
C’è un’isola del mar Mediterraneo in cui potrei dire di aver lasciato il cuore – spoiler: il suo nome è Karpathos – ma ragioni legate all’utilizzo di frasi abusate su Instagram mi impediscono di essere così sentimentale (e banale) per cui più prosaicamente (in realtà non tanto) dirò che questo luogo è stata la causa principale del mio amore per la Grecia. Dalla visita di questa stupenda isola del Dodecaneso, ogni estate io e la mia compagna abbiamo un appuntamento fisso con almeno un paio di destinazioni greche alla volta… ma questa è un’altra storia, che se volete potete approfondire in coda a questo articolo, dove troverete decine di post sui nostri viaggi in terra ellenica.
Torno a parlarvi di Karpathos perché se vi piace il mare cristallino, la cucina, l’architettura e l’ospitalità del Paese ellenico, l’adorerete!
Leggi anche ➞ 10 cose da sapere prima di un viaggio a Karpathos
Indice dei contenuti
Karpathos è sicura per l’estate 2026?
Mettiamo subito le cose in chiaro, per fugare ogni possibile dubbio. Stiamo vivendo in un momento storico in cui i notiziari parlano di conflitti, tensioni regionali e mappe che si tingono sempre più di rosso, con un effetto domino in alcune aree che non è per niente incoraggiante. E quando si pianifica una vacanza, la mente fa una cosa un po’ bizzarra: applica una logica geografica imprecisa:“Mediterraneo orientale? Allora è vicino alla guerra!”
Karpathos è un’isola dell’arcipelago del Dodecaneso che si trova a sud-est della Grecia continentale, tra Creta e Rodi.
Sì, è tecnicamente molto più vicina al Libano o alla Siria che a Roma, ma NO, questo non la rende più pericolosa…

Karpathos, un posto tranquillo
Iniziamo una considerazione che a molti potrà sembrare superflua: la Grecia è uno Stato membro dell’Unione Europea e della NATO, con un livello di sicurezza turistica che le autorità internazionali classificano come alto e stabile. Il Ministero degli Esteri italiano, attraverso il sito (che vi consiglio sempre di consultare) Viaggiare Sicuri, al momento della stesura di questo articolo non segnala alcuna criticità, alcuna zona rossa per i viaggiatori diretti nelle isole greche, Karpathos inclusa ovviamente. Non ci sono conflitti attivi, non ci sono zone di attenzione, non esistono motivi fondati per rinunciare a un viaggio in questa terra.

Quello che invece esiste — e che spesso manca in destinazioni più blasonate — è una tranquillità autentica. Non quella costruita per il turista, ma quella di un’isola che ancora non conosce (e io aggiungo, fortunatamente) il turismo di massa. I villaggi del nord sono rimasti quasi identici a cinquant’anni fa. Le donne di Olympos indossano ancora i costumi tradizionali non per un folklorismo da cartolina, ma perché così vestono nella loro vita di tutti i giorni.
Certo, non si può dire che Karpathos non sia un’isola frequentata dai turisti, anche italiani, ma non è una meta colpita dall’overtourism.
Karpathos è sicura e questa non è una conclusione di comodo, ma il risultato di una serie di fattori concreti che, messi insieme, rendono l’isola una delle destinazioni più tranquille del Mediterraneo, anche in un contesto internazionale complicato. Ve ne scrivo tre;
- quando si parla di Mediterraneo orientale si tende a fare di tutta l’erba un fascio, ma la verità è che i conflitti attivi nel Medioriente distano migliaia di chilometri. Karpathos è lontana dalle rotte operative di ogni scenario bellico attuale.
- La Grecia vive di turismo, e le isole del Dodecaneso ne sono un pilastro. Questo significa una cosa molto semplice ma fondamentale: la sicurezza del visitatore è una priorità reale. Non si tratta solo di ordine pubblico, ma di organizzazione, controlli, infrastrutture, presenza delle autorità. In alta stagione – l’unico momento dell’anno in cui l’isola raggiunge l’apice della presenza dei turisti – Karpathos è un ambiente monitorato, funzionante, abituato a gestire flussi internazionali in modo efficiente.
- Al di là delle narrazioni mediatiche, la Grecia è politicamente stabile, con istituzioni consolidate e una gestione della sicurezza pubblica che negli ultimi anni è rimasta costante e prevedibile. Non ci sono segnali di deterioramento interno che possano far pensare a rischi per i turisti nel breve periodo.

Quindi sì, Karpathos è sicura per l’estate 2026 sia relativamente alla guerra in Iran che alla criminalità locale (il tasso è dello 0,5% ogni 1.000 abitanti secondo Europol 2025), non perché sembra tranquilla, ma perché, dati alla mano, non esiste oggi alcun elemento concreto che suggerisca il contrario.
E per l’estate 2026 è anche più accessibile che mai (come vi mostro nel prossimo capitolo)..
Come si arriva a Karpathos dall’Italia
Questa è la parte pratica, quella con la quale spesso si iniziano le ricerche di chi pianifica un viaggio. La buona notizia è che nel 2026 arrivare a Karpathos dall’Italia è diventato più semplice rispetto agli anni scorsi.
I voli diretti
Ci sono due compagnie che presidiano la rotta Italia-Karpathos con voli diretti: Neos Air e Volotea.
Neos Air collega Karpathos da diversi aeroporti del nord e del centro Italia:
- Milano Malpensa con voli settimanali da maggio
- Milano Bergamo Orio al Serio con frequenza bisettimanale (mercoledì e domenica) da inizio giugno
- Bologna con voli stagionali
- Verona Villafranca con voli bisettimanali (martedì e venerdì) già dalla primavera.
Volotea copre invece il mercato del centro-sud e del nord-est:
- Napoli Capodichino con voli settimanali
- Venezia Marco Polo con partenze il mercoledì
- Verona Villafranca, la novità del 2026! Un nuovo collegamento diretto attivo dal 5 agosto, ogni mercoledì.
La durata del volo varia dai 2 ore e 10 minuti da Napoli alle 3 ore e 15 minuti da Milano, a seconda dell’aeroporto di partenza.

L’alternativa volo + traghetto
Per chi ama il viaggio come parte dell’esperienza e non solo come mezzo per arrivare c’è un’opzione che consiglio sempre di valutare: volare su Rodi (o su Atene, ma in questo caso siete parecchio amanti dell’esperienza del viaggio 🙂) e proseguire in traghetto.
➞ Da Rodi, i traghetti per Karpathos sono frequenti in estate (Blue Star Ferries e compagnie locali), con una traversata di circa 3-4 ore lungo una costa che già di per sé vale il viaggio!
➞ Da Atene/Pireo, il viaggio è molto più lungo (circa 14-16 ore) ma è una traversata notturna che molti trovano affascinante: si parte la sera, si dorme, si arriva all’alba.
Quest’ultima soluzione ha anche un vantaggio logistico: vi permette di combinare Karpathos con un’altra isola o con qualche giorno ad Atene, costruendo un itinerario più ricco senza raddoppiare i voli.
Chi arriva via traghetto da Patrasso (circa 2 ore e mezza dal principale porto di Atene, il Pireo) può addirittura arrivare a Karpathos con la propria auto!
Le spiagge più belle di Karpathos
Già dopo pochi giorni dall’arrivo risulta ben chiaro che Karpathos non si esaurisce in una destinazione perfetta solo per gli amanti del mare. I villaggi, la storia, il calore delle persone, i sapori della cucina ti conquistano senza sforzo ma il pensiero di tuffarsi nelle acque cristalline che bagnano le tante spiagge dell’isola (ce ne sono più di 100!) è senza dubbio in testa a tutti quelli che programmano una vacanza in questo paradiso.
Qui vi parlerò delle più belle (a mio avviso) e famose, ma potete trovare una guida completa, con le informazioni sul tipo di spiaggia (sabbia, sassolini, scogli), servizi presenti, come arrivarci ecc.. al link qui sotto:
➞ Le spiagge più belle di Karpathos: una guida completa

Spiagge nel nord di Karpathos
Partendo da Pigadia e risalendo la costa est verso nord, la prima baia che vale assolutamente la pena di non perdere è Ahata, a undici chilometri dalla capitale. Ci si arriva attraverso una strada tutta curve avvolta in una vegetazione fitta di pini e oleandri, dove ogni tornante lascia intravedere uno spicchio di blu che rende l’attesa sempre più eccitante. Il mare è sempre calmo, protetto com’è dalle montagne circostanti, e i fondali sono tra i migliori dell’isola per lo snorkeling; fauna e flora marine creano un ambiente idilliaco
Poco più avanti, Kira Panagia (foto in alto) si fa riconoscere dalla sua piccola chiesa con la cupola rosso fiammante che domina dall’alto la baia. È riparata dal Meltemi e offre taverne comode e ombra a sufficienza ma in alta stagione si riempie, tenetelo a mente.
La spiaggia più famosa è Apella, diciannove chilometri da Pigadia, considerata da molti una delle spiagge più belle non solo di Karpathos ma di tutto il mar Egeo. Vista dall’alto, attraverso i rami dei pini che la circondano, è davvero un incanto! Al centro della baia una serie di scogli nasconde sotto il pelo dell’acqua stelle marine e piccoli banchi di pesci; proseguendo verso destra si apre invece una lunga distesa di sabbia dorata. Il consiglio è di arrivarci la mattina sul presto, non solo perché poi si riempie di bagnanti: la luce esalta il turchese dell’acqua in un modo che nessun filtro fotografico riuscirebbe a replicare.

Lefkos, con le sue tre ampie baie separate da due strisce di terra, è tra le più conosciute ma riesce comunque a offrire angoli di quiete a chi è disposto a camminare un po’ e ad allontanarsi dagli ombrelloni. Il celeste intenso dell’acqua, che in certi tratti vira al verde per via delle lastre di pietra scura sul fondale, è a mio parere tra le cose più belle che l’isola abbia da mostrare.
Spiagge nel sud di Karpathos
Scendendo a sud di Pigadia il paesaggio cambia registro. Damatria, undici chilometri dalla capitale, è la più caraibica di tutte, non per le palme (che non esistono) ma per quei colori straordinari che passano dal celeste all’azzurro fino al blu profondo su uno sfondo di terra gialla e ocra. È in assoluto la mia preferita!

Ancora più a sud, Diakoftis è in realtà una doppia spiaggia separata da un basso promontorio, con sabbia dorata e un’acqua che anche vista nel tardo pomeriggio lascia intuire qualcosa di eccezionale. Ci si arriva percorrendo uno sterrato che per un tratto affianca la recinzione dell’aeroporto per cui meglio andarci in quad o in fuoristrada (in auto è comunque possibile, basta procedere a bassa velocità).
Sulla costa ovest il ritmo si fa più lento. Finiki è un porticciolo raccolto che al tramonto si tinge di colori stupendi e dove il pesce servito nelle taverne sul porto arriva direttamente dal mare.
Per chi vuole spingersi oltre, la spiaggia di Palatia, sull’isola di Saria, è raggiungibile solo in barca, ma di questa vi parlerò nel prossimo capitolo.
Cosa fare a Karpathos: entroterra, trekking ed escursioni
Come ho scritto qui sopra, il rischio, o forse più esattamente l’errore, che si corre quando si parla di Karpathos, è di pensare che sia solo una meta di mare. Un equivoco comprensibile, dato che le sue spiagge sono meravigliose e di tanti tipi diversi.
Se avete una mezza giornata a disposizione – e avete le scarpe adatte per un trekking – il mio consiglio è avventurarvi all’interno dell’isola su uno dei suoi cinquanta sentieri segnalati.
Olympos: il villaggio che va oltre il tempo
Olympos è la capitale del nord di Karpathos, un villaggio di incredibile bellezza dove si attraversano scenari incantevoli prima di raggiungere il centro arroccato sul fianco della montagna del profeta Elia.

La sua storia racconta di un’antica città dorica chiamata Vrykous e, nell’Ottocento, dell’abbandono degli abitanti della zona costiera per sfuggire alle incursioni dei pirati saraceni, che si rifugiarono sulle montagne. I luoghi impervi e difficilmente accessibili causarono un isolamento durato secoli che solo in tempi moderni – in questo senso la strada asfaltata ha agevolato molto il raggiungimento di Olympos nel 2014 – ha cessato di essere. Ciò ha permesso al villaggio di conservare intatte tradizioni millenarie di origine dorica, un dialetto arcaico con elementi del greco antico e i costumi tradizionali che le donne indossano ancora oggi quotidianamente.

Il paese oggi ha circa 400 abitanti, la maggior parte dei quali è ancora impegnata nell’agricoltura, e conserva usanze che qui giocano ancora un ruolo centrale nella vita quotidiana.
Le donne di Olympos, vestite con abiti tradizionali fatti a mano e stivali di pelle di capra, sono spesso viste mentre ricamano, cuociono il pane nei forni a legna o si occupano delle loro case, proprio come succede da secoli sull’isola… Sono abituate ai turisti ma è buona educazione chiedere rispettosamente se potete farle delle fotografie.

Per arrivarci avete due strade: in macchina lungo la panoramica che sale da Spoa, oppure a piedi da Diafani lungo uno dei percorsi più suggestivi e impegnativi di Karpathos. Il tragitto ad anello prosegue (se volete) dal villaggio di Olympos fino alla cappella di Profitis Ilias, a 700 metri di quota, per poi scendere al porticciolo di Diafani sulla costa orientale.
I sentieri: più di 50 tracciati, per tutti i livelli
Karpathos conta oltre 50 sentieri segnalati, con terreni e difficoltà molto variabili, che attraversano villaggi tradizionali come il già citato Olympos e Aperi e offrono alcune viste davvero meravigliose. Ve ne segnalo alcuni:
➞ il percorso da Volada a Kali Limni (la vetta più alta dell’isola, 1.215 metri) è quasi un must per chi non si spaventa di fronte a sentieri impegnativi: dalla cima, in una giornata limpida, si vedono sia Creta che Rodi!
➞ Un altro percorso da non perdere è quello da Aperi, uno dei villaggi più antichi dell’isola, che scende attraverso un terreno accidentato fino alla spiaggia di Achata.

Un avviso pratico: Karpathos è un’isola molto montuosa e i sentieri non sono sempre chiarissimi. È necessario avere un buon senso dell’orientamento e una certa esperienza di cammino. Chi conosce l’isola da questo punto di vista assicura che anche in alta stagione non è raro non incontrare nessuno su questi sentieri, ragion per cui è consigliato seguire sempre quelli segnalati.
Ovviamente il periodo migliore per camminare sono i mesi primaverili quando la natura è al meglio e le temperature sono ideali per le attività all’aperto. Settembre e ottobre sono altrettanto ottimi mesi per il trekking, con un clima più fresco e paesaggi che cambiano colore.
L’escursione all’isola di Saria
Saria è un’area protetta che ospita alcune belle spiagge, antiche rovine e una fauna selvatica che include uccelli rari ed anche la foca monaca, sebbene sia un evento più unico che raro avvistarla.
Le gite organizzate in barca si svolgono da maggio a settembre, con partenza intorno alle 10:00 e ritorno alle 17:30-18:00, sia da Pigadia che da Diafani. Tenete presente che da Diafani la traversata dura circa 15’ da Pigadia sono 45’/60’ ini più.

Anche se non siete appassionati di trekking sarebbe un peccato non salire fino al villaggio abbandonato di Argos. Proseguendo tra cespugli di timo che in fiore diventano rosa acceso, si raggiunge la chiesa bianca di Agios Zacharias, da cui il panorama sulla spiaggia di Palatia vi farà dire che è valsa la pena fare questa sfacchinata.
Da Diafani partono anche le escursioni in barca lungo le spiagge del nord (Opsi, Forokli, Kapi, Nati e Agios Minas) luoghi difficilmente raggiungibili via terra, dove spesso ci si ritrova in totale solitudine.
➞ Gita in barca all’isola di Saria | Escursione imperdibile a Karpathos
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FAQ – Domande frequenti su Karpathos
➞ Karpathos è sicura per l’estate 2026?
Sì. La Grecia è membro UE e NATO, il Ministero degli Esteri italiano non segnala criticità per le isole greche e il tasso di criminalità a Karpathos è tra i più bassi del Mediterraneo (0,5 ogni 1.000 abitanti, Europol 2025). I conflitti in Medio Oriente distano migliaia di chilometri: fare di tutta l’erba un fascio e considerare vicino al conflitto il Mediterraneo orientale è un errore geografico molto comune.
➞ Qual è il periodo migliore per visitare Karpathos?
- Giugno e settembre sono i mesi oggettivamente migliori: clima mite, spiagge accessibili, taverne ancora aperte.
- Luglio e agosto sono i mesi del mare con le temperature ottimali per l’acqua (26-27°C) ma il Meltemi soffia con più forza e l’isola è più affollata.
- Maggio è ideale per il trekking, con la vegetazione in fiore. Considerate che da novembre a marzo molti hotel chiudono e i collegamenti si riducono.
➞ Come si arriva a Karpathos dall’Italia?
Nel 2026 ci sono voli diretti con Neos Air (da Milano Malpensa, Bergamo, Bologna, Verona) e Volotea (da Napoli e Venezia, più il nuovo collegamento da Verona dal 5 agosto). Durata del volo: da 2h10 da Napoli a 3h15 da Milano. Alternativa: volare su Rodi e proseguire in traghetto (3-4 ore, Blue Star Ferries), ottima se volete combinare più isole.
➞ Serve il passaporto per andare a Karpathos?
No. Per i cittadini italiani è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio. Verificate che la data di scadenza vada oltre il periodo di soggiorno.
➞ Qual è la moneta a Karpathos? Si paga con carta?
La moneta è l’euro. Le carte sono accettate in hotel, ristoranti e negozi delle zone principali. Nelle taverne dei paesini, ai chioschi sulle spiagge e nell’entroterra il contante è spesso l’unica opzione. Se avete bisogno di prelevare andate a Pigadia o Lefkos.
➞ Quanto costa mangiare a Karpathos nel 2026?
Un pasto completo in taverna (antipasto e piatto principale più birra) si aggira tra i 15 e i 20 euro a persona. Nelle taverne sul porto o nelle spiagge più frequentate il costo può essere più alto di un 20-30%. I prezzi sono in linea con le isole greche di media popolarità: più accessibili di Mykonos, leggermente sopra Rodi.
➞ Dove conviene alloggiare a Karpathos?
Dipende da cosa cercate. Pigadia (la capitale) è la scelta migliore per chi vuole servizi, supermercati, ristoranti e una base comoda per girare l’isola. Amoopi è ideale per le famiglie: spiagge sabbiose a pochi passi dall’alloggio. Lefkos, nel nord-ovest, è perfetta per chi cerca tranquillità e acque spettacolari. Diafani, nel nord estremo, è la base per esplorare Olympos e l’isola di Saria.
➞ È necessario noleggiare un’auto a Karpathos?
Sì, secondo noi è praticamente indispensabile se volete visitare l’isola. Il trasporto pubblico esiste ma è poco frequente e non copre le spiagge più belle. Con un’auto, anche una city car va bene per le strade asfaltate, si guadagna una libertà di movimento che cambia completamente la vacanza. Per le strade sterrate che portano alle spiagge meno conosciute, meglio un SUV o un fuoristrada.
➞ Conviene noleggiare una moto o uno scooter?
Se avete esperienza sulle due ruote, sì. Tenete però presente che l’isola è molto montuosa, alcune strade per le spiagge non sono asfaltate e il Meltemi sulla costa è infido. I cinquantini a volte non bastano per le pendenze.. se potete prendete almeno un 125 cc. In coppia con bagagli, l’auto resta la scelta più comoda.
➞ Quante spiagge ha Karpathos e quali sono le più belle?
L’isola conta più di 100 spiagge. Le più belle nel nord: Apella (sabbia dorata, considerata tra le più belle dell’Egeo), Kira Panagia (riparata dal vento, taverne comode) e Lefkos con le sue tre baie color smeraldo. A sud: Damatria, la nostra preferita per i colori dell’acqua, e Diakoftis, doppia spiaggia accessibile solo con fuoristrada o quad. Raggiungibile solo in barca, la spiaggia di Palatia sull’isola di Saria vale il viaggio.
➞ Cos’è il Meltemi e come influisce sulla vacanza?
Il Meltemi è il vento stagionale dell’Egeo, presente da giugno a settembre con picchi a luglio-agosto, generalmente. A Karpathos si sente soprattutto sulla costa ovest e nelle spiagge esposte. Le baie del nord come Kira Panagia e Achata ne sono naturalmente riparate. Per i kitesurfer è invece la ragione principale per scegliere l’isola: la zona di Afiartis è tra i migliori spot al mondo per kite e windsurf.
➞ Vale la pena visitare Olympos?
Sì, è una delle esperienze più autentiche che l’isola offre. Olympos è un villaggio del nord rimasto isolato fino al 2014 (quando è stata completata la strada asfaltata) che ha conservato tradizioni di origine dorica, un dialetto con elementi del greco antico e costumi tradizionali che le donne indossano ancora ogni giorno, e non perché sempre più numerosi ci arrivano i turisti. Si raggiunge in auto da Spoa o a piedi, se siete allenati, da Diafani con un trekking impegnativo. L’alternativa sono le escursioni giornaliere con le agenzie locali come Cretatour DMC.
➞ Si può fare trekking a Karpathos?
Sì, l’isola ha oltre 50 sentieri segnalati per tutti i livelli. Il più impegnativo sale a Kali Limni (1.215 metri), la vetta più alta, da cui nelle giornate limpide si vedono sia Creta che Rodi. Il percorso da Aperi ad Achata e il tragitto da Diafani a Olympos sono due classici. Attenzione: alcuni sentieri sono poco tracciati! I mesi migliori sono maggio, settembre e ottobre, quando le temperature sono un po’ più basse rispetto al picco estivo.
➞ È facile trovare il Wi-Fi e la connessione dati a Karpathos?
In Grecia il roaming è incluso gratuitamente nei piani tariffari italiani per cui potete navigare tranquillamente come e a casa vostra. A Pigadia e nelle località più frequentate (Amoopi, Lefkos, Diafani) il Wi-Fi è disponibile negli hotel, bar e taverne. La copertura dati con SIM greca (Wind, Cosmote, Vodafone GR) funziona bene nelle zone costiere abitate. Nell’entroterra e sui sentieri di montagna la ricezione si fa scarsa o assente: non contate sullo smartphone per la navigazione durante il trekking, meglio scaricare le mappe offline prima di partire.
➞ Com’è la vita notturna a Karpathos?
Discreta, ma non è la destinazione ideale per chi cerca una movida intensa. Pigadia ha bar e locali aperti fino a tardi, specialmente lungo il lungomare, con un’atmosfera piacevole ma lontana dai ritmi di Mykonos o Rodi. Le altre località sono decisamente tranquille la sera. Il bello di Karpathos di notte è altro: una taverna sul porto, il pesce fresco, e un cielo stellato grazie a un minor inquinamento luminoso.
➞ Karpathos è adatta per le famiglie con bambini?
Sì. Le spiagge con acque basse e i fondali sabbiosi di Amoopi o la baia di Pigadia sono perfette per i bambini. Il ritmo dell’isola è lento, i locali sono accoglienti. Unica accortezza: con bimbi piccoli l’auto è indispensabile e conviene scegliere un alloggio nella zona sud per avere le spiagge a portata di mano.
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