucera-768x596.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/teatro-Garibaldi-Lucera.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>



<p><strong>Nel 1903 venne restaurato e ampliato dallo stesso architetto del Teatro Petruzzelli di Bari</strong>, per questo motivo le analogie, come quelle relative ai dipinti e agli elementi decorativi, sono evidenti. </p>



<p>Dopo l&#8217;occupazione dei tedeschi e l&#8217;oblio in cui cadde nel secondo dopoguerra il teatro si risollevò negli anni &#8217;70 grazie a un progetto di recupero. Oggi il teatro Garibaldi conta 2 ordini di palchi e una capienza di 200 posti.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-convitto-nazionale-ruggero-bonghi">Il Convitto Nazionale &#8220;Ruggero Bonghi&#8221;</h3>



<p>Il <strong>Convitto nazionale Bonghi</strong> in via IV Novembre 38 è un pezzo di storia di Lucera e se siete curiosi di vederlo al suo interno potete contattare direttamente la segreteria dell&#8217;istituto superiore di istruzione IPSSAR-IPSEOA (Istituto professionale statale per i servizi alberghieri e la ristorazione) per concordare una visita guidata.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9pbRaPgf9o3AhLcKRjN5MsPxc5EiSTM-iFVP1VY1wfYZYKm86HwgphlyIdvtZvkJd57XOgWD9ZGo0-706WCIXc04WjQ7R4WFMDy5t0uLgWlaLaJ6bxg5bA04PU_yA3s3EQqAiZEBgodk/s1600/Lucera+-+convitto+nazionale+ingresso.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9pbRaPgf9o3AhLcKRjN5MsPxc5EiSTM-iFVP1VY1wfYZYKm86HwgphlyIdvtZvkJd57XOgWD9ZGo0-706WCIXc04WjQ7R4WFMDy5t0uLgWlaLaJ6bxg5bA04PU_yA3s3EQqAiZEBgodk/s640/Lucera+-+convitto+nazionale+ingresso.jpg" alt="convitto nazionale lucera"/></a></figure>



<p></p>



<p>L&#8217;edificio che lo ospita è un ex convento del Quattrocento fatto erigere da Giovanni Pipino, il collegio nacque nel 1807 per decreto regio e nel 1854 divenne università, trasformandosi poi in ginnasio nel 1854 e infine in scuola alberghiera. </p>



<p>Di particolare interesse sono il <strong>refettorio dei Celestini</strong> che attualmente è adibito a mensa e soprattutto la magnifica<strong> cappella di San Bartolomeo</strong> &#8211; ricostruita dopo la distruzione nel 1725 dell&#8217;originale del XIV secolo &#8211; che conserva alcune tele dei pittori Solimena e de Mura del XVII secolo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7RNtNVTJx6Weg7UAS1JO-x732m-6gHtSvs91jW_QqHECwBY8h16dT3R0OJoC3OShye4Z0mW0H5dmApC48yI8hdMcZXcix4HVzXZrEZ15UbnvRu_Vtg_IkjRmNCzZQyMgYaOw3jtPb7TA/s1600/Lucera+-+convitto+nazionale+cappella+San+Bartolomeo+01.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg7RNtNVTJx6Weg7UAS1JO-x732m-6gHtSvs91jW_QqHECwBY8h16dT3R0OJoC3OShye4Z0mW0H5dmApC48yI8hdMcZXcix4HVzXZrEZ15UbnvRu_Vtg_IkjRmNCzZQyMgYaOw3jtPb7TA/s640/Lucera+-+convitto+nazionale+cappella+San+Bartolomeo+01.jpg" alt=""/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyiAaCCEvhO5oQGW2R4-mCSVO4d60eT52Q6Ni2xA0SerytfnbzgkQ4taGJExkJ2TUSE0n43F0zS3k2WF2v67lvHeG_y_3UlbJtriDg6e5yXFdvxZ1AqRM6AbHNSj83dubYOyR0J_56Mk4/s1600/Lucera+-+convitto+nazionale+cappella+San+Bartolomeo+02.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjyiAaCCEvhO5oQGW2R4-mCSVO4d60eT52Q6Ni2xA0SerytfnbzgkQ4taGJExkJ2TUSE0n43F0zS3k2WF2v67lvHeG_y_3UlbJtriDg6e5yXFdvxZ1AqRM6AbHNSj83dubYOyR0J_56Mk4/s640/Lucera+-+convitto+nazionale+cappella+San+Bartolomeo+02.jpg" alt=""/></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-circolo-unione">Il Circolo Unione</h3>



<p>I circoli sono una delle realtà vive e attive di Lucera ed entrarci dentro in punta di piedi, osservando i soci chiacchierare a un tavolino o giocare a biliardo, è un po&#8217; come fare un salto indietro nel tempo agli inizi del secolo scorso.<br>Il&nbsp;<strong>Circolo Unione &#8220;Vittorio Emanuele II&#8221;</strong>&nbsp;nacque nel 1860 e nel 1874 si trasferì nella sede attuale, al piano terra del Palazzo Vescovile, con l&#8217;ingresso su piazza Duomo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="480" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-circolo-unione.jpg" alt="" class="wp-image-6973" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-circolo-unione.jpg 640w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-circolo-unione-300x225.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-circolo-unione-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">La sala più bella del circolo Unione</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-vico-ciacianella-quando-uno-stretto-di-pietra-diventa-un-simbolo">Il Vico Ciacianella: uno stretto di pietra diventato un simbolo</h3>



<p>Il <strong>Vico Ciacianella</strong> è stato per anni quello che si può definire a ragion &#8220;uno dei segreti meglio custoditi della città&#8221; Si trova a pochi passi dalla Cattedrale, si imbocca e si percorre solitamente di profilo&#8230;  La larghezza nel punto più stretto è infatti di circa<strong> 45 centimetri</strong> (non l&#8217;ho misurato ma c&#8217;è chi sostiene che sia anche meno) ma non pensate che sia un vicolo decorativo: è una vera <strong>strada del centro storico medievale</strong>, usata per secoli, alla quale i lucerini si sono affezionati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="680" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Vico-Ciacianella.jpeg" alt="Vico Ciacianella Lucera cosa vedere" class="wp-image-8630" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Vico-Ciacianella.jpeg 1000w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Vico-Ciacianella-300x204.jpeg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Vico-Ciacianella-768x522.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p></p>



<p>Il nome viene dal soprannome di una donna che abitava qui vicino, &#8220;Ciacianella&#8221;, e in dialetto lucerino la stradina si chiama <em>&#8216;a strètte de Ciacianèlle</em>,  un diminutivo al plurale che le dona una certa tenerezza. </p>



<p>Le leggende sull&#8217;origine sono due: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la più romantica vuole che fosse un <strong>passaggio segreto</strong> per fuggire dai nemici durante gli assedi; </li>



<li>la più plausibile e prosaica racconta di due proprietari confinanti che, costruendo i loro palazzi spingendosi il più avanti possibile sulla strada, hanno finito per ridurla a questa sottilissima fessura. Un conflitto di confini risolto dalla storia nel modo più pittoresco immaginabile.</li>
</ul>



<p></p>



<p>Cercatelo, passateci attraverso di traverso, e se volete, fotografatevi.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="le-chiese-i-palazzi-nobiliari-e-gli-scorci-di-lucera">Le chiese, i palazzi nobiliari e gli scorci di Lucera</h3>



<p>Come ho detto agli amici di <strong>Radio Latte &amp; Miele</strong> durante la trasmissione &#8220;Piazza Grande&#8221; condotta da Vicky Mangone:</p>



<p><em>Lucera rappresenta quella Puglia inaspettata capace di sorprenderti ad ogni passo lungo le vie acciottolate del centro storico, in cui la prima sera riesci anche a perderti perché alla luce fioca dei lampioni le viuzze ti sembrano tutte uguali ma che poi il giorno dopo, illuminate dal sole, impari subito a riconoscere. Quelle stradine in cui ogni tanto ti devi accostare ai margini per lasciar passare le auto ma dove spesso vieni travolto dal profumo del pane che esce dai forni e ti soffermi a guardare le porte, le finestre, i terrazzi, i bassorilievi dei palazzi nobiliari e gli splendidi cortili delle dimore gentilizie.&nbsp;</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="480" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-03.jpg" alt="" class="wp-image-6974" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-03.jpg 640w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-03-300x225.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-03-400x300.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">La chiesa della Madonna del Carmine</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="859" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-1-1024x859.jpg" alt="" class="wp-image-6969" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-1-1024x859.jpg 1024w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-1-300x252.jpg 300w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-1-768x644.jpg 768w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="401" src="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-2.jpg" alt="" class="wp-image-6975" srcset="https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-2.jpg 640w, https://girovagate.com/wp-content/uploads/2018/06/Lucera-2-300x188.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Si dice che a ogni angolo di Lucera si trovi una chiesa!</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyC-sqhn-h5aOMJ3c_b60gtsoRON7hJbbZAgwJqW13U1ce1I67NfWn7IuLerooGARFbHtQ739x5FWN1R9UlHVSsPTxu2qP8-HIwIlj3jKSOP7kH4nTlaAZFkwFriK_PKhfxA8rZgRhfQc/s1600/Lucera+04.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhyC-sqhn-h5aOMJ3c_b60gtsoRON7hJbbZAgwJqW13U1ce1I67NfWn7IuLerooGARFbHtQ739x5FWN1R9UlHVSsPTxu2qP8-HIwIlj3jKSOP7kH4nTlaAZFkwFriK_PKhfxA8rZgRhfQc/s640/Lucera+04.jpg" alt="lucera cosa vedere"/></a></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cZWDluWFcpRmtQyNJxl_3Xb-UQmPPrAhZimISSiQEO1skc3SsftuEv4Phyphenhyphenal4jb3VkUYrDbqDxCRNEghC7Za_DjB7hA0K4q5bsJMUrZxmM-g-I23KfodP70F5znfELkqe5jg16MktrQ/s1600/Lucera+05.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi1cZWDluWFcpRmtQyNJxl_3Xb-UQmPPrAhZimISSiQEO1skc3SsftuEv4Phyphenhyphenal4jb3VkUYrDbqDxCRNEghC7Za_DjB7hA0K4q5bsJMUrZxmM-g-I23KfodP70F5znfELkqe5jg16MktrQ/s640/Lucera+05.jpg" alt="lucera cosa vedere"/></a></figure>



<p></p>



<p>E&#8217; questa la Lucera che più di tutte mi ha sorpreso e conquistato, al di là della bellezza della Cattedrale e degli altri suoi monumenti.&nbsp;</p>



<p>E poi la gente, semplice, cordiale, accogliente, sorridente. In Puglia ti senti come a casa tua. Per questo la saluto sempre con un po&#8217; di malinconia e ci torno sempre con piacere.</p>



<p><em>Un ringraziamento speciale a &#8220;Thèke, la Daunia apre gli scrigni&#8221; che ha reso possibile questa visita.</em></p>



<p>viaggiatori solitari.</p>



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<p class="has-medium-font-size"><strong>Altri articoli sulla Puglia meno conosciuta:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.girovagate.com/2016/01/visitare-centro-storico-manfredonia-chiese-ceramica-cartapesta.html">In visita al centro storico di <strong>Manfredonia</strong> tra chiese, ceramiche e cartapesta</a>.</li>



<li><a href="https://www.girovagate.com/2015/11/weekend-a-manfredonia-cosa-vedere.html"><strong>Un weekend a Manfredonia</strong>: cosa fare?</a></li>



<li><a href="https://www.girovagate.com/2015/11/escursioni-nel-gargano-cavallo-e-in.html">Escursioni nel Gargano: a cavallo e in bici verso l&#8217;<strong>abbazia di Pulsano</strong></a>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://girovagate.com/2018/06/cosa-vedere-a-lucera-citta-darte-di-una-puglia-da-scoprire.html/feed</wfw:commentRss>
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