IL COMPRENSORIO DELLA PAGANELLA
Per i quattro gatti che non lo sapessero, il Comprensorio si trova nel Trentino occidentale, tra il Veneto ed il Parco naturale Adamello-Brenta. Ne fanno parte i comuni di Andalo, Molveno, Spormaggiore, Fai della Paganella e Cavedago che abbracciano un territorio vario per conformazione – dalle Dolomiti del Brenta patrimonio dell’Unesco al Parco Faunistico di Spormaggiore fino alle acque limpide del lago di Molveno – e da sempre ospitale. L’offerta turistica coinvolge 130 tra alberghi, garnì e residence e più di 1300 altre strutture (B&B, appartamenti in affitto, agriturismi, affittacamere e campeggi) la maggior parte di questi a gestione familiare.
FOTO SUL LAGO DI MOLVENO
Al di là del gioco poter andare sulla riva del lago di Molveno al mattino del sabato, semi deserto e illuminato dalla luce del mattino, mi/ci ha consentito di ammirare dei bellissimi scorci.
Molveno, oltre a essere uno dei borghi insigniti dal Touring Club Italiano della Bandiera Arancione può fregiarsi anche delle Cinque Vele, il massimo punteggio assegnato dalla Guida Blu di Legambiente (un riconoscimento di cui possono vantarsi solamente altre 5 località lacustri in Italia; in Trentino quello di Molveno è l’unico lago!).
E’ sufficiente il solo cangiar colore delle sue acque dal celeste al verde smeraldo per poi passare all’azzurro ed al blu, a rendere questo lago una piccola meraviglia! Nonostante la temperatura non sia delle più calde (ma chi è abituato ad andare al mare in Croazia, ad esempio, non avrà difficoltà a farci il bagno) il lago di Molveno è assolutamente balneabile e se per un attimo ci scordiamo di stare in Trentino, guardando i pedalò, la torretta di soccorso del bagnino e la spiaggia di sassolini bianchi, si ha l’impressione di trovarsi a ben altre latitudini.
Passeggiando sul pratone verde, dove a ogni passo c’è una nuova immagine da immortalare, scopro anche che dietro la spiaggia si trova la segheria veneziana Taialacqua che un tempo produceva con una ruota idraulica la tavole “molvene” di cui ho sentito parlare da mio padre, falegname di vecchio corso.
E così abbiamo appurato che il lago di Molveno è uno dei più belli ed il più grande d’Italia tra quelli naturali oltre gli 800 metri di altezza. Ma….
COS’ALTRO SI PUO’ FARE AL COMPRENSORIO DELLA PAGANELLA?
Una domanda tanto banale quanto necessaria di una risposta articolata. In due parole si potrebbe liquidare la questione con un conciso ma veritiero “di tutto!”.
Tralasciando le attività invernali (che spero tanto di poter testare, grazie all’aiuto di chi sta leggendo il post in questo momento… alla conclusione, se ci arriverai come spero, il significato di questa parentesi sarà chiaro) in primavera ed estate, stagioni che vedono la presenza di oltre la metà dei turisti della Paganella, si ha letteralmente l’imbarazzo della scelta. E’ possibile infatti:
- fare passeggiate rilassanti sui sentieri di montagna o sul lungolago.
- Praticare trekking di difficoltà adatte ad ogni pubblico seguendo i numerosi itinerari panoramici che segnano il parco naturale Adamello-Brenta.
- Avventurarsi sugli stessi percorsi con la mountain-bike.
- Dedicarsi all’arrampicata su pareti di roccia naturale di ben 25 metri.
- Buttarsi a capofitto sulle piste di down-hill e free-ride.
- Praticare Nordic Walking.
- Concedersi una gita in barca sul lago.
- Fare sport d’acqua come la canoa, il windsurf o la vela, questi ultimi grazie all’Ora, il vento del Garda.
- Sempre grazie all’Ora… lanciarsi col parapendio!!!!
- Vedere da vicino gli animali del Parco Faunistico di Spormaggiore.
- Partecipare alle visite agli orti e alle stalle durante le quali i contadini mostrano il loro lavoro e offrono degustazioni di prodotti tipici.
- Passeggiare a cavallo al centro di equitazione.
- Rilassarsi al centro AcquaIN.
- Nuotare nelle acque del lago (o della piscina ludica) e crogiolarsi al sole sul pratone d’erba,
- Divertirsi nei campetti da beach volley, tennis, basket, calcio e calcetto che sono collocati all’interno dei 10 ettari di prato inglese che si frappongono tra le sponde del lago ed il paese.
E sicuramente c’è ancora dell’altro che mi sto dimenticando!
Alcune di queste attività abbiamo potuto toccarle con mano e nei prossimi giorni ne parlerò più approfonditamente. Per il momento mi limito, per non tediarvi troppo, a mostrare qualche fotografia di quello che abbiamo fatto nel weekend di #paganelladaurlo e a raccontarlo brevemente (premetto che la sintesi non è mai stata una mia qualità…).
Sabato mattina, dopo la “Caccia alla fotografia” ci siamo diretti al Rifugio Pradel, collegato con Molveno da una bigavia (per capire l’etimologia del nome, basta dare un’occhiata alle immagini) che in pochi minuti conduce a quota 1367 metri partendo dagli 823 metri di Molveno.
SENTIERI DA URLO SCAVATI NELLE DOLOMITI
Da qui, accompagnati dalla guida Alpina Claudio Kerschbaumer, in un’ora di facile trekking lungo un suggestivo sentiero che in alcuni tratti è scavato sulla roccia, arriviamo al rifugio Croz dell’Altissimo, a 1480 metri sul livello del mare. Cosa dire di questo percorso! Semplicemente spettacolare! Si cammina in totale sicurezza (ma occhio a non sottovalutare mai un camminamento di montagna) su un crinale che regala visuali da urlo!
IL RIFUGLIO CROZ DELL’ALTISSIMO
Arrivati al rifugio ci attende secondo programma un “pranzo frugale”.
Frugale? Secondo me questo termine non esiste proprio nel vocabolario trentino… Attesi alla stregua delle comitive e dei ben più allenati alpinisti che si fermano qua per riposarsi e rifocillarsi prima di riprendere la loro faticosa marcia, siamo travolti da piatti di polenta, gnocchi di patate con funghi e formaggio di malga (che delizia, mamma mia!!!), funghi porcini, speck, carne di stufato ed altre squisitezze.
Fingiamo di non pensare al nostro comune chiodo fisso, stampato in mente fin dallo squillo della sveglia (o da qualche settimana?) mentre facciamo fuori tutto quel ben di Dio e parliamo a raffica per riempire lo stallo tra un boccone e l’altro. Il tempo scorre inesorabile ed è già l’ora di lasciare il rifugio, fare il percorso al contrario e prendere la seggiovia biposto che porta alla Malga Tovre (1452 metri).
Un cartello indica che non abbiamo sbagliato strada. Purtroppo o per fortuna lo scopriremo dopo.
-3, 2, 1…. VOLOOOOO!!!
Eccoci al momento tanto aspettato/temuto da settimane. Siamo in 14 e tutti tranne Chris non hanno mai provato l’emozione del lancio in tandem. Stranamente non sono per niente agitato. Non sono un temerario né un amante degli sport estremi, ma le parole di chi ha già provato questa esperienza sono rassicuranti e nemmeno per un secondo penso di stare per fare una pazzia.
Arrivano i nostri istruttori… Alessandra scende, anzi, sale per prima! Il vento si è alzato ed il parapendio viene trascinato in alto. Si sentono delle urla! Ma sono solo grida di gioia (“Che meravigliaaaaaaaa!“).
E’ il turno di Sara. Fotografie e filmati si sprecano. Anche lei è piuttosto calma. Che gli scenari della Paganella siano terapeutici contro l’ansia?
Infine tocca a me. Il mio istruttore ha 23 anni, più di metà dei quali trascorsi su un parapendio ed a gareggiare. Non in competizioni amatoriali (ammesso che ce ne siano) ma di livello nazionale e mondiale. Attendiamo l’attimo giusto e…. via!
Il resto (con le immagini scattate sul parapendio dalla telecamera GoPro e dalla mia fotocamera) lo leggerete, se vorrete, in un post dedicato al lancio!
Anticipo solo che è stata una delle esperienza più emozionanti che abbia mai provato! BELLISSIMO!!!! In pochi secondi il timore svanisce e la sensazione che si prova non saprei paragonarla ad altro se non a uno spettacolo in 3D visto in prima fila, seduto comodamente in poltrona! Mai avrei creduto di rilassarmi in aria, fluttuando dolcemente in mezzo alle nuvole e alle montagne.
ADRENALINA IN CIRCOLO
Finisce qui #paganelladaurlo? Ma neanche per sogno! Il gruppo riunito nella zona di atterraggio si divide tra coloro che scelgono di seguire un corso di cucina per carpire i consigli dello chef che ci preparerà la cena della sera e una piccola comitiva di ignari impavidi che viene trasportata al Paganella Bike Park in località Sentel.
Qualcosa di diversamente adrenalinico, che richiede però un minimo di preparazione atletica, passione per questo sport e di sana incoscienza (posso dirlo? Tutte qualità di cui al momento sono sprovvisto, sebbene comprenda quanto possa essere stimolante per chi lo pratica).
In quattro scendono a tutta velocità sul percorso definito più facile, con quattro curve a gomito una dietro l’altra nei primissimi metri ed un bosco (quindi pieno di… alberi!) che compare all’orizzonte. In quattro sono partiti ed in quattro arrivano al traguardo, stanchi morti ma soddisfatti. Complimenti a loro!
Nel frattempo, terminato il corso di cucina, Sara viene irresistibilmente attirata dall’AcquaIN, il Centro Pubblico Piscine & Benessere ed Estetica di Andalo. Un’esperienza breve che però lei stessa definisce magnificamente rilassante! Peccato non aver potuto fare qualche foto all’interno.
UN APERITIVO? ALL’HOTEL ARISTON DI MOLVENO
Ed eccoci alla cena, anzi, all’aperitivo nel pieno centro di Molveno di fronte alla chiesa. La terrazza panoramica dell’hotel Ariston è davvero un bel posto dove gustare un bicchiere di Bellini o di Campari, scambiare due chiacchiere e godersi la visuale del lago che si staglia sullo sfondo.
AL RISTORANTE EL FILO’ DI MOLVENO
Sono le 20:30, ci aspetta la cena al ristorante El Filò, a qualche centinaio di metri di distanza. Anche questo mi sento assolutamente di consigliarlo: in primo luogo la location è estremamente carina. Oddio, da fuori non l’avrei detto… si entra in quella che appare come una galleria e si scendono le scale. L’ambiente che si presenta ai nostri occhi è quello tipicamente rustico degli chalet di montagna. Ogni piccola casetta corrisponde ad una sala. Dopo un abbondante antipasto di mare con gamberoni e un delizioso pesce di lago, il salmerino, arriva il mio preferito: mezzelune ripiene di patate, porcini e radicchio. Dopo un buon secondo di carne conclude la serata un semifreddo alla sperula su chantilly al rhum.
BALLA COI LUPI. E CON GLI ORSI
La domenica si conclude purtroppo la nostra permanenza alla Paganella andando a visitare il Parco Faunistico di Spormaggiore ed il castello di Belfort. Da sempre amo gli animali, soprattutto osservarli dal vivo, quindi non vedo l’ora di vedere com’è quest’area di 7000 metri quadrati nota come il parco dell’orso. Per adesso metto da parte le mie impressioni e lascio nuovamente spazio alle fotografie.
Solo qualche nota: il parco è suddiviso in aeree isolate da reti metalliche, mura e recinti ed è abitato da tre orsi (l’orsa Bel, tuttora viva e vegeta e con 47 anni l’orso bruno in cattività più vecchio d’Europa, fu la prima a popolare il parco insieme al compagno Fort), tre lupi (tre gemelle per la precisione, Sissi, Luna e Vanessa), gufi reali, gatti selvatici, pony, pavoni e conigli e capre di varie specie.
COME DENTRO UN FILM: IL CASTEL BELFORT
A poche centinaia di metri, laddove i visitatori possono lasciare l’auto per dirigersi verso il parco, si trova il Castel Belfort. Inconfondibile, non avrete difficoltà a trovarlo sulla strada che collega Spormaggiore a Cavedago. Nonostante sia quasi completamente diroccato, possiede un fascino particolare che va oltre la sua veneranda età (risale al 1311).
SUL MIELE ED I RIMEDI DELLA NONNA…
Un rapido giro all’interno del castello e passiamo all’apicoltura Belfort, proprio lì a fianco. Fuori dal negozio, dove potrete assaggiare le varie tipologie di miele (mela e tarassaco il mio preferito) e melate (dolcissima quella dei fiori di bosco) e acquistare tutti i prodotti che volete, ci sono gli alveari e l’apicoltore e proprietario ci spiega le differenze tra le api carniche, italiane ed austriache prendendole letteralmente per le ali dopo averle stordite con un po’ di fumo.
SAPORI TRENTINI
Prima dei saluti un’ultimo pranzo, al Filo d’Erba di Fai di Paganella, un agriturismo che prepara piatti tipici della tradizione trentina. Quale miglior modo per accrescere il magone dei commensali, già proiettati alla settimana lavorativa ed al solito tran tran?…
Adesso avete capito come mai l’hashtag coniato dall’Azienda per il Turismo Dolomiti Paganella è #paganelladaurlo?
Detto in tutta franchezza, non ci dispiacerebbe tornare alla Paganella il prossimo inverno per rivedere il lago e fare una ciaspolata… Se volete darci una mano per realizzare questo nostro desiderio lasciate un commento qui sotto oppure cliccate “Mi piace” sulla pagina Facebook dell’APT Dolomiti Paganella. Grazieeeee!
INFORMAZIONI UTILI
Hotel Du Lac
via nazionale 4, Molveno (TN)
tel.0461.586965, mail: info@hoteldulac.it
www.hoteldulac.it
Ristorante La Dispensa
www.ristoranteladispensa.it
Il Parapendio in tandem biposto è stato possibile grazie agli istruttori di
www.iflytandem.it
Rifugio Croz dell’Altissimo
Valle delle seghe, Molveno
www.rifugiocrozaltissimo.it
Paganella Bike Park
località Santel, Fai Della Paganella (TN)
info@paganellabikepark.com
www.paganellabikepark.com
Hotel Ariston
via Lungolago 3, Molveno
www.aristonmolveno.it
tel.0461.586907
Ristorante El Filò
piazza Scuole, Molveno (TN)
www.ristorantelfilo.it
tel.0461.586151
Parco Faunistico Spormaggiore
www.parcofaunistico.tn.it
info@parcofaunistico.tn.it
tel.0461.653622
Apicoltura Castel Belfort
località Castel Belfort 2
www.apicolturacastelbelfort.it
Agriturismo Filo d’Erba
via delle Late, Fai di Paganella (TN)
www.agriturilfiloderba.it
mail: info@agriturilfiloderba.it
tel.335.7788048








































Claudia, il parapendio era un desiderio che avevo da tempo ma rimandavo rimandavo… se non fosse stato per la Paganella chissà ancora per quanto! Esperienza da fare assolutamente! La paura scompare appena dopo il lancio 🙂
non ci posso credereeeeee!!!! Hai fatto il salto con il parapendio!!!!
Coraggiosissimo Alessandro, deve essere stata un'esperienza unica, come tutto il tour a cui avete partecipato. Bello, bello ed ancora bello tutto!
ce l'hai fatta ad arrivare alla fine! 🙂
tantissima voglia di tornare subito…. e di volare di nuovo!
Non hai dimenticato nulla ale… Che voglia di tornare subito in Paganella…
alla prossima avventura Andrea! (Rafting? 😀 )
ciao! che bellissima esperienza! è stato un piacere conoscervi! alla prossima avventura! :))
ma grandissima te Ale! Con le tue urla hai dato coraggio a tutti :)))
Grandissimi Ale e Sara!!! Che voglia di ritornar lassù!!
grazie Amina!!!!
Sì, il parapendio è stato fantastico, laciliegina sulla torta di un weekend con i fiocchi
Alessandro, hai reso perfettamente l'idea della bellezza del vostro weekend in Trentino. Se nella versione invernale di #paganelladaurlo che ho seguito su twitter il life motive è stato lo spettacolo dell'Alba, in questa vostra versione di sicuro lo è stato il parapendio. Quanta adrenalina! Bellissimo il tuo racconto, complimenti.