
Il racconto di un indimenticabile Whale Safari in Norvegia, ad Andenes, nelle isole Vesterålen!
Come prepararsi a un’escursione in mare aperto? Cosa aspettarsi da questa esperienza? Quando è meglio farla? Ne vale la pena?
Tutte le informazioni necessarie sull’avvistamento delle balene nell’Artico.
Puoi leggere fino all’ultima riga del materiale che hai scovato sul web, esagerare con il training autogeno (che per inciso personalmente non è mai riuscito a gestire il benché minimo accenno di stress o ansia 😅) o semplicemente immaginarti come potrebbe essere. Ma per certe esperienze non servirà a niente prepararti prima. Per tentare di comprenderle anche solo in minima parte esiste solo un modo, ovvio, drastico, risolutivo: viverle!
Cosa troverete in questo articolo
Whale Safari ad Andenes
Tra le tanti emozionanti attività del mio viaggio in Norvegia alle isole Lofoten e Vesterålen, due avevano acceso la mia curiosità più di altre. La “caccia all’Aurora Boreale” e il Whale Safari. Entrambe unite da un sottile filo immaginario, riassumibile con un’espressione a metà tra il rassegnato e il fatalista “se vorrà il cielo!”.
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Due esperienze uniche, da fare una volta nella vita, ma delle quali non si può avere la certezza che si verifichino. Forse…
Perché è la natura che comanda. Non basta premere il tasto on o fare calcoli. Puoi andare fin lassù, oltre il Circolo Polare Artico, nell’estremità più settentrionale dell’isola più a nord dell’arcipelago delle Vesterålen e salire a bordo sulla barca della compagnia n°1 per il Whale Watching.
Puoi fare tutto questo senza avere nessuna garanzia di fare un solo avvistamento. Forse…
Il “forse” è fondamentale. In realtà le cose non stanno esattamente in questi termini. O meglio, in teoria quel che ho scritto è tutto corretto ed è perfettamente calzante se parliamo della caccia alle Northern Lights. Per l’avvistamento delle balene il discorso è leggermente diverso.


Perché fare un Whale Safari ad Andenes?
La risposta è semplicissima. Perché qui si trova Hvalsafari Andenes, definito dal Whale and Dolphin Conservation Society (WDCS) – l’ente che si occupa della conservazione e del benessere mondiale di balene, delfini e focene – il più grande e miglior operatore al mondo nel settore Whale Watching dell’Artico.

Oltre 30 anni di studi, ricerca ed esperienza diretta sul campo, mezzi tecnici come l’idrofono o il sonar utilizzato per la ricerca dei cetacei, permettono allo Hvalsafari Andenes di raggiungere una percentuale di successo nell’avvistamento dei giganti del mare che oscilla tra il 95% e 99%. Il fattore umano influisce notevolmente sulla buona riuscita di una gita, senza alcun dubbio.
Però unitamente a questi elementi dobbiamo considerarne altri due, fondamentali:
- la ricchezza della fauna ittica del Mar di Norvegia in una zona, quella a nord-ovest di Andenes, che abbonda di nutrimento per i capodogli.
- La particolare conformazione geologica di quest’area dell’Artico. Ad appena 8 miglia nautiche di distanza dalla costa norvegese è presente il bordo della piattaforma continentale. Oltre questa soglia la profondità scende improvvisamente ed è proprio qui che risiedono stabilmente alcuni gruppi di capodogli maschi Tutto molto chiaro e semplice. Un mix perfetto che rende unica Andenes (quel punto all’estremità settentrionale dell’isola più a nord dell’arcipelago delle Vesterålen, ricordate?) e uniche le escursioni che vengono organizzate durante tutto l’anno.

Whale Exhibition
Prima dell’escursione avrete la possibilità di visitare il museo e ascoltare le spiegazioni (in italiano!) sul centro di ricerca e i cetacei che potreste vedere dall’imbarcazione.
Qui verrete a conoscenza del lavoro di ricerca sulle balene e apprenderete come distinguere una specie dall’altra oltre a nozioni sulla biologia, sull’ecosistema e sulla posizione geografica di Andenes, sull’isola di Andøya dell’arcipelago delle Vesterålen.
La visita guidata al museo dei cetacei è inclusa nel biglietto del Safari ed ha la durata di 45’/1h. All’interno si trova uno scheletro autentico di capodoglio.
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Quando fare il Whale Safari
Come ho appena scritto sopra, le escursioni vengono effettuate tutto l’anno grazie alle grandi imbarcazioni che possono spingersi in mare aperto. Ovviamente se le condizioni del mare e del tempo lo consentono in tutta sicurezza.

Anche in inverno? Certamente! Da novembre a marzo la frequenza delle uscite diminuisce ma, condizioni metereologiche permettendo, le probabilità degli avvistamenti come ho scritto sopra sfiora il 100%.
“Il 99% non è sinonimo di certezza, tantomeno il 95%”. Potrebbe obiettare qualcuno. E’ vero, però nel malaugurato caso che non vi imbattiate nella pinna di una degli agognati e mastodontici cetacei, potrete partecipare a una nuova gita o, nel caso non ne abbiate la possibilità, vi verrà rimborsato il prezzo del biglietto.

Io ho fatto parte della stragrande maggioranza di coloro che hanno osservato da vicino quelli che sopra ho definito i giganti del mare. La nostra spedizione ha avvistato ben 4 megattere e 6 capodogli!

La prima balena che ho visto in mare aperto è tra i ricordi marchiati a fuoco nella mia memoria. Non vi dico che emozione!!! In un paio di occasioni la pinna caudale del capodoglio (si chiama così) si trovava a non più di 20 metri di distanza!

Tenete presente che stiamo parlando di animali dalle dimensioni pazzesche! Il capodoglio maschio arriva fino a 16 metri di lunghezza e 40/42 tonnellate di peso (il “piccolo” appena nato misura 4 metri per 600 Kg!), l’orca maschio raggiunge i 9 metri e le 6 tonnellate, le megattere i 16/17 metri e le 40 tonnellate!
Senza parlare della balenottera comune, il secondo animale più grande al mondo, che può superare le 70 tonnellate e avere una lunghezza massima di 25 metri.
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Ancora più incredibile è stato l’incontro con ben due capodogli che nuotavano in coppia. Un evento che raramente capita di osservare.
Come ci ha spiegato la guida italiana, alla stregua di ogni cetaceo il capodoglio emerge in superficie per respirare e prima di tornare nuovamente in profondità esegue un movimento caratteristico che il personale riesce facilmente a decifrare. In quei frangenti occorre essere pronti con la macchina fotografica e mitragliare scatti a più non posso! Se siete fortunati riuscirete ad immortalare un momento che rimarrà indelebile non solo nella vostra memoria ma anche in quella della vostra fotocamera!
Whale Safari in gommone
All’escursione con la barca di grandi dimensioni, da gennaio a ottobre (soprattutto in primavera ed estate) a seconda delle condizioni del mare, si affianca quella con il gommone, per un massimo di 12 persone a bordo.
Le imbarcazioni sono delle RIB (Rigid Inflatable Boat = barche gonfiabili rigide) oceaniche, come quelle che si usano per i salvataggi in mare e nelle spedizioni scientifiche. Sono veloci e raccomandate per chi teme il mal di mare.
L’esperienza ha la durata di 2/3 ore e viene fornita la muta termica e il giubbotto di salvataggio, ovviamente da indossare obbligatoriamente.
Quanto costa un Whale Safari?
Per un adulto si parte da 1550 corone norvegesi (circa 130 €). Può sembrare molto ma parliamo di un’esperienza veramente unica, che si fa una volta nella vita.
Consigli per il Whale Safari
Il mal di mare
La durata dell’escursione varia dalle 2 alle 4 ore e, specialmente se il mare è un po’ agitato, potreste soffrire di mal di mare anche se in passato non avete mai avuto alcun problema al riguardo… Il consiglio quindi è di prendere le pasticche a base di zenzero che vi fornisce il centro e di seguire le istruzioni che vi darà il personale in barca.
La diversa lunghezza dipende dalla posizione dei cetacei rispetto alla costa e talvolta la ricerca si può estendere fino a un massimo di 6 ore, ma solitamente accade una volta a stagione.

Un’esperienza memorabile al di là dell’avvistamento delle balene
Lo scenario del Whale Safari è di quelli che mettono in difficoltà anche i più eloquenti oratori!
Come ho cercato di descrivere nell’articolo “I colori della Norvegia: quando la natura dipinge un capolavoro“, al ritorno dall’avvistamento delle balene siamo stati accompagnati dalla luce di un tramonto assurdo, paonazzo di colori!!



Un mare di pietra leggermente increspato dai mille toni gialli ed arancioni del cielo, con le montagne innevate sullo sfondo. Se non siete mai stati a queste latitudini in Norvegia fateci un pensiero e se non siete convinti di andarci, pensateci ancora.
Queste immagini le ricorderete per tutta la vita.
Abbigliamento: non si è mai troppo coperti!
Il Whale Safari si svolge in mare aperto, in un paesaggio surreale e… artico!
Se come me farete l’escursione in inverno, munitevi di guanti e copritevi bene, specialmente se siete decisi a fare molte fotografie. Il vento polare può congelarvi a poco a poco e con la muscolatura della faccia bloccata non è molto agevole riuscire a fare la giusta inquadratura 😅!
Il personale mette a disposizione anche una tuta. Io, notoriamente un orso delle nevi, ho declinato l’invito ma poi me ne sono pentito…

Piccoli accorgimenti che aiutano
→ Caffè, tè, biscotti e anche una minestra calda con verdure e pane sono offerti a bordo e se siete un po’ infreddoliti sono un vero toccasana!
→ Seguite i suggerimenti dei ragazzi di bordo! Non solo riescono a individuare il più piccolo movimento a distanze siderali, impossibili per noi esseri umani, ma sanno leggere il linguaggio del corpo delle balene e capiscono facilmente quando stanno per mostrare la coda!

→ Il dilemma è il solito: ammirare lo spettacolo delle balene dal vivo o limitarne la percezione attraverso il mirino di una macchina fotografica o lo schermo di uno smartphone? Per coloro che scelgono la seconda opzione: rigorosamente video o multi-scatto in modalità on!
→ Vedete degli spruzzi d’acqua in lontananza? Al 99% è una megattera o un suo parente stretto. Ah, anche se appartenete al secondo gruppo del punto precedente, è inutile che vi agitiate e a meno che non abbiate un obiettivo professionale o un super zoom che non sgrana troppo … godetevi lo spettacolo!


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Un grazie speciale al personale di HvalSafari Andenes e a Visit Norway e Volagratis che hanno reso possibile il mio viaggio alle isole Lofotoen e Vesterålen.