Cosa fare a Serre Chevalier in estate: giardino alpino, terme e Briançon

Francia

Serre Chevalier

Serre Chevalier è una vallata delle Alpi francesi del Sud, nel dipartimento delle Hautes-Alpes, che segue il corso del torrente Guisane per una ventina di chilometri tra il Col du Lautaret e Briançon, ai margini del Parco Nazionale degli Ecrins. 

Alle nostre latitudini è conosciuta soprattutto per essere uno dei comprensori sciistici più estesi della Francia meridionale, grazie ai suoi 250 chilometri di piste e a 59 impianti di risalita, distribuiti su sedici frazioni raggruppate in tre stazioni, Serre Chevalier 1350, 1400 e 1500, dal nome della rispettiva altitudine. 

Noi ci siamo stati in un weekend lungo d’inizio luglio, tre giorni e due notti con base fissa a Briançon, in un periodo dell’anno in cui il territorio ha un aspetto completamente diverso ma non meno interessante.

Guardate questo panorama e ditemi che non sto esagerando!

Serre Chevalier

Sapevate che qui si trova un giardino botanico tra i più alti d’Europa? E delle terme, aperte dal Seicento? 

Qui sotto trovate l’itinerario completo con tante informazioni per organizzare un viaggio nella Serre Chevalier in estate, le nostre impressioni e qualche dritta.

Questi sono gli indirizzi dei luoghi della mappa:

  • Jardin du Lautaret, Col du Lautaret, Villar-d’Arène
  • Grands Bains du Monêtier / Spa La Rotonde, Route des Bains, Le Monêtier-les-Bains
  • Distillerie des 4 Frères, 6 Rue de la Guisane, La Salle-les-Alpes
  • Cité Vauban, Place d’Armes (centro storico di Briançon)
  • Pont d’Asfeld, Briançon (accesso da Porte de la Durance)
  • Parc de la Schappe, Rond-point du Col d’Izoard, Briançon
  • Restaurant Oxalys, 25 Rue Centrale, Briançon
  • Restaurant L’Alpin, 10 Rue Centrale, Briançon
  • Garrigae Caserne de Briançon & Spa, 42 Avenue René Froger, Briançon

Programmando un viaggio estivo considerate le finestre di apertura: il giardino del Lautaret chiude a inizio settembre e non riapre fino a giugno, mentre le terme e la Cité Vauban restano ovviamente accessibili tutto l’anno! È l’unica vera scadenza fissa di questo itinerario, e vale la pena costruirci intorno il resto del programma.

Una tappa imperdibile di Serre Chevalier in estate è il Jardin du Lautaret – gestito dall’Università Grenoble Alpes insieme al CNRS, il centro di ricerca scientifica francese – che si trova esattamente al valico del Col du Lautaret, a 2.100 metri di altitudine.

Ci troviamo nel comune di Villar-d’Arène, sul versante che guarda verso Grenoble. Il passo del Col di Lautaret dista appena qualche centinaio di metri…

La storia in breve del Jardin du Lautaret

La sua nascita avvenne nel 1899 per volontà del botanico Jean-Paul Lachmann, che cercava un punto di osservazione ideale per la flora alpina: un crocevia tra Alpi del Nord e Alpi del Sud, dove climi e terreni opposti si toccano nel giro di poche centinaia di metri.

Dopo oltre 120 anni, oggi sono presenti più di 2.000 specie vegetali di montagna raccolte da ogni continente su meno di due ettari.

Jardin du Lautaret

Piante del Caucaso che crescono accanto a quelle delle Ande, dell’Himalaya, della Siberia, del Giappone, delle regioni artiche e persino dei nostri Appennini, lungo un percorso organizzato per rocailles tematiche, delle aiuole che imitano gli ambienti naturali di provenienza.

La visita al giardino

Il giardino è aperto solo in estate, dal primo weekend di giugno al primo weekend di settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18, con visite guidate gratuite (comprese nel biglietto) alle 10:30, alle 14:30 e alle 16. Il resto dell’anno resta sepolto sotto metri di neve, ed è proprio per questo che riapre così tardi: bisogna aspettare che il disgelo di primavera restituisca davvero il terreno, non solo la superficie.

Jardin du Lautaret

Camminando su un terreno in pendenza si attraversano piccoli corsi d’acqua e stagni, zone calcaree e rocciose; con la Meije, 3.983 metri di roccia e ghiaccio, sempre sullo sfondo. 

Se siete in zona è una meta obbligatoria, per chi si trova un po’ più lontano, merita assolutamente una deviazione!

Considerate almeno un’ora, un’ora e mezza per una visita, anche nel caso vogliate solo attraversarlo senza fermarvi a leggere ogni pannello!

Ci si arriva in 30 minuti d’auto da Briançon, un’ora dal passo del Monginevro (il confine italiano più vicino) e circa un’ora e mezza da Grenoble.

L’ingresso costa 8 € per gli adulti, 6 € per under 18, studenti e disoccupati, gratis sotto i 12 anni; esiste anche una carta ambasciatore da 15 € con accesso illimitato per tutta la stagione. 

Lo spazio museografico

Quello che rende il Lautaret diverso da un giardino botanico qualunque è la Galerie de l’Alpe, l’edificio inaugurato nel 2023,  che ospita lo spazio muséographique.

Jardin du Lautaret

La parte audiovisiva è un percorso tra pannelli e modelli comprensiva di una proiezione interessantisima che ricostruisce l’avanzata e il ritiro dei ghiacciai attraverso le epoche: mettendo in relazione le curve di temperatura, metano e CO2, si scopre, ad esempio, perché il cardo blu (Eryngium alpinum) è diventato un indicatore dei cambiamenti nell’agricoltura di montagna, o come funziona la tarière de Pressler, lo strumento che permette di datare un albero vivo estraendo una carota di legno di 5 millimetri senza comprometterne la crescita. 

Video e illustrazioni accompagnano la visita in modo chiaro, anche per chi, come noi, non ha mai messo piede in un laboratorio di glaciologia..

Il Col du Lautaret, il valico che separa due valli

Il colle su cui sorge il giardino non è solo un punto di passaggio: per chi segue il ciclismo è quasi un luogo di culto. Anzi, tolgo senza indugio il “quasi”.

Col du Lautaret

Si trova a quota 2.058 metri (2.057 secondo l’IGN, ma il cartello al colle segna 2.058) e separa fisicamente la valle della Romanche, che scende verso Grenoble e l’Oisans, da quella della Guisane, che scende verso Briançon. 

Da qui parte anche la salita al Col du Galibier, 2.642 metri, reso celebre dal Tour de France e dalle imprese di chi lo ha scalato per primo nel corso dei decenni: Gino Bartali nel 1937, nella tappa che gli valse la maglia gialla, poi Fausto Coppi nel 1952, Marco Pantani nel 1998, fino al dominatore incontrastato dei giorni nostri, Tadej Pogačar.

Col du Lautaret

Noi ci siamo fermati al colle giusto il tempo di un caffè e di una baguette a uno dei chioschi del parcheggio, animato dai clienti dei due ristoranti e dell’hotel che sorgono a un passo dal passo vero e proprio, con il vento che a quell’altitudine non manca praticamente mai.

A circa mezz’ora dal Col di Lautaret, eccoci alla nostra seconda tappa del Serre Chevalier: Le Monêtier-les-Bain in Route des Bains!

Qui l’acqua termale sgorga naturalmente a 53°C, ricca di zolfo e minerali e almeno dal XVI secolo viene impiegata in una delle stazioni termali più antiche delle Alpi francesi, Les Grands Bains du Monêtier!

I bacini esterni, riscaldati naturalmente tra i 36 e i 38°C, restano aperti tutto l’anno. Noi siamo rimasti letteralmente con gli occhi a cuoricino ammirando lo scenario straordinario delle montagne che attorniano l’impianto termale di Les Grainds Bains… e non fatico a immaginare quanto sia altrettanto spettacolare fare un bagno all’aperto sotto la neve, con il vapore che sale dall’acqua!

Les Grands Bains du Monêtier

Les Grands Bains, che occupano una superficie totale di 4500 metri quadrati, comprendono bacini interni ed esterni con idromassaggi, getti variabili, un sauna découverte a 60°C, marmi caldi e la “Trilogie Romaine“, tre vasche a temperature progressive tra 16 e oltre 40°C che ricreano il percorso classico delle terme romane:

  • il Caldarium (bagno caldo a 38-42 °C),
  • il Tepidarium (tiepido a 28-34 °C)
  • il Frigidarium (acqua fresca a 15-20 °C)

L’ingresso per una sessione di due ore costa 25 € per gli adulti e 15 € per i bambini.

La Rotonde, circondati da un paesaggio fiabesco

Chi cerca qualcosa di più intimo ed esclusivo può accedere alla Spa La Rotonde, inaugurata il 7 febbraio 2026 al termine di un cantiere di diciotto mesi di lavori, portati avanti senza mai chiudere l’accesso alle vasche esistenti (per la cronaca, al suo posto c’era il vecchio spazio romano-irlandese, in servizio per sedici anni).

Grands Bains du Monêtier Rotonde

La Rotonde, riservata ai maggiori di 16 anni, occupa 1.000 metri quadrati ricavati dalla riconversione di un piano dei Grands Bains.

Le 4 jacuzzi per 2 persone e la jacuzzi per 4 persone si trovano sulla terrazza panoramica e si contendono la palma di esperienza più sorprendente de la Rotonde insieme al bacino immersivo sensoriale! Di cosa si tratta?

Di uno schermo panoramico curvo di circa 12 metri (al coperto) che circonda parzialmente la vasca e proietta scenari che cambiano con le stagioni – nebbia, neve, tramonti, effetti meteo pensati apposta per l’esperienza – mentre si resta immersi nell’acqua calda.

Les Grands Bains du Monêtier Rotonde

È l’elemento più “tecnologico” di tutta lo spa, e anche il più difficile da spiegare senza averlo provato: l’acqua è sempre la stessa, ma l’ambiente intorno cambia, e la sensazione è più vicina a un’esperienza immersiva che a una semplice vasca aidromassaggio..

Il resto della Rotonde comprende una cascata naturale a 42°C alimentata dalla stessa sorgente termale del villaggio, una vasca ad acqua frizzante pensata per stimolare la circolazione, un hammam e una tisaneria per allungare la pausa relax con qualche infuso. 

Grands Bains du Monêtier Rotonde

L’ingresso costa 55 € per tre ore o 65 € per quattro, e comprende comunque l’accesso ai Grands Bains. Prenotare online è consigliato, soprattutto nei weekend estivi: l’accesso è spesso limitato per garantire un numero contenuto di persone in vasca, e nel weekend in cui ci siamo stati noi la fascia del primo pomeriggio era già esaurita da giorni.

Nel nostro soggiorno a Serre Chevalier abbiamo alloggiato a Briançon, che oltre a essere un’ottima base di partenza per esplorare la valle è una bellissima città, per cui in ogni caso va inserita nell’itinerario di viaggio senza esitazioni

Innanzitutto, dove si trova?

A poco più di 15 chilometri dal confine italiano, valicabile tramite il Col del Monginevro. Veramente vicinissima (20’-30’ d’auto)! 

E’ la città più alta della Francia, e tra le città europee con più di 10.000 abitanti è seconda solo alla svizzera Davos, per questa si fregia del titolo di città più alta dell’Unione Europea: il centro storico che si trova nella parte, è a quota 1326 metri sul livello del mare, alla confluenza tra la Durance e la Guisane.

Briançon

Ho parlato di parte alta perché in effetti si distinguono 

  1. la Ville Haute, la Cité Vauban, che prende il nome dall’architetto Sébastien Le Prestre de Vauban – ingegnere militare di Luigi XIV – che ne progettò il nucleo fortificato, costruito tra il 1692 e il 1734 e dichiarato patrimonio UNESCO nel 2008 insieme ad altre undici fortificazioni Vauban sparse in Francia. 
  2. La Ville Basse, la città moderna, cresciuta ai piedi delle mura a partire dall’Ottocento. E’ qui che si trovano il quartiere del 15/9 dove abbiamo dormito e di cui vi parlerò dopo, la stazione ferroviaria e buona parte della vita quotidiana della città.

Alla Cité Vauban dedicherò un articolo a parte, perché merita più di un capitolo: le sue vie acciottolate, i bastioni e i forti che la circondano hanno bisogno di spazio per essere raccontati bene. Giusto per accendere un po’ la curiosità, accennerò solo a 5 dei pilastri di una visita al centro storico di :

La Porte de Pignerol. L’ingresso principale alla Cité Vauban, doppio, rinforzato da due ponti levatoi: da qui si entra nella parte fortificata e si capisce subito la pendenza della città, costruita quasi interamente in salita.

La Grande Rue, o Grande Gargouille. La via principale, attraversata per tutta la sua lunghezza da una canaletta centrale che un tempo serviva a far defluire l’acqua e a ripulire la strada: da qui il soprannome, “gargouille”, grondaia.

Place d’Armes. La piazza più ampia della città, usata nel Medioevo come sede del mercato e poi fortificata da Vauban. Sulla facciata del tribunale si trova un cadran solaire di tre metri per tre, decorato con sole, luna, stelle e giglio di Francia.

La Collégiale Notre-Dame-et-Saint-Nicolas. Costruita tra il 1703 e il 1718 sul bastione più esposto della città, a difesa diretta dell’ingresso. Sulla facciata porta uno dei cadran solaires più antichi delle Hautes-Alpes, dipinto nel 1719 dal pittore Chalvet.

Il Pont d’Asfeld. Un’unica arcata di pietra che scavalca la gola della Durance a quasi 55 metri d’altezza, costruita tra il 1729 e il 1731 su ordine del marchese d’Asfeld per collegare la città al Fort des Trois Têtes. Attraversarlo, con la gola sotto i piedi, mette addosso una vertigine che nessuna foto rende davvero.

Il Parc de la Schappe, nella città bassa di Briançon

Scendendo verso la città bassa, ai piedi della Cité Vauban, il Parc de la Schappe è un grande spazio verde con tanto di laghetto, spiaggia erbosa e due parchi avventura, proprio sotto le mura della città fortificata!

Il parco nasce nel 1815 da un progetto tutt’altro che modesto: il comandante della piazza di Briançon, Laurent Delphin, decide di trasformare alcune vecchie cave aride in un giardino in stile orientale, con un lago attraversato da un ponte giapponese, un isolotto e persino una pagoda. Per riempire di terra le cave, decine di militari trasportano detriti dai canali cittadini; il lago viene scavato per due metri di profondità e piantumato con alberi provenienti da Francia, Italia settentrionale, Austria e Svizzera. 

Nel 1830 il parco riceve una medaglia d’oro dalla Società Reale e Centrale di Agricoltura. Il nome, però, arriva più tardi, dalla fabbrica Schappe che lavorò gli scarti della seta proprio qui tra il 1842 e il 1932: novant’anni di attività industriale che hanno dato il nome al luogo molto più a lungo di quanto sia durata la fabbrica stessa.

Oggi il parco è gestito dal comune, è gratuito e identificato come “Refuge LPO” (rifugio per gli uccelli) dal 2013. Dentro trovate un’area giochi per bambini, un teatro all’aperto, uno snack bar stagionale, tavoli da picnic con una piastra gratuita a disposizione, e un noleggio di stand-up paddle il martedì e il giovedì pomeriggio, limitato a 30 minuti a persona. 

Sull’acqua si può fare il bagno e prendere il sole sulla riva erbosa; in inverno, invece, l’acquedotto che un tempo portava l’acqua alla fabbrica si trasforma in una cascata di ghiaccio di 140 metri, aperta agli scalatori.

Noi ci siamo fermati soprattutto sulla riva erbosa, in una domenica di luglio in cui il termometro segnava già 27 gradi in valle: mezza Briançon sembrava avere la stessa idea, tra famiglie con l’ombrellone improvvisato e ragazzini che si tuffavano dal pontile vicino al ponte giapponese. 

Le due attrazioni a pagamento sono i parchi avventura: uno più semplice, pensato solo per bambini, e Grimp’in Forest, che unisce percorsi acrobatici tra gli alberi, una via ferrata all’aperto adatta anche ai principianti a partire da 1,16 metri di altezza, un mini golf e una teleferica di 114 metri lungo il fiume.
L’ingresso a Grimp’in Forest costa 24 € per gli adulti (oltre i 12 anni, senza limite di tempo) e 20 € per i bambini; chi vuole solo provare la via ferrata isolata paga un diritto di passaggio di 3 €. 

Due sentieri attraversano il parco lungo le due rive della Durance: quello dei “pommiers d’antan”, dedicato alle vecchie varietà di melo, e un sentiero didattico con una trentina di alberi e arbusti etichettati. Da qui, seguendo il percorso sulla riva destra, si arriva a piedi fino ai bastioni della Cité Vauban.

A La Salle-les-Alpes, al numero 6 della rue de la Guisane, la Distillerie artisanale des 4 Frères occupa un piccolo laboratorio che al suo interno racconta molto più di quello che si potrebbe pensare da fuori.

Distillerie des 4 Frères

Il pezzo forte è un alambicco del 1921 che apparteneva alla vecchia distilleria dei Boussardes, una frazione del comune di Monêtier-les-Bains, che un vero Highlander: sopravvissuto a un incendio che avrebbe potuto chiudere l’attività prima ancora di farla ripartire.

I quattro fratelli che danno il nome all’azienda, Nicolas, Sylvain, Bastien e Olivier Ribuot, sono figli di agricoltori delle Hautes-Alpes e hanno rilevato l’attività intorno al 2020, quando l’alambicco stava per compiere cent’anni. 

Distillerie des 4 Frères

Da allora raccolgono a mano frutti, bacche e piante selvatiche della vallée de la Guisane e le trasformano in liquori, gin e acqueviti con il marchio “Hautes-Alpes Naturellement”: il Gin le 100 e il Gin le Phoenix, entrambi a base di bacche di ginepro raccolte in valle, il Miélèze, un liquore che unisce miele e gemme di larice, e soprattutto l‘Eau de vie de marmotte, distillata dalla petite prune du briançonnais, una prugna selvatica praticamente endemica di questa vallata. 

Ci sono poi la verbena, il cotogno, la menta selvatica e tante altre etichette, ciascuna delle quali racconta una raccolta stagionale specifica.

Distillerie des 4 Frères

La visita, gratuita e su prenotazione, dura circa un’ora e si conclude con una degustazione compresa nel prezzo (cioè: gratis). Per chi vuole andare oltre l’assaggio, la distilleria propone anche la “Gin Manufacture”, un laboratorio in cui si compone la propria ricetta di botaniche, si distilla il proprio gin e si torna a casa con una bottiglia personalizzata: un’attività diversa dalla solita passeggiata tra le pentole di rame, pensata più come workshop che come tour guidato.

Serre Chevalier, come dicevo, non è un solo paese ma un insieme di sedici frazioni divise su tre livelli d’altitudine, ognuno con un proprio soprannome commerciale: Serre Chevalier 1350 comprende Saint-Chaffrey, Chantemerle e Villard-Laté; Serre Chevalier 1400 racchiude La Salle-les-Alpes, Villeneuve, Le Bez, Moulin Baron, La Chirouze e Les Pananches; Serre Chevalier 1500 riunisce Le Monêtier-les-Bains e le sue frazioni più alte, tra cui il Lauzet, dove un tempo lavorava l’alambicco della distilleria.

La Salle-les-Alpes, dove abbiamo visitato la distilleria, è probabilmente il villaggio con il patrimonio storico più riconoscibile della bassa valle: la chiesa di Saint-Marcellin e il piccolo museo “Autrefois mon village”, dedicato alla vita quotidiana di un tempo, ne raccontano l’identità meglio di qualunque cartellone turistico.

museo Autrefois mon village Salle-les-Alpes

Villeneuve, praticamente attaccata a La Salle, è il vero centro pulsante della stazione a 1.420 metri: qui si concentrano negozi, scuole di sci e la maggior parte della vita serale d’inverno.

Infine abbiamo fatto una breve visita anche a Chantemerle, dove nel 1941 nacque la stazione sciistica vera e propria con la costruzione della prima teleferica che saliva fino a 2.483 metri. Da allora il comprensorio di Serre Chevalier si è ingrandito tanto che oggi conta 250 chilometri di piste e 59 impianti di risalita tra 1.200 e 2.800 metri, ai margini del Parco Nazionale degli Ecrins. 

In auto dall’Italia

Da Torino la strada più diretta è l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, uscita verso Cesana Torinese, Claviere e Sauze d’Oulx, poi il Colle del Monginevro (aperto tutto l’anno, salvo neve eccezionale) fino a Briançon: poco più di cento chilometri, un’ora e mezza scarsa di guida. Da Milano si arriva in circa due ore e mezza, da Genova in tre ore abbondanti.

In auto dal resto della Francia

Da Grenoble la strada passa per il Col du Lautaret, che è anche la prima tappa di questo itinerario: conviene calcolare almeno due ore, tra curve e possibili rallentamenti nei weekend estivi. Da sud, arrivando da Gap, la strada è più diretta e richiede circa un’ora.

In treno

Briançon ha una propria stazione SNCF, con collegamenti diretti verso Gap, Valence e Marsiglia, oltre a un treno notturno che parte da Parigi. Dall’Italia, la stazione più vicina con collegamenti ferroviari è quella di Oulx: da lì un autobus regionale (linea ZOU 76) raggiunge Briançon e le principali frazioni di Serre Chevalier, con fermate anche a Montgenèvre e Le Monêtier-les-Bains. È un’opzione più lenta dell’auto, ma utile per chi non vuole guidare in montagna.

In aereo

L’aeroporto più comodo per chi arriva dall’Italia è quello di Torino-Caselle, a circa un’ora e mezza di auto da Briançon. Dalla Francia, gli scali di riferimento sono Grenoble-Alpes-Isère (circa due ore) e Lione Saint-Exupéry (circa tre ore); da entrambi servono poi un noleggio auto o una combinazione di navette e treni regionali, perché non esiste un collegamento diretto in autobus fino in valle.

Nel nostro viaggio a Serre Chevalier abbiamo alloggiato al Garrigae Caserne de Briançon & Spa, aperto solo da dicembre 2025 dentro l’ex Caserma Colaud, una struttura militare del XIX secolo nel quartiere del “15/9”, nella città bassa di Briançon.

È un progetto di recupero piuttosto ambizioso: 83 camere, tra cui 16 suite e 3 junior suite, ricavate dietro le facciate originali dell’Ottocento, con materiali grezzi e molta luce naturale al posto dell’estetica un po’ fredda che spesso caratterizza le riconversioni di edifici militari. Passeggiare nei corridoi, con i soffitti alti e le pareti spesse di un tempo, restituisce ancora l’idea della caserma originale: chi ha curato il restauro ha scelto di non nasconderlo del tutto.

Hotel Caserne de Briançon

La posizione è comoda più di quanto sembri sulla carta: a due passi dal centro storico e a circa 300 metri dalla telecabina del Prorel, che porta direttamente al comprensorio di Serre Chevalier sia d’estate (per escursioni e mountain bike) sia d’inverno.

Noi non li abbiamo provati ma ci sono un ristorante interno, Le Bastion, con un centinaio di coperti e una cucina di stagione basata sul territorio alpino e la Spa firmato Cinq Mondes, con sauna, hammam, bacino di nuoto e bagni nordici.

Hotel Caserne de Briançon

I due aspetti che abbiamo maggiormente apprezzato, insieme alla posizione sono la spaziosità della nostra camera e la ricchezza e varietà della colazione! Sicuramente da prendere in considerazione per un weekend lungo nella Serre Chevalier.

Hotel Caserne de Briançon

A Briançon abbiamo cenato due sere, sempre nella città bassa.

Oxalys

La prima sera siamo andati da Oxalys, al 25 di rue Centrale: un bistrot aperto nell’inverno 2024, con una cucina che punta su prodotti di montagna entro un raggio di trenta chilometri e una carta di vini quasi interamente biologici o biodinamici, insolita per la zona. Noi non abbiamo resistito e abbiamo ordinato un classico, la Fondue di formaggi! Era da tempo che non ne mangiavamo una e la scelta si è rivelata azzeccata.

ristorante Oxalys Briançon  

L’ambiente è quello di un bistrot di montagna moderno, con un dehors ombreggiato che in estate regala un’atmosfera vacanziera.

L’Alpin

La seconda sera siamo stati al ristorante L’Alpin, al 10 rue Centrale. Aperto dal 2018, si presenta come un vero e proprio bar à fromage più che come un ristorante di montagna qualunque: il concetto è dichiarato fin dall’insegna. I formaggi arrivano dalla stessa Ferme de Pralong che rifornisce Oxalys, un’azienda di Puy-Saint-Pierre sulle alture sopra la città.

Noi abbiamo ordinato la raclifette, un ibrido tra raclette e tartiflette che qui viene fatto con le patate cotte al forno insieme al formaggio fuso, invece che semplicemente accompagnate a parte come nella raclette classica: il risultato è più cremoso, meno “fai-da-te” rispetto alla raclette tradizionale con l’apparecchio al centro del tavolo, e onestamente anche più semplice da gestire per chi non è abituato al rituale…

Il menu parte da circa 12-16 € per un piatto (più che sufficiente, magari lo accompagnate a un dolcino anche se dal punto di vista della sazietà e da quello calorico non ci sarebbe bisogno 😅), con servizio rapido a pranzo (dalle 12 alle 13:30, chiuso il martedì a pranzo) e a cena (dalle 19:05 alle 21:30.

FAQ – Domande frequenti su Serre Chevalier

Quando andare a Serre Chevalier in estate? Il Jardin du Lautaret è visitabile solo dal primo weekend di giugno al primo weekend di settembre: chi vuole includerlo nell’itinerario deve muoversi in questa finestra. Luglio e agosto restano i mesi più affollati, ma anche quelli con la fioritura più ricca al giardino botanico.

Quanto costa l’ingresso al giardino del Lautaret? 8 € il biglietto intero, 6 € il ridotto (under 18, studenti, disoccupati), gratis sotto i 12 anni. Le visite guidate, alle 10:30, 14:30 e 16, sono comprese nel prezzo del biglietto.

Quanto costano i Grands Bains e lo Spa La Rotonde? 25 € per due ore di ingresso ai Grands Bains per gli adulti, 15 € ai bambini. L’accesso allo Spa La Rotonde, riservato ai maggiori di 16 anni e inaugurato a febbraio 2026, costa 55 € per tre ore o 65 € per quattro e include comunque i Grands Bains.

Come si raggiunge Serre Chevalier dall’Italia? In auto da Torino, tramite l’autostrada A32 e il Col de Montgenèvre, si impiega circa un’ora e mezza. L’aeroporto più vicino è quello di Torino-Caselle; in treno la stazione italiana più comoda è quella di Oulx, collegata a Briançon con un autobus regionale.

Quanto tempo serve per visitare il Parc de la Schappe? Una passeggiata tra lago e sentieri richiede un’ora abbondante; con l’accesso al parco avventura Grimp’in Forest, che non ha limiti di tempo per gli adulti, si può facilmente occupare mezza giornata.

Cosa vedere a Briançon alta in poco tempo? Con mezza giornata a disposizione conviene concentrarsi su Porte de Pignerol, Place d’Armes, la Collégiale Notre-Dame-et-Saint-Nicolas, il Pont d’Asfeld e il Fort des Trois Têtes: sono le cinque tappe che, da sole, raccontano meglio la storia difensiva della Cité Vauban.

Dove dormire a Briançon? Il centro storico (Cité Vauban) offre la posizione più suggestiva ma poche strutture con parcheggio comodo; la città bassa, dove si trova il Garrigae Caserne de Briançon, è a pochi minuti a piedi dal centro e vicina alla telecabina del Prorel per l’accesso diretto al comprensorio di Serre Chevalier.

Perché Briançon è famosa? È la città più alta di Francia e, tra le città europee con più di 10.000 abitanti, è seconda solo alla svizzera Davos. Il suo centro storico, la Cité Vauban, è patrimonio UNESCO dal 2008 grazie alle fortificazioni progettate da Vauban tra Seicento e Settecento.

Riepilogo pratico

TappaIndirizzoPrezzoTempo consigliato
Jardin du LautaretCol du Lautaret, Villar-d’Arène8 € intero / 6 € ridotto1,5 -2 ore
Grands Bains / Spa La RotondeRoute des Bains, Le Monêtier-les-Bains25 € (2h) / 55 € Rotonde (3h)3-4 ore
Cité Vauban (Briançon alta)Place d’Armes, BriançonIngresso libero; forti a pagamento su prenotazione3-4 ore
Parc de la SchappeRond-point du Col d’Izoard, BriançonGratis (parco) / 24 € Grimp’in Forest1-2 ore
Distillerie des 4 Frères6 Rue de la Guisane, La Salle-les-AlpesGratis (visita + degustazione)1 ora
Garrigae Caserne de Briançon42 Avenue René Froger, BriançonDa 95 €/notte (estate)Pernottamento
Restaurant Oxalys25 Rue Centrale, Briançon25-30 € a persona circa
Restaurant L’Alpin10 Rue Centrale, Briançon12-16 € (piatti principali)

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Un ringraziamento a  Explore France e Serre Chevalier-Briançon che hanno supportato questo viaggio.


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